Quesito

Gentile padre Angelo,
volevo sottoporle alcune domande riguardanti le altre confessioni cristiane.
Che differenze vi sono fra cattolici e valdesi?
Secondo la Chiesa cattolica i riformati, i luterani, e tutti gli altri ordini cosiddetti “protestanti” vengono considerati eretici, mentre gli ortodossi sono scismatici, è corretto?
Tuttavia, ho alcuni dubbi: ciascuna “chiesa” (valdese, riformata, ortodossa, cattolica,ecc) considera se stessa come la più aderente alla volontà di Cristo.
Ogni cristiano, di qualsiasi confessione, generalmente ritiene la sua confessione più aderente al Vangelo di Gesù.
In base a cosa possiamo affermare che è la Chiesa cattolica quella più vicina alla volontà di Dio? Lasciamo perdere le vicende (politiche) che portarono alla nascita della chiesa anglicana. La riforma protestante è nata non contro la Chiesa di Roma, ma dentro la Chiesa, per riportarLa alle origini, a riscoprire il vero contenuto evangelico. A giudizio dei riformati noi siamo andati lontani da quanto contenuto nel Vangelo, non il contrario. Se poi si parla con alcuni ortodossi, essi notano che la Chiesa cattolica si è allontanata troppo dal Vangelo e soprattutto dalla tradizione e si ritengono i veri custodi dell’ortodossia cristiana. Ogni cristiano, insomma, confessa la sua fede pensando che sia questa la più vicina alla volontà di Cristo. Ora molti cristiani vivono in armonia e pace nella comunità di Taizè: lì le differenze fra confessioni sono solo una pallida ombra che presto svanisce. Ogni cristiano condivide gli stessi valori e lo stesso amore per Cristo. Temo che le divisioni siano sentite solo a livello “alto”, a livello di gerarchia, insomma. Ho avuto la fortuna di conoscere il fondatore di Taizè, frere Roger. Persona straordinaria. Credo che l’esperienza di vivere a Taizè cambi profondamente l’interiorità di ogni uomo e la consiglio a tutti.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la Chiesa cattolica non pensa di essere la più vicina alla volontà di Cristo, ma ha la certezza di essere nella sua struttura e nelle verità che professa la Chiesa voluta da Gesù Cristo.

2. Ti riporto la risposta della Congregazione per la dottrina della fede in data 29.6.2007 alla domanda: Come deve essere intesa l’affermazione secondo cui la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica?
Risposta: Cristo “ha costituito sulla terra” un’unica Chiesa e l’ha istituita come “comunità visibile e spirituale”, che fin dalla sua origine e nel corso della storia sempre esiste ed esisterà, e nella quale soltanto sono rimasti e rimarranno tutti gli elementi da Cristo stesso istituiti.
“Questa è l’unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica […].
Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui“.
Nella Costituzione dogmatica Lumen gentium la sussistenza è questa perenne continuità storica e la permanenza di tutti gli elementi istituiti da Cristo nella Chiesa cattolica (LG 8), nella quale concretamente si trova la Chiesa di Cristo su questa terra.
Secondo la dottrina cattolica, mentre si può rettamente affermare che la Chiesa di Cristo è presente e operante nelle Chiese e nelle Comunità ecclesiali non ancora in piena comunione con la Chiesa cattolica grazie agli elementi di santificazione e di verità che sono presenti in esse, la parola “sussiste”, invece, può essere attribuita esclusivamente alla sola Chiesa cattolica, poiché si riferisce appunto alla nota dell’unità professata nei simboli della fede (Credo… la Chiesa “una”); e questa Chiesa “una” sussiste nella Chiesa cattolica”.

3. La medesima Congregazione risponde anche ad un’altra domanda: Perché viene adoperata l’espressione “sussiste nella” e non semplicemente la forma verbale “è”?
Risposta: L’uso di questa espressione, che indica la piena identità della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica, non cambia la dottrina sulla Chiesa; trova, tuttavia, la sua vera motivazione nel fatto che esprime più chiaramente come al di fuori della sua compagine si trovino “numerosi elementi di santificazione e di verità”, “che in quanto doni propri della Chiesa di Cristo spingono all’unità cattolica”.

4. Mi parli poi delle altre chiese o confessioni cristiane, separate da Roma.
Il criterio è quella dell’autentica Tradizione.
Ti riporto quanto ho scritto di recente ad un nostro visitatore:
“E così arriviamo a quanto gli evangelici e i protestanti negano: il valore della Tradizione.
Essi si rifanno alla sola Scrittura.
Ma da chi ci viene detto che le Scritture sono ispirate? Da chi ci viene fornito il catalogo dei libri ispirati? Non certo dalla Scrittura, ma dalla Tradizione.
Essi stessi non possono non ricorrere alla Tradizione per conoscere il catalogo dei Libri ispirati. E perché su questo punto accettano la Tradizione e non l’accettano sull’interpretazione delle Scritture?

Nel secondo secolo dell’era cristiana comparve l’eresia gnostica, che dava un’interpretazione diversa della Scrittura. Che cosa hanno fatto i santi Padri? Si sono rifatti al significato che a quelle parole della Scrittura erano state date dovunque, soprattutto nelle Chiese fondate direttamente dagli Apostoli, da sempre e da tutti.
Ecco, per Tradizione s’intende proprio questo: ciò che da sempre, dovunque e da tutti è stato creduto (quod ubique, quod ab omnibus, quod a semper creditum est).

5. L’autentica Tradizione è garantita da Pietro e dia suoi successori secondo quanto Cristo ha promesso: “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,18-19).
Queste promesse Cristo non le ha fatte a chiunque, ma solo a Pietro e ai suoi successori. A lui ha dato le chiavi del regno dei cieli, sicché si entra nel Regno dei cieli se si passa dalla porta da Lui aperta.
A lui ha garantito il più ampio potere di giurisdizione: tutto ciò che legherai e scioglierai, sarà legato e sciolto anche in cielo.

Protestanti e ortodossi devono confrontarsi anche con questi testi e con la loro retta interpretazione, quella che è stata data fin dall’inizio, quella per la quale Sant’Ambrogio diceva: Ubi Petrus, ibi Ecclesia, dove c’è Pietro, lì c’è la Chiesa. E Sant’Agostino: Roma locuta, causa finita, il Papa ha parlato, la discussione è terminata.

6. Per quanto riguarda i valdesi:
Si tratta di un movimento ereticale religioso che prende il nome dal suo fondatore, Pietro di Waud (lat. Valdus), un ricco mercante di Lione (vissuto nel secolo XII), il quale ad un certo punto della sua vita distribuì le sue ricchezze ai poveri e si diede alla vita evangelica predicando Cristo e la povertà. Esso fu condannato dal sinodo di Verona (1184), ma proseguì (fu accolto anche in Italia del Nord da vari gruppi come i patarini) con dei predicatori itineranti che visitavano i vari paesi europei e creavano delle scuole di formazione. Lo specifico di questo movimento fu un eccessivo evangelismo (per quanto concerne la povertà) e un esagerato biblicismo (riconoscendo la Bibbia come unica regola di verità). Da questi eccessi seguì una forte contestazione delle strutture ecclesiastiche e il rifiuto dell’autorità del Pontefice romano.
Con l’avvento della Riforma, i valdesi entrarono nell’orbita del calvinismo di cui assimilarono tutte le principali dottrine e da movimento ereticale si trasformarono in Chiesa riformata (sinodo di Cianforan del 1532).
Pertanto, per quanto riguarda le verità di fede, non si distaccano in nulla dalle tesi protestanti.

7. Per quanto riguarda Taizé: si tratta di un’esperienza unica, ma malvista dall’ambiente protestante.
Per quanto riguarda la tua affermazione: a Taizé “ogni cristiano condivide gli stessi valori” mi auguro che tutti condividano la verità sulla presenza reale nell’Eucaristia, sul primato del Romano Pontefice e sulla successione apostolica. Ma non ne sono certo.

Ti ringrazio, ti prometto un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo