Quesito

caro padre Angelo,
volevo porle una domanda: leggendo le lettere di S. Paolo dove parla della legge del vecchio testamento percepisco che ne dichiara l’abolizione. È così?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Dio nell’Antico Testamento ha dato al popolo d’Israele una triplice legge:
– quella morale, ribadendo i dettami della legge naturale col Decalogo, che erano già scritti nel cuore dell’uomo;
– quella cerimoniale (la determinazione delle feste, gli obblighi, i riti…). È la legge cultuale o religiosa);
– quella civile (i precetti che regolavano al vita della gente all’interno della società. Erano i cosiddetti “precetti giudiziali”).

2. Gesù ha confermato la legge morale: “Se vuoi entrare nella vita eterna, osserva i comandamenti” (Mt 19,17) e “Non sono venuto per abolire la legge ma per portarla a compimento” (Mt 5,17).
Anzi, dove erano concesse deroghe come nel caso del divorzio (Mt 19,8), riporta il primitivo splendore.

3. Le leggi cultuali e giudiziali, invece, vengono superate dalla “legge nuova”, che è la grazia dello Spirito Santo, che ci rende partecipi del culto di Gesù Cristo e uniti nei vincoli della carità.

4. Pertanto non è più lecito celebrare il culto dell’Antico Testamento che era tutto orientato al Messia venturo.
Ormai abbiamo nelle nostre mani il sacrificio di Cristo, la cui virtù viene applicata ai credenti attraverso i sacramenti e soprattutto nell’Eucaristia.

5. Allo stesso modo viene superata la legge che regolamentava i rapporti tra gli ebrei e tra ebrei e stranieri. Era una legge che si ispirava a una società teocratica (governata direttamente da Dio).
Questi precetti sono stati sostituiti dai due precetti della carità, all’interno dei quali i singoli Cesari hanno le loro rispettive competenze.

6. Oltre a queste leggi gli ebrei erano gravati da tante altre leggi che derivavano da tradizioni umane e religiose. Anche queste sono state del tutto superate con la venuta di Cristo.

Ecco dunque le distinzioni necessarie per non fare d’ogni erba un fascio.

Ti ringrazio, ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo