Quesito

Carissimo Padre Angelo,
Mt 24,36: Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.
Le chiedo: come mai possa essere possibile che il Figlio non sappia una cosa che invece sa il Padre.
La ringrazio sin d’ora e la ricordo nella preghiera.
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
ti riporto alcune interpretazioni dei santi Padri.

1. San Girolamo dice che in questo versetto “godono Ario ed Eunomio (i quali negavano la divinità di Cristo); dicono infatti: non possono essere uguali colui che sa e colui che ignora.
Contro costoro brevemente occorre dire queste cose. Poiché Gesù ha fatto tutti i tempi, lui che è il Verbo di Dio (infatti «ogni cosa fu fatta per mezzo di lui, e senza di lui nulla fu fatto», Gv 1,3), ed essendo d’altra parte il giorno del giudizio compreso in tutti i tempi, con quale conseguenza chi conosce il tutto può ignorare una sua parte?
Bisogna poi dire anche questo: che cosa è più grande: la conoscenza del Padre o la conoscenza del giudizio? Se conosce ciò che è più grande, in che modo ignora ciò che è minore?”

2. Continua San Girolamo: “Quindi, poiché abbiamo provato che il Figlio di Dio non ignora il giorno della fine, bisogna mostrare perché dice di ignorarlo. Ora, dopo la risurrezione, interrogato dagli Apostoli su tale giorno, risponde in modo più manifesto (At 1,7): «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato in suo potere». Con ciò mostra che egli lo sa, ma non conviene che lo sappiamo gli Apostoli, così che, sempre incerti sulla venuta del giudice, vivano ogni giorno come se in quel giorno dovessero essere giudicati”.

3. Sant’Agostino: “Ciò che dunque dice: non sa, va inteso nel senso che non lo fa sapere; cioè che non lo sapeva così da indicarlo in quel momento ai discepoli”.

4. San Giovanni Crisostomo: “Affinché poi tu apprenda che se tace sul giorno e sull’ora del giudizio non é per sua ignoranza, adduce un altro segno, quando aggiunge: Come poi avvenne nei giorni di Noè…, così avverrà alla venuta del Figlio dell’uomo; ora, dice ciò mostrando che verrà repentinamente e inopinatamente, e quando molti si daranno a cose lascive; infatti questo lo dice anche Paolo (1 Ts 5, 3): Quando diranno pace e sicurezza, allora improvvisamente verrà su di loro la fine.

Dissipato ogni dubbio, ti saluto, ti ricordo come sempre al Signore e ti benedico.
Padre Angelo