Quesito

Salve Padre Angelo,
Anche se in attesa di una sua risposta ad una mail che le ho inviato qualche settimana fa le vorrei porre un nuovo quesito. La domanda posta nell’altra mail effettivamente non aveva una grande urgenza (la probabilità che mi ricapiti é alquanto bassa). La mail che le invio oggi tratta di un argomento molto più importante, ancora di più perché si avvicina Pasqua.
Ho un particolare problema a confessarmi: durante l’esame di coscienza ho difficoltà a trovare i peccati che ho fatto. Inutili gli sforzi fatti affidandosi a documenti che danno linee guida a riguardo.
Ora, la mia superbia non arriva a farmi credere un santo, sono consapevole che ho un problema e precisamente nell’esame di coscienza. Mi chiedo quindi come superarlo.
Avevo pensato anche all’aiuto di una guida spirituale, ma i pochi preti che ho a disposizione (sono a Londra e per le mie difficoltà linguistiche mi posso avvalere solo di preti che parlino italiano) non sembrano molto disposti a fare direzione spirituale.
La ringrazio in anticipo per la sua risposta e (visto il periodo) le pongo i miei migliori auguri per una Santa Pasqua.
Raffaele


Risposta del sacerdote

Caro Raffaele,
1. per la confessione bisogna distinguere tra accusa di peccati gravi e accusa di peccati veniali.
I peccati mortali bisogna dirli tutti. Allora come schema può andar bene quello pubblicato nel sito:
 www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=660
5 dic 2007 Ecco uno schema di esame di coscienza e la risposta a un giovane che teme di aver fatto dei sacrilegi nella confessione. Quesito. Caro Padre
Per i peccati veniali non è obbligatorio dirli tutti.

2. Se si tratta di confessione di soli peccati veniali, la confessione deve essere breve e puoi dire:
sono andato distratto nella preghiera,
ho avuto dei pensieri contrari alla carità o alla purezza.
Il linguaggio talvolta è stato volgare,
non sono stato umile, paziente,
non ho assecondato prontamente le ispirazioni.
Non sono sempre stato alla presenza di Dio,
ho parlato male di altri,
ho ecceduto nella gola.
C’è stata scarsa mortificazione…

3. Puoi tenere anche lo schema dei vizi capitali:
superbia: non sono stato umile, mi sono vantato,
avarizia: poco caritatevole, poca dedizione in casa e altrove
lussuria: ho avuto pensieri contrari alla purezza: non sempre sono stato pronto a rimuoverli,
ira: mi sono arrabbiato. Mi sono indignato contro determinate persone, ma solo all’interno di me stesso, ho parlato male, sono stato impaziente
gola: c’è stata poca penitenza, mortificazione.
invidia: sono rimasto dispiaciuto dei successi altrui
accidia: sono stato pigro e distratto nella preghiera, nell’accoglienza delle buone ispirazioni, nell’adempimento dei miei doveri. Ho perso del tempo.

4. A questo schema puoi aggiungere i peccati contro il duplice comandamento della carità.
Sull’amore di Dio puoi dire: ho amato poco il Signore, non l’ho amato con tutto il cuore, non l’ho messo al centro della mia vita. In una data circostanza ho tralasciato la preghiera.
Sull’amore del prossimo: non sono stato sempre sincero, paziente, misericordioso, ho parlato male o messo in cattiva luce gli assenti, sono stato maldicente i Dio puoi dire.

5. Non vado avanti per non complicare ulteriormente le cose.
Ma ti do ancora un consiglio. Prima della confessione domanda a Maria di ottenerti la grazia di un sincero dolore dei peccati e della volontà di cambiare almeno in qualche punto. Per questo dirai una volta la Salutazione angelica (l’Ave Maria).

6. Purtroppo la mia risposta ti giunge dopo Pasqua. E me ne dispiaccio.
Spero però che ti possa aiutare.
Alla tua precedente email ho risposto e ti ho tranquillizzato.
In genere rispondo sempre, anche se talvolta con notevole ritardo.

7. Tra qualche giorno inizia il mese di maggio, mese tradizionalmente dedicato a Maria.
Mi piace ricordarti quanto ho letto nel “Giornale dell’anima” di Giovanni XXIII: “nel mese di maggio ho domandato a Maria due cose… Sul finire del mese fui esaudito”. Quando ha scritto queste cose, Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII, aveva 17 anni e mezzo. Era il 7 maggio 1899.
Puoi fare anche tu la stessa cosa, impegnandoti a recitare ogni giorno il Rosario di Maria, accompagnandolo magari da qualche fioretto.

Intanto ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo