Quesito

salve.
un quesito: una coppia sposati in comune: lui divorziato da matrimonio religioso cattolico, lei era nubile e ora hanno due figli.
Perché non possono fare la comunione? Possono accedere ad altri sacramenti?
In America, dicono, gli sposati divorziati possono.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la risposta è semplice: lui, sebbene divorziato, si è unito in matrimonio sacramento con una donna che è diventata sua moglie.
A lei ha promesso di essere fedele nella buona e nella cattiva sorte.
Ha atteso anche il momento in cui il sacerdote che benediva le loro nozze dicesse: “E ciò che Dio ha unito, l’uomo non lo separi”.
Nel giorno del suo matrimonio ha sancito dunque un patto tutto particolare con sua moglie.
Ad un certo momento, dopo traversie varie, è andato a dedicare la propria vita ad un’altra donna.
Evidentemente questo è un tradimento del patto che aveva fatto.

2. Adesso desidera ricevere la S. Comunione, il nutrimento che ci viene dato per essere fedele ai nostri doveri.
Ma il dovere di quest’uomo qual è? Quello di dedicare la propria vita a sua moglie o ad un’altra?
Dedicare la propria vita ad un’altra donna è un adulterio permanente.
Mi pare dunque che la motivazione dell’esclusione dei divorziati risposati sia chiara: si può dare la S. Comunione ad una persona perché sia fedele al suo adulterio permanente? Evidentemente no.

3. Adesso però le cose si sono complicate perché dall’unione adulterina sono nati due figli e questi due figli reclamano la presenza simultanea del loro padre e della loro madre.
Ed è dovere dei loro genitori, sebbene davanti a Dio non siano fra loro marito e moglie, assicurare questa presenza.

4. Ma anche con la presenza dei figli, i due non sono e non possono essere tra loro marito e moglie.
Sicché vivendo in una situazione permanente di peccato non possono ricevere la santa Comunione.
Ma non possono neanche confessarsi, avendo la volontà di continuare in una situazione irregolare.
Possono ricevere i sacramenti solo qualora venga meno la moglie di lui e regolarizzino la loro situazione o in extremis, al termine della loro vita, per disporsi ad entrare in Paradiso.
Questo è vero qui, come in America e in qualsiasi altra parte del mondo.

5. Che cosa si può fare concretamente per uscire da questa situazione?
Dal momento che la nuova unione si presenta con un certo carattere di stabilità e c’è il dovere di stare insieme perché sono i genitori di due bambini, si potrebbe esaminare se nel matrimonio religioso di lui non ci sia stato qualche elemento che lo renda nullo.
Ma per far questo è necessario che incontri un giudice ecclesiastico, il quale anche da una breve conversazione si accorge subito se ci sono gli elementi per una dichiarazione di nullità.
Se questo si potesse fare, una volta ricevuta la sentenza di nullità del matrimonio, i due potranno confessarsi, comunicarsi e celebrare le nozze sacramentali.

6. Nel frattempo, in attesa di questa sentenza o anche nel caso che la sentenza fosse per lui negativa e non potessero celebrare le nozze religiose, per poter ricevere i sacramenti non rimane altra strada che quella di non comportarsi come marito e moglie, e cioè la strada dell’astinenza sessuale.
Nel qual caso però potranno ricevere i sacramenti dove non sono conosciuti come divorziati risposati per non generare confusione e anche scandalo presso gli altri fedeli.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo