Caro Padre Angelo,
mi può spiegare in cosa consiste la posizione semipelagiana?
Non ho capito se è stata bollata come eretica o se la questione è ancora lasciata al pubblico dibattito teologico.
So che domenicani e gesuiti si sono scontrati su questo aspetto, vero?
Che Dio la benedica
Alessandro


Caro Alessandro,
1. per dire che cosa sia il semipelagianesimo è necessario ricordare che cosa sia il pelagianesimo.
Ebbene per pelagianesimo s’intende quella dottrina formulata da Pelagio (IV secolo) secondo il quale per avere la fede, per entrare in Dio ed entrare in Paradiso sarebbero sufficienti le buone opere di una persona.
Mentre invece per la dottrina cattolica per avere la fede, che è un’adesione a Dio di ordine soprannaturale, è necessario essere premossi dalla grazia di Dio.
Così ugualmente per andare in Paradiso è necessaria la grazia santificante.
Solo la grazia ci proporziona all’ordine soprannaturale, al mondo di Dio.

2. Il semipelagianismo è forma mitigata di pelagianesimo ed è sorto da alcune espressioni di Sant’Agostino sull’inizio della fede e della buona volontà, formulate prima dell’episcopato.
In parole povere, Dio darebbe la grazia a chi ha la buona volontà di riceverla.
Secondo la teologia cattolica invece anche la buona volontà per accogliere una realtà di ordine soprannaturale ha bisogno di essere ugualmente aiutata dalla grazia.
Sicché questa buona volontà è già frutto della grazia preveniente.
Sant’Agostino, già vicino alla morte, fu informato della nuova eresia da due buoni laici, Prospero Aquitano e Ilario, e scrisse due opere contro di essa.

3. I punti principali dell’eresia semipelagiana sono i seguenti:
1°, non si richiede la grazia per l’inizio della fede e della santificazione. La grazia servirebbe solo a completare l’una e l’altra;
2°, Dio concede la grazia secondo i nostri meriti e le nostre disposizioni positive a riceverla;
3°, 1a perseveranza finale è frutto dei nostri meriti.

4. Per opera di San Cesario di Arles nel 529 si riunì a Orange un Concilio (Arausicanum II) dove si ribadì la condanna del Pelagianesimo fatta da concili precedenti e si condannò pure la nuova eresia.
E secondo la dottrina di Sant’Agostino si definì che:
1°, la grazia è sempre necessaria per ogni atto, anche iniziale, della vita soprannaturale;
2°, la grazia è assolutamente gratuita e Dio la distribuisce liberamente;
3°, senza la grazia non è possibile perseverare fino alla morte nel bene e conquistare la vita eterna.

5. Nelle dispute teologiche tra domenicani e gesuiti del 1600 alcuni domenicani accusavano i gesuiti di essere semipelagiani.
Ma il Papa proibì a domenicani e gesuiti di accusarsi vicendevolmente.
Sicché anch’io qui faccio punto.

Ti auguro ogni bene dal Signore risorto, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo