Quesito

Caro padre Angelo,
vorrei farle una domanda sul matrimonio. Coppia di sposi con figli, vivono un rapporto matrimoniale difficile. Il marito irascibile e violento costringe la moglie e i figli a vivere nella paura. Le chiedo se, in questi casi, la Chiesa giustifica una separazione e un eventuale divorzio. La ringrazio.
Cordiali saluti. Sia lodato Gesù Cristo.
Angelo


Risposta del sacerdote

Caro Angelo,
1. prima di giungere alla separazione e anche al divorzio perché il marito è violento e irascibile è necessario passare per altre strade, come ad esempio un trattamento farmacologico.
Se questo fosse rifiutato o non desse i risultati sperati e se lo stare insieme costituisse un grave trauma per moglie e figli, si può giungere alla separazione:

2. La sola separazione degli sposi con la permanenza del vincolo matrimoniale può essere talvolta legittima e anche doverosa.
La separazione dei coniugi è prevista dalla disciplina della Chiesa.
Nel canone 1151 del Codice di Diritto canonico si legge: “I coniugi hanno il dovere e il diritto di osservare la convivenza coniugale, eccetto che ne siano scusati da una legittima causa”.
“Se uno dei coniugi costituisce un grave pericolo sia spirituale che corporale per l’altro coniuge o per la prole, oppure in altro modo renda troppo dura la vita comune, fornisce con ciò stesso all’altro una causa legittima per separarsi con decreto dell’Ordinario del luogo, e, se vi è pericolo per l’attesa, anche di propria autorità” (can 1153,1).

3. Il Catechismo della Chiesa Cattolica va ancora più in là e dice: “Se il divorzio civile rimane l’unico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale” (CCC 2383).
Anche in questo caso il vincolo matrimoniale rimane indissolubile e non si può passare a nuove nozze.
Il divorzio civile è solo un espediente per tutelare alcuni beni, che diversamente verrebbero compromessi.

Ti ringrazio, ti saluto, ti prometto un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo