Quesito

Buongiorno padre
vorrei farle questa domanda.
Sono divorziata e risposata in seconde nozze con una bimba di 8 anni.
Ho purtroppo commesso nella mia vita diversi peccati mortali da confessare al Signore (sono parecchi anni che non mi confesso)come posso fare per farmi perdonare non potendo partecipare al Sacramento della Riconciliazione?
Nel frattempo ho avviato la pratica di annullamento del matrimonio ma ci vuole del tempo e l’esito non e’ certo.
Mi darebbe qualche consiglio su come si devono comportare i divorziati per essere il più possibile nella grazie del Signore?
Non sono riuscita a trovare dei libri che parlino di questo argomento.
Grazie
Mara


Risposta del sacerdote

Carissima Mara,
1. nella tua vita c’è la volontà di camminare nelle vie di Dio.
Questa è già una bella grazia che il Signore ti ha concesso. Hai preso consapevolezza di molti peccati commessi nella tua vita passata.
E ora, anche per dare un buon esempio alla figlia, senti l’esigenza di essere in tutto secondo Dio.

2. Hai fatto bene ad avviare la pratica di dichiarazione di nullità del precedente matrimonio in attesa di poter regolarizzare la tua attuale situazione e di essere colmata della grazia del sacramento del matrimonio.

3. Nel frattempo, non potendo accedere alla Confessione e all’Eucaristia, per essere una buona cristiana sei chiamata ad adorare Dio, a rendergli culto e a nutrirti di lui attraverso le seguenti strade:
– ascolto della Parola di Dio,
– partecipazione al Santo Sacrificio della Messa,
– perseveranza nella preghiera,
– pratica delle opere di carità,
– educazione della figlia secondo la fede cristiana,
– coltivazione di uno spirito penitenziale e pratica di alcune penitenze per implorare di giorno in giorno la grazia di Dio.
Tutte queste pratiche sono state indicate da Giovanni Paolo II nell’esortazione post-sinodale sulla famiglia intitolata Familiaris consorzio, al numero 84.

4. Mi permetto di dire una parola su ciascuna.
Innanzitutto c’è l’ascolto della Parola di Dio. Come noterai, non viene detto semplicemente: lettura della Parola di Dio, ma ascolto. L’ascolto è già un atteggiamento di comunione. È un mettersi in dialogo. Attraverso la lettura delle Sacre Scritture Dio ti parla, si rende vicino a te, ti indica costantemente le sue vie e ti tocca il cuore.

5. Partecipazione al Santo Sacrificio della Messa.
A Messa si perpetua il sacrificio della croce. Il sangue di Cristo viene versato misticamente (cioè in maniera nascosta) ma realmente sull’altare in remissione anche dei peccati di tutti, anche dei tuoi.
E sebbene tu non possa fare per ora la Santa Comunione si tratta già dell’implorazione del lavacro del Sangue di Cristo sulla tua vita.

6. Pratica delle opere di carità.
Questa pratica si esprime in mille maniere.
Innanzitutto si attua con le forme concrete di aiuto al nostro prossimo e alle attività caritative della parrocchia.
A questo proposito la Chiesa, fedele alla parola di Dio, ha sempre ritenuto che il compimento delle opere di carità ottenga o per lo meno implori il perdono dei peccati.
Nel libro di Tobia si legge: “L’elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l’elemosina godranno lunga vita” (Tb 12,9).
E San Pietro dice: “Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati” (1 Pt 4,8).
L’esercizio della carità si attua anche attraverso la pratica di tutte le virtù, pratica fatta per amore di Dio e per ottenere la remissione dei peccati.
Allora anche tu ha la possibilità di compiere ogni giorno molti atti di pazienza, di perdono, di mortificazione della lingua, dell’udito…
Se fai tutto questo per amore di Dio implori il perdono dei peccati e la grazia di Dio in qualche modo ti raggiunge.

7. L’educazione della figlia secondo la fede cristiana.
Questo è uno dei tuoi compiti più importanti e ti impegna ad essere esempio di vita.
In questo compito il Signore non ti abbandona, ma ti dà tutte le grazie di stato che sono necessarie ad una mamma perché sia in grado di mettere la figlia in ascolto di Gesù, in comunione di vita con Lui, e di renderla capace di offrire se stessa momento per momento al Signore.

8. Vi è infine la coltivazione di uno spirito penitenziale e la pratica di alcune pratiche per implorare di giorno in giorno la grazia di Dio.
Questa connotazione penitenziale dovrebbe accompagnare la vita di tutti i cristiani perché non c’è salvezza senza penitenza.
La conversione richiesta da Gesù per poter entrare nel Regno di Dio di fatto si esprime certamente nella rinuncia al peccato e nel condurre una vita nuova orientata al Signore, ma anche in pratiche di penitenza per mezzo delle quali cooperiamo con Cristo alla nostra redenzione e alla redenzione del mondo.
Pertanto nella tua casa cercherai di dare un carattere penitenziale al venerdì, come è richiesto dalla legislazione universale della Chiesa. E lo darai rinunciando alla carne, ad altri cibi costosi o ricercati e rinunciando anche ad  altre cose, quante te ne può suggerire sul momento il Signore.
Ti impegnerai ugualmente alla pratica della penitenza negli altri tempi forti dell’anno liturgico, come la quaresima e l’avvento.

9. Giovanni Paolo II dice che lo spirito e le pratiche penitenziali vanno coltivate “per implorare di giorno in giorno la grazia di Dio”.
Si noti bene che il Papa non dice che danno la grazia santificante, perché si continua a vivere in una situazione irregolare e quindi in uno stato oggettivo di peccato.
Ma lo spirito penitenziale e le pratiche di mortificazioni servono per implorare “le grazie attuali” e cioè quegli aiuti divini che vengono dati giorno per giorno, momento per momento.
Questi aiuti divini o grazie attuali, mentre giovano a compiere bene e con la protezione divina il proprio dovere, dispongono ad accogliere quando vi saranno le dovute disposizioni la grazia santificante, la perfetta amicizia col Signore.

Ti ricordo al Signore insieme con la tua famiglia e vi benedico uno ad uno.
Padre Angelo