Quesito

Caro Padre Angelo,
le scrivo per chiederle un consiglio sul seguente problema: sono fidanzata da circa sei mesi con un ragazzo che amo moltissimo, siamo entrambi credenti e partecipiamo con una certa regolarità a un gruppo di preghiera nella nostra città.
Oltre alla preghiera di gruppo, cerchiamo anche di pregare insieme noi due; e questo ci ha dato una grande gioia, facendoci sentire davvero uniti.
Ultimamente però (da circa due mesi) siamo entrati in una specie di crisi, nel senso che facciamo fatica a pregare insieme, e soprattutto ci capita con troppa frequenza di avere rapporti sessuali.
Non che prima fosse semplice resistere alla tentazione! Ma diciamo che comunque riuscivamo a restare casti per un periodo di tempo più ampio. Adesso invece ci sembra di non esserne più capaci: ogni volta che succede ci diciamo che non accadrà più, ci accostiamo al sacramento della confessione, ma poco dopo ecco che ricadiamo!
Ci stiamo chiedendo che cosa possiamo fare concretamente per uscire da questa situazione, poiché temiamo che continuare su questa strada possa nuocere a noi stessi, e soprattutto al nostro rapporto.
Lei che cosa ci consiglia?
Un’ultima cosa: parlandone insieme, il mio ragazzo ha detto che forse facciamo così fatica a restare casti perchè non lo vogliamo veramente. Riflettendoci, penso che non abbia tutti i torti.
Nel senso che indubbiamente sappiamo che i rapporti prematrimoniali costituiscono un peccato, e ci allontanano da Dio togliendoci la Grazia: e questo ci fa soffrire, poiché ci impedisce di fare la Santa Comunione. Ma forse, in fondo al nostro cuore, non riusciamo ad accettare la Sua volontà, e ci fa più comodo dire che non ci riusciamo, che siamo deboli..eccetera, solo per nascondere che in realtà vogliamo continuare a fare come piace a noi, ossia la nostra volontà!
Se così fosse, mi chiedo, come fare a uscirne? Come possiamo, in altri termini, desiderare con tutto il nostro cuore di vivere il nostro fidanzamento come Dio ci chiede?
Spero di essere riuscita a spiegarmi.
La ringrazio
V.


Risposta del sacerdote

Carissima V.,
1. il tuo fidanzato è stato molto sincero quando ti ha detto che non riuscite a rimanere casti perché non lo volete fino in fondo.
Da una parte vi attrae la purezza dell’amore e dall’altra vi lasciate attrarre anche da ciò che non è autentico amore perché non c’è il sincero e dotale dono di voi stessi.

2. Mi chiedi che cosa potete fare.
La prima cosa è quella di tenere chiaro l’obiettivo, che non è semplicemente quello di poter fare la Santa Comunione, ma la Santità.
Perché questa parola non rimanga una velleità, è necessario instaurare nella nostra vita una pedagogia della santità, come disse Giovanni Paolo II in Novo Millennio ineunte.
È la santità o, meglio, la volontà di conformare i nostri sentimenti a quelli di Cristo ciò che ha la capacità di rendere più bello, più puro e più affascinante il vostro amore.
Certamente voi volete che il vostro amore cresca così.
Ma l’impurità costituisce sempre una grossa ferita che date alla vostra capacità di amare e ne diviene in definitiva la tomba, se non vi si pone rimedio.

3. La seconda cosa che dovete fare consiste nel rendere la preghiera fra voi due più assidua e costante.
Giovanni Paolo II ha detto che, quando la preghiera è scarsa o addirittura non c’è, la nostra vita di fede è a rischio.
Mi pare di poter dire che anche l’amore di coppia, quando manca la preghiera, è a rischio.
Voi stessi sentite che il vostro amore diventa più forte e più puro quando pregate.
Tra le varie preghiere fatte insieme, ti raccomando il santo Rosario, che lascia una grande pace in chi lo recita devotamente e allontana tante tentazioni.

4. Come terza cosa non posso dimenticare quanto la Chiesa ci aiuta a dire quando recitiamo l’atto di dolore: “propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato”.
Rimane vero anche per la vita di coppia prima del matrimonio che nella battaglia contro i sensi vince chi scappa, e cioè chi è pronto ad allontanarsi da ciò che gli può fare del male e offende il Signore.
Voi stessi sapete quali sono per voi le occasioni prossime.
Dovete aiutarvi vicendevolmente a non fare scelte imprudenti, come il trascorrere da soli le vacanze e altro…

5. Forse già vi siete resi conto l’attesa rispetto ai rapporti sessuali non fa venir meno l’amore vicendevole, ma lo rende più forte.
Lo sentirete già fin d’ora.
La forza che adesso acquisite vi renderà capaci, un giorno che sarete sposati, di superare altre tentazioni, alle quali inevitabilmente sarete sottoposti.
Nessuna virtù si improvvisa. Al contrario va coltivata e protetta.

Prometto una preghiera perché io vostro amore cresca sempre più nel Signore.
Vi saluto e vi benedico.
Padre Angelo

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