Quesito

Gentile padre Angelo,
sono un abituale frequentatore del suo sito e ho qualche volta chiesto ed ottenuto chiarimenti e spiegazioni che sono state per me sempre utili e pienamente soddisfacenti.
Questa volta Le scrivo perché sono rimasto un po’ disorientato da una sua affermazione,contenuta nella risposta ad una persona che chiedeva spiegazioni circa una sua perplessità relativa ad esclamazioni involontarie non rispettose nei confronti della Madonna. La risposta in sé l’ho trovata totalmente condivisibile; ciò che mi ha lasciato perplesso è una sua considerazione, fatta incidentalmente, allorché dice che le nostre azioni sono o buone o cattive, non essendoci vie di mezzo tra bene e male.
Io ho sempre pensato (e francamente non credo di essere in errore) che esiste un’amplissima gamma di azioni, forse addirittura la maggioranza, che sono moralmente indifferenti; mi sembra addirittura inutile fare degli esempi, tanto la cosa mi pare ovvia. Non mi pare proprio che ogni nostra scelta nella vita pratica comporti delle implicazioni morali; può darsi però che abbia interpretato male il suo pensiero, dando alla sua affermazione,isolatamente presa, un significato che non voleva avere. Le sarei grato se volesse dissipare la mia forse sciocca perplessità. La ringrazio dell’attenzione e La saluto.
Vito P.


Risposta del sacerdote

Caro Vito,
1. mi complimento anzitutto per la fedeltà e l’attenzione con cui ci segui.

2. Venendo invece alla domanda che mi hai posto è necessario fare delle distinzioni.

3. Vi sono delle azioni che di suo, in astratto, sono moralmente indifferenti, e cioè non sono né buone né cattive, come ad esempio aprire una finestra.

4. Nessuna azione, invece, in concreto è indifferente. Se non altro viene specificata dalle circostanze e dall’intenzione.
Tornando all’esempio: se apro la finestra per far circolare l’aria, compio un’azione buona.
Se l’apro per far circolare l’aria e nello stesso tempo rischio di far prendere un accidente a chi vi è dentro, compio un’azione gravata di qualche responsabilità.

5. Per questo S. Tommaso in maniera categorica dice che “nessun atto individuale è indifferente” (S. Tommaso, Somma teologica, I-II, 18,9, sed contra).

6. Per questo motivo saremo chiamati a rispondere di ogni nostra azione davanti al tribunale di Dio. Nessuna, tra quelle compiute, sarà considerata neutra.
Questo significa anche che in ogni momento e con ogni nostra azione possiamo meritare o demeritare per la vita eterna.
Non ci sono spazi di “tempo perso” davanti a Dio.
Di fatto tutto è preziosissimo.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo