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Quesito

Cari Amici domenicani,
mi sono innamorata di un uomo separato, credo sia amore forte ma ho rinunciato perché mi inizio ad interrogare sull’importanza dell’unione in Dio.
Ora mi sento in colpa, soffro e non voglio che lui soffra e stia solo.
Aiutatemi a capire


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. hai fatto bene a rinunciare: quell’uomo, sebbene separato, ha promesso di essere fedele nella buona nella cattiva sorte ad un’altra persona.
Quell’uomo non si appartiene, è già impegnato, è già legato, appartiene ad un’altra persona.

2. Hai fatto bene a rinunziarvi anche per un altro motivo: Dio va amato sopra ogni cosa e concretamente questo significa che non dobbiamo anteporre nulla alla sua Volontà.

3. Se tu non avessi rinunciato a quell’uomo, sarebbero sorti in te altri rammarichi, ben più profondi di quelli che stai provando adesso: il non poter vivere in grazia di Dio, non poter fare la santa Comunione, non poter essere assolta dai tuoi peccati.
E tutto questo che ricadute avrebbe avuto per la vita presente, senza dire di quelle per la vita eterna?

4. Adesso, mi dici, ti senti in colpa perché lui soffre e non vorresti che lui rimanga solo.
Questa sofferenza non è cattiva. San Paolo diceva: chi è che soffre che anch’io non soffra?
Ma non si rimedia ad una sofferenza causandone un’altra, che in definitiva si rivela peggiore.
Aiutalo con la preghiera.

Ti aiuto anch’io, promettendoti una particolare preghiera.
Ti benedico.
Padre Angelo

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