Padre buonasera,
mi spiega la differenza tra mitezza e umiltà?
Grazie e pace e bene!!
Michele


Caro Michele,
1. Gesù ha detto: “imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita” (Mt 11,29).
Per imparare la mitezza è necessario guardare a Gesù, che l’ha mostrata sempre ma in modo particolare durate la sua passione.
Gesù ha sopportato pazientemente e senza ribellarsi ogni sorta di villania e crudeltà.
La mitezza secondo l’insegnamento evangelico è sottomissione fiduciosa e tranquilla alla Provvidenza divina.

2. Secondo san Tommaso la mitezza o mansuetudine frena in noi gli impulsi della collera (Somma teologica, II-II, 157, 1) o di un’aggressività incontrollata.
Nello stesso tempo la mitezza favorisce la padronanza di sé e conseguentemente anche la carità fraterna.

3. La mitezza, sempre secondo san Tommaso, “prepara l’uomo alla conoscenza di Dio” (Ib., II-II, 157, 4, ad 1).
Infatti rendendo l’uomo padrone di sé, lo porta a non contraddire le parole di verità, “cosa che molti fanno spinti dall’ira”.

4. L’umiltà invece “è quella virtù che propriamente riguarda la riverenza con la quale l’uomo si sottomette a Dio non solo in se stesso, ma anche per quanto di divino c’è in ogni creatura” (Ib., II-II, 161, 3, ad 1).

5. Se la mitezza frena l’ira o i moti della collera, l’umiltà che fa vedere la grandezza di Dio in tutte le cose frena l’orgoglio, che è quell’esaltazione del proprio io che ci fa dimenticare di essere creature e ci nasconde i nostri limiti.
Per questo San Bernardo la definisce come“quella verissima conoscenza di se stessi per la quale uno diventa miserabile ai propri occhi” (s. bernardo, De Adventu Domini, sermo 4).

Augurandoti di essere mite e umile di cuore come Gesù e di trovare sempre in Lui il vero ristoro, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo