Quesito
Buongiorno P. Angelo,
vorrei porle una domanda a cui non riesco a trovare una risposta: Dio vuole che tutti gli uomini si salvino, ma non mette tutti gli uomini nella stessa condizione di salvarsi. Chi nasce e vive in un ambiente cristiano avrà condizioni molto più favorevoli di chi nasce e vive in un ambiente ateo o delinquenziale.
Sicuramente mi sbaglio perché Dio è giusto, ma non riesco a capire dove mi sbaglio.
La ringrazio di cuore.
Marco
Risposta del sacerdote
Caro Marco,
1. è vero che chi nasce e vive in ambiente cristiano è più favorito in ordine alla salvezza di chi vive in un ambiente ateo o delinquenziale.
Ma è anche vero ciò che si legge nel Vangelo di Matteo: “Allora (Gesù) si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!»” (Mt 11,20-24).
2. Tiro e Sidone erano due città della Fenicia ed erano abitate da pagani.
Sodoma e Gomorra erano due città menzionate nell’Antico Testamento di cui si parla ai tempi di Abramo e cioè 1800 anni avanti Cristo. Anche esse erano abitate da pagani.
3. Anche ai pagani Dio dà la possibilità di salvarsi seguendo la legge naturale secondo la quale si può riconoscere l’esistenza di Dio e la sua remunerazione nella vita eterna.
Da ciò che afferma la Lettera agli Ebrei: “senza la fede è impossibile essere graditi a Dio. Chi infatti si accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano” (Eb 11,6), San Tommaso conclude che anche i pagani possono salvarsi in virtù di quel minimo di fede che è racchiuso nelle parole usate dalla Lettera menzionata: “Perché nel credere che egli esiste sono incluse tutte le cose che crediamo esistere eternamente in Dio e nelle quali consisterà la nostra beatitudine; e nel credere che egli ricompensa coloro che lo cercano sono inclusi tutti i mezzi di cui Dio si serve nel tempo per la salvezza degli uomini” (Somma teologica, II-II, 1, 7).
4. È vero che gli ebrei vissuti al tempo di Gesù hanno avuto maggiori opportunità per credere e per vivere santamente.
Ed è vero che anche noi abbiamo maggiori possibilità perché non soltanto abbiamo ereditato una fede e una cultura cristiana ma abbiamo a nostra disposizione la Chiesa con i suoi santi e i suoi sacramenti.
Ma proprio per questo saremo giudicati più severamente secondo le parole di Gesù sopra riportate.
5. A questa conclusione giunge anche Sant’Agostino: “Ecco che il Signore ci assicura che la penitenza di Tiro e Sidone sarebbe stata piena di umiltà se i miracoli della divina potenza fossero stati fatti nel loro seno. Ora, se i morti sono giudicati secondo ciò che avrebbero fatto se fossero vissuti, dato che costoro sarebbero stati certamente cristiani se il Vangelo fosse stato predicato presso di loro con tanti miracoli, bisogna concluderne che non sono degne di punizione” (De dono 9,23).
6. E tuttavia nel giorno del giudizio anche Tiro e Sidone saranno punite, ma meno duramente che Corazim e Bestaida, perché le prime hanno violato solo la legge naturale, mentre le seconde, oltre la violazione della legge naturale, hanno aggiunto il disprezzo per i miracoli compiuti.
Addirittura i peccati di Sodoma e di Gomorra saranno puniti meno severamente che quelli compiuti in Cafarnao per i medesimi motivi.
Inversamente si può dire che i pagani che vivono secondo la legge naturale e in retta coscienza, accompagnati segretamente dalla divina grazia, possono avere in paradiso un grado di beatitudine più alto di tanti cristiani vissuti in grazia di Dio ma con una fede tiepida.
Anche a questo possono essere applicate le parole del Signore: “Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi” (Mt 19,30).
7. Ci si può domandare perché il Signore non abbia voluto predicare e compiere miracoli anche ai pagani di Tiro e Sidone?
Va risposto innanzitutto che il Signore a tutti, anche i pagani, concede quel minimo di fede di cui si è parlato. Sicché nessuno è abbandonato.
Inoltre non ha predicato a Tiro e Sidone per adempiere le Scritture secondo le quali la Parola doveva essere rivolta per i prima agli ebrei.
E infine, dicono i santi padri, per un atto di clemenza per quelli che avrebbero rifiutato l’annuncio del Vangelo perché in questo caso si sarebbero macchiati di colpe ancora più gravi.
8. Aggiunge San Tommaso: “Se poi uno insistesse a chiedere perché Dio elesse questo popolo, per farvi nascere il Cristo, e non un altro, dovremo ricordare le parole di S. Agostino: “Perché attiri questo e non attiri quello non voler giudicare, se non vuoi sbagliare” (Trattato sul Vangelo di Giovanni, 26)” (Somma teologica, I-II, 98, 4).
Ecco le risposte teologiche alla tua domanda.
Con l’augurio che tu tragga il massimo profitto dai beni così grandi che il Signore ti offre vivendo nella Santa Chiesa, in comunione con i santi e con l’aiuto dei sacramenti, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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