Quesito

Caro Padre Angelo, 
Le scrivo perché da settimane mi ritrovo in una confusione spirituale. 
Ho un’amica, ritrovatasi vedova in seguito alla morte del marito morto insieme ad altre persone in tragico incidente. Lei è tra i superstiti. 
Nasce cattolica, ma nella sua vita da varie zie ha influenze evangeliche. 
Non si confessa; mai comunicata, non va a messa, non crede nei santi ne crede nella santità di Maria, ovviamente non la prega. Ha però una fede forte, da sempre, un cuore buono, niente invidia, niente gelosia, onesta, sani principi ecc. 
Da quando lui è morto lei sente la sofferenza, sente il vuoto, il dolore ma prevale una pace interiore profonda, soprannaturale, lei dice di sentire la costante presenza di Dio dentro di lei.
Premesso che sono immensamente contenta per lei, è possibile che questa pace derivi dallo Spirito Santo?
Parlando con lei le ho suggerito di andare a Messa, confessarsi e vivere una vita più unita a Gesù, ma lei dice che non ne sente il bisogno e che sente già la presenza di Dio, la sua pace, il suo amore e non le serve altro. 
Non trova il senso di andare a Messa e fare tutto il resto se tanto il Signore lo vive e lo sente senza nemmeno essersi mai confessata, o comunicata, ecc. ecc. 
Diciamo che il suo ragionamento avrebbe senso. 
Ma io mi sento confusa. 
Se in lei questa presenza di Dio non suscita il minimo interesse di vivere la Chiesa o il minimo dubbio di fare diversamente chi sono io per dire il contrario? 
Come faccio anche solo a pensare che Chiesa, Messa, confessione, Comunione siano necessari nel suo caso se lei vive tutta questa esperienza interiore bellissima.
Cosa la dovrebbe mai spingere a intraprendere quel cammino se lei vive tutto questo? Ma soprattutto pur sentendo la presenza del Signore non si sente minimamente attratta dalla Chiesa. Anzi. 
Come faccio a sapere con certezza di essere nel giusto cammino avendo davanti una testimonianza così forte? 
La ringrazio Padre Angelo e la ricordo nelle mie preghiere. 
T.


Risposta del sacerdote

Carissima, 
1. è difficile entrare nella psiche di una persona.
Certo questa amica di cui mi parli vive da protestante e forse anche un po’ meno. Perché i protestanti partecipano al culto domenicale e leggono la Sacra Scrittura.

2. Anche i protestanti vivono a loro modo la vita cristiana poggiandola sui quattro pilastri di cui ci parla Dio negli Atti degli Apostoli: “Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere” (At 2,42). 
Ora questa tua amica non si nutre dell’insegnamento degli apostoli, non vive nella comunione della comunità ecclesiale, non partecipa all’eucaristia che inizialmente veniva chiamata “frazione del pane”, né si dedica alla preghiera.

3. Quando si accetta Cristo come Maestro, è necessario vivere secondo le sue indicazioni. 
Diversamente uno potrà dirsi cristiano finché vuole, ma sarà cristiano a modo proprio e non secondo il modo del suo Maestro.
In una parola, di cristiano avrà il nome, ma non la vita.
Sarà magari un’ottima persona, ma non cristiana.

4. Mi compiaccio della pace interiore di questa tua amica.
Tuttavia la pace interiore non è prerogativa dei cristiani.
Per essere cristiani è necessario nutrirsi di Cristo. L’abbiamo sentito domenica scorsa nel tratto dal Vangelo che presenta la figura di Maria, sorella di Marta, che si nutriva di quello che usciva dalla bocca di Gesù. Gesù la loda e le dice che ha scelto la parte migliore.
Ecco perché sono necessari i sacramenti, la preghiera, l’ascolto della parola di Dio, la vita all’interno della comunità cristiana…

5. Inoltre non va confusa la pace interiore con la presenza dello Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo e spinge a vivere secondo Cristo e a conformarsi a Cristo.
Anche persone di buona volontà che non appartengono alla religione cristiana possono avere la pace interiore.
Ma godere della presenza dello Spirito Santo è altra cosa perché lo Spirito Santo spinge a Cristo e a fare ciò che Gesù Cristo ha comandato quando ha detto: “Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19).

6. Inoltre non va dimenticato quanto si legge in 2 Cor 11,14: “Ciò non fa meraviglia, perché anche Satana si maschera da angelo di luce”.
Non è escluso che questo possa essere applicato anche per la tua amica che oggettivamente non vive secondo Cristo.
Il nostro avversario è bravo nel confondere e nell’illudere le persone.

7. Ecco dunque dove trovi la certezza di come vada vissuta la vita cristiana: seguendo ciò che ha detto il Signore e impostando la propria vita sui quattro pilastri di cui ti ho parlato. Sono Parola di Dio.
Pertanto continua anche a vivere la tua fede incontrando Cristo nei sacramenti, lasciandoti nutrire nell’Eucaristia e purificare nella confessione, vivendo all’interno della comunità cristiana, all’interno della quale Cristo ha messo Pietro come suo capo, affidandogli le chiavi del regno dei cieli. e nella comunione dei Santi.
Non c’è nulla di più bello, di consolante e di santificante.

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo 

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