Quesito

Caro direttore
Sono un giovane credente cristiano.
Dando la mia breve testimonianza cristiana, vi dico che solo quando ho fatto di Cristo Gesù, il mio Signore e Salvatore, confessando  a Lui di essere un peccatore perduto e accettando così la Giustizia di Dio che viene dalla fede in Cristo ‘’lettera ai Romani 3,21-24’’, ho scoperto  la vera  gioia e la vera  pace  del cuore, e da allora vivo la Sua Parola.
Sicuramente tutti coloro che sono stati strumenti nelle mani dell’Iddio Vero, sono stati testimoni fedeli del loro Signore e Salvatore Gesù Cristo, il Quale ha versato il Suo Sangue Prezioso per la nostra redenzione eterna.
Sicuramente ricordare lo zelo di coloro che hanno servito Dio aiuta ad imitarli nella fede, ma io credo per Parola di Dio, che non ci è dato rivolgerci alla creatura per ricevere l’aiuto di Dio. 
Infatti è scritto in Matteo 4,10: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi il culto.
Ancora Gesù ci dice: “Venite a me voi tutti che siete aggravati e stanchi e io vi darò riposo”.
Rimango meravigliato che ai giorni nostri si dia tanta enfasi sul Santo o sulla Madonna di turno, portandone le reliquie per le strade e tessendone le lodi, mentre si dimentica facilmente di dare Gloria, Onore, Potenza e Maestà al Signore Gesù, nome al di sopra di ogni nome, il Quale ognuno deve fare Signore e Salvatore della propria vita per essere salvato.
La cortina del tempio è stata squarciata alla croce, e abbiamo accesso liberamente a Dio attraverso la preghiera personale.
Siamo talmente presi da difficoltà umane, fisiche, rivolgendoci al santo di turno che quasi si dimentica il vero bisogno della nostra anima, che ha bisogno di essere lavata e purificata attraverso una vera conversione a Cristo.
Io credo che anche molti di coloro che sono chiamati a predicare Cristo Risorto, Sapienza, potenza e Salvezza di Dio, insegnano volutamente o per ignoranza, più il servizio svolto dai testimoni della fede, che predicare la Gloria e  il Nome di Colui che ne è degno, Cristo Gesù il Signore
Alla croce è stato sparso  il sangue prezioso di Gesù Cristo il Signore per la nostra salvezza, a Lui  spetta la lode  e la gloria, Lui  bisogna  invocare per essere perdonati e salvati, Lui ognuno deve cercare per un rapporto personale.  Solo  Cristo  Gesù  è  il  Signore,  è  il Dio  Salvatore  è la Vera Luce che splende nelle tenebre della vita, ed  è  Lui  che  deve  essere  innalzato, adorato, servito, esaltato e magnificato,  affinché  chiunque  crede  in  Lui  non  perisca  ma  abbia  vita  eterna  ‘’Giovanni  3, 16’’. 
Ancora la saluto con stima e amor fraterno in Cristo nostro Signore, e spero in un suo riscontro.
Gigi


Risposta del sacerdote

Carissimo Gigi,
1. nessun dubbio sul fatto che solo Gesù Cristo sia il nostro Dio, il nostro Salvatore e Redentore.
Solo il suo sacrificio ci ha redenti.

2. Il rapporto che abbiamo con Gesù è certamente è un rapporto personale, anzi personalissimo.
Ma tu stesso non hai potuto conoscere Gesù se non perché qualcuno te l’ha annunciato.
L’annuncio della redenzione passa inevitabilmente attraverso la Chiesa, intesa almeno come comunità di credenti.
Allora già questo può far capire che la redenzione, attuata da Cristo, viene comunicata agli uomini attraverso la Chiesa, che ne celebra i sacramenti, che sono i canali attraverso i quali Gesù Cristo continua a purificare e santificare i redenti. Su di essi versa non solo l’acqua, simbolo di purificazione, ma l’acqua e il sangue, che comunica la vita divina.
È la Parola di Dio, la Sacra Scrittura che dice questo: “Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue” (1 Gv 5,6).
Ed è per questo che i cristiani, giustificati dalla grazia, non sono semplicemente peccatori perduti, ma sono rinnovati interiormente, sono nuova creazione, come dice San Paolo: “Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura” (2 Cor 5,17). Sono santi, come dice ripetutamente il nuovo Testamento, come ad esempio in prima Corinzi 6,11: “Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio”.

3. Scrivi: “ma io credo per Parola di Dio, che non ci è dato rivolgerci alla creatura per ricevere l’aiuto di Dio”
Ma è proprio la Parola di Dio che ci comanda di chiedere l’aiuto dei santi.
San Paolo dice con forza che Cristo è l’unico nostro mediatore: “Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù” (1 Tm 2,5).
Eppure proprio san Paolo si affida alla preghiera dei fratelli. Ad esempio: “Vi esorto perciò, fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e l’amore dello Spirito, a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio” (Rm 15,30) e “Fratelli, pregate anche per noi” (1 Ts 5,25).
Anche S. Giacomo dice la stessa cosa: “Pregate gli uni per gli altri per essere guariti” (Gc 5,16). 
Già nell’Antico Testamento il Signore comanda di rivolgerci ai santi: “Andate dal mio servo Giobbe…, il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinché io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza” (Gb 42,8).
Giobbe è intercessore per gli altri come lo è stato
Abramo (Gn 18-22-32; 20,7), Mosè (Es 32,11), Samuele (1 Sam 7,5, 12,19), Amos (Am 7,2-6), Geremia (Ger 11,14; 37,3; 2 Mac 15,14).

4. Inoltre il premio che il Signore dà ai suoi servi fedeli: “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto” (Mt 25,21) e “Anche a questo disse: «Tu pure sarai a capo di cinque città” (Lc 19,19) che premio sarebbe se non si trattasse di esercitare un certo aiuto o protezione dal cielo?

5. Infine: se sulla terra ci si può aiutare fra di noi, adesso che alcuni vanno ad abitare col Signore, non sono più capaci di amare e di aiutare?
Eppure questi vincitori il Signore li fa sedere sul suo stesso trono: “Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono” (Ap 3,21). Su chi esercitano questo potere?

 6. Mi dici ancora: “Rimango meravigliato che ai giorni nostri si dia tanta enfasi sul Santo o sulla Madonna di turno”.
A dire il vero questo lo si fa da sempre, e non solo ai nostri giorni.
Anzi, sempre dalla Parola di Dio alla quale dobbiamo attenerci, ricaviamo che già primi cristiani portavano in giro pezzi di stoffa toccati da san Paolo: “Dio intanto operava prodigi non comuni per mano di Paolo, al punto che mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano” (At 19,11-12).
Dunque la potenza di Dio operava attraverso San Paolo e anche attraverso ciò che lui aveva toccato.
Penso che la gente custodisse gelosamente  quei “fazzoletti o grembiuli”, reliquie ex contactu, come si dice.
Certo non è la stoffa che opera prodigi. Ma Dio ha voluto mostrare che la sua potenza operava in San Paolo e anche negli oggetti che erano venuti a contatto con san Paolo.
Se dunque i primi cristiani tenevano in grande onore San Paolo e addirittura gli oggetti da lui toccati, perché non  dovremmo farlo anche noi?
E se gli amici di Giobbe per essere salvati sono dovuti peregrinare – per ordine di Dio – dal giusto Giobbe, perché non possiamo e non dobbiamo peregrinare anche noi oggi mendicando l’intercessione dei Santi? Che cosa è la processione se non questo?

7. Ti auguro di poter sperimentare presto l’aiuto che il Signore Gesù ti dà attraverso la mediazione dei suoi Santi. 
Quante cose ha voluto fare attraverso la mediazione di Maria. E come è bello vedere attraverso i vari titoli che i cristiani danno alla Madonna come questa Madre, dataci da Gesù crocifisso, ci assista in tutte le più svariate vicende della vita.
Pregherò la Madre di Gesù per te – che da quanto mi pare, sia per i contenuti della tua email sia per le citazioni scritturistiche e sia per altri particolari, sembreresti un cristiano non cattolico e neanche appartenente alle Chiese ortodosse – perché ti ottenga dal Signore la grazia inestimabile di comprendere cosa sia la Comunione dei Santi e di vivere l’esperienza della fede in Cristo nell’arricchimento vicendevole.
San Tommaso dice che “la virtù dello Spirito Santo, mediante l’unione della carità, rende intercomunicanti i beni delle membra di Cristo” (Somma teologica, III, 82, 6, ad 3) e che “come in un corpo naturale l’operazione di un membro si volge a vantaggio di tutto il corpo, così accade nel corpo spirituale che è la Chiesa. E siccome tutti i fedeli formano un solo corpo, il bene dell’uno viene comunicato all’altro. «Noi siamo tutti membra gli uni degli altri» (Rm 12,5)… È la cosiddetta comunione dei santi (communio sanctorum)” (Expositio in Symbolum, art. 10, n. 987).
Ricambio il tuo cordiale e fraterno saluto e ti benedico.
Padre Angelo