Quesito

Salve Padre,
sono di nuovo io, grazie come sempre per la sua tempestività e disponibilità.
Volevo chiederle come posso passare dal timore servile al timore filiale.
Mi spiego meglio, io tutto quello che faccio inerente alla mia vita spirituale lo faccio prevalentemente per il timore di finire all’inferno (che in realtà penso sia anche questo un dono) però inizia a diventare pesante come situazione perché da un lato ho paura delle pene degli inferi e di finirci dentro e dall’altra ho timore della severità e dei castighi di Dio e questo un po’ mi scoraggia e mi fa perdere un poco di voglia nel fare i miei doveri spirituali come la preghiera principalmente (per la confessione invece ne sento sempre il bisogno così come andare a Messa non mi pesa).
Sono perseverante nella preghiera, ogni giorno prego mattina e sera, incluso il rosario quotidiano… però a volte mi scoraggio perché fare tutto sempre per timore non è il massimo.
C’è qualche novena o devozione o preghiera che dovrei fare per domandare la grazia di amare Dio e la Madonna con un amore più disinteressato e filiale?
Cosa mi consiglia di fare per accogliere o comunque prepararmi per ricevere questa grazia?
Voglio sentire proprio che amo Dio e la Madonna, perché andare avanti solamente per timore degli inferi e dei castighi di Dio inizia ad essermi un po’ pesante.
Grazie mille Padre
Filippo


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. il Vangelo annunciato da Nostro Signore ci insegna ad andare a Lui non attraverso la strada del timore, ma dell’amore.
2. È vero che nel Vangelo ci sono anche dei moniti salutari come quelli proferiti in occasione del crollo della torre di Siloe: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo” (Lc 13,3-5).
Questi ammonimenti però sono dati per persone che hanno bisogno di conversione e di essere trattenute dal compiere il male.
Costoro non comprendono altro argomento che quello del rischio dell’inferno.

3. Ma coloro che amano il Signore e vivono volentieri nella grazia sua non hanno altro desiderio che quello di amare Dio sempre di più.
Per chi ama il Signore, lo stare con lui, poter ascoltare la sua parola, godere della sua compagnia è una grazia.

4. A Santa Teresa di Gesù bambino era capitato di sentire un predicatore che aveva improntato la propria predicazione sul timore servile di Dio.
Nella propria autobiografia scrisse che quel predicatore le “pareva adatto soprattutto a fare del bene ai grandi peccatori, ma non alle anime consacrate” (Storia di un’anima, 226).
E poco più avanti: “Sono di una natura tale che la paura mi fa indietreggiare, con l’amore non soltanto vado avanti, ma volo” (Ib., 228).

5. La vita cristiana, senza escludere il timore servile che è pure opportuno, è tutta una vita di amore.
Se si ha un timore, è proprio quello delle persone che amano e che temono di dispiacere a Colui che merita di essere amato sopra ogni cosa. È il cosiddetto timore riverenziale o filiale.

6. Mi chiedi se c’è qualche novena o qualche preghiera particolare per compiere questo salto di qualità nella vita cristiana.
Qui, al posto della novena o della preghiera, peraltro sempre utile, è necessaria la pratica. Perché si impara ad amare amando.
Comincia pertanto a compiere il tuo dovere non semplicemente perché è tuo dovere ma per amore del Signore.
Prova a fare così anche nelle azioni più insignificanti, come quella di alzarsi subito da letto appena suona la sveglia. Prova a farlo per amore del Signore.
Prova a spegnere la luce o il cellulare o una determinata ora non soltanto per non andare avanti nella notte e perdere il sonno, ma per amore del Signore.
Compi le tue preghiere non soltanto perché vanno fatte, ma perché sono gradite al Signore e alla Madonna.
Resisti alle tentazioni e superale volentieri non semplicemente per il timore di essere privo della grazia di Dio, che di per sé è un timore lodevole, ma per compiere un atto di amore bello per il Signore.

7. Allora sperimenterai quanto ha promesso Gesù: “Se uno mi ama, il Padre mio lo amerà e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui” (Gv 14,21).
L’amore del Padre e l’amore di Gesù non sono solo di parole, ma fatti, gesti concreti, grazie che si ricevono.
Di qui nasce il desiderio di compiere nuovi atti di amore, sempre prontamente retribuiti dalla consolazione che viene dal Signore.
Questa era l’esperienza di Santa Teresa di Gesù bambino: per la via dell’amore non soltanto andava avanti nella vita cristiana, ma volava.
Come vedi, si tratta di passare subito alla pratica.
Con l’augurio che anche tu possa non solo andare avanti, ma addirittura volare nella vita cristiana, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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