Quesito

Caro Padre Angelo,
mi può spiegare cosa siano le reliquiae peccati e quali sono le conseguenze per la vita dell’uomo?
Un caro saluto e grazie
Marco


Risposta del sacerdote

Caro Marco,
1. l’espressione reliquiae peccati, che in italiano può essere tradotta con i resti del peccato, rimanda a un tema importante per la vita cristiana.
I peccati lasciano sempre qualcosa di negativo nella nostra vita.
Questo qualcosa di negativo consiste in una inclinazione a peccare di nuovo.
Come chi si droga comincia ad avvertire un bisogno e una dipendenza dalla droga, così anche per il peccato.
Il peccato sembra un atto di libertà, un’emancipazione dalla legge di Dio. In realtà invece la nostra libertà ne risulta ferita e si trova meno libera, più inclinata al peccato, più dipendente.
Questo ci è stato ricordato dal Signore con un’affermazione solenne e grave: “In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” (Gv 8,34).

2. Ho detto affermazione solenne e grave perché Gesù la introduce con le parole in verità, in verità. L’espressione in verità equivale, secondo San Tommaso, ad un giuramento. Quando viene ripetuta due volte, sta a ricordare un giuramento molto importante.
Gesù, dunque, ha voluto ricordare che dopo il peccato rimane qualcosa di disordinato dentro di noi.
Questo disordine non consiste solo nella colpa, che nella confessione viene rimessa, ma anche nelle cattive inclinazioni che vengono introdotte o ravviate e che costituiscono un’ulteriore spinta a cadere.

3. Con la confessione viene rimessa la colpa. Ma le cattive inclinazioni o reliquie del peccato rimangono in noi, sebbene attutite.
In ordine ad esse, per eliminarle dalla nostra vita, viene data la penitenza sacramentale, che non dovrebbe esaurirsi sempre in lacune preghiere, ma anche in alcune pratiche da fare, proprio per togliere i resti del peccato.

4. Il purgatorio è ordinato anche all’eliminazione di queste impurità o cattive inclinazioni. In Paradiso, dice l’Apocalisse, “Non entrerà in essa nulla d’impuro” (Ap 21,27).

5. Giovanni Paolo II, in Reconciliatio et penitentia, vi fa riferimento quando scrive: “anche che dopo l’assoluzione rimane nel cristiano una zona d’ombra, dovuta alle ferite del peccato, all’imperfezione dell’amore nel pentimento, all’indebolimento delle facoltà spirituali, in cui opera ancora un focolaio infettivo di peccato, che bisogna sempre combattere con la mortificazione e la penitenza. Tale è il significato dell’umile, ma sincera soddisfazione” (RP 31,III).

Ricambio il cordiale saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo