Quesito
Sia lodato Gesù Cristo!
Carissimo padre Angelo, l’altro giorno mi sono imbattuto a dialogare con un protestante, inizialmente parlavamo di Gesù e dello Spirito Santo fino a quando lui non mi ha chiesto di quale gruppo facessi parte e io gli ho risposto che sono cattolico, lui subito ha detto che ci sono alcune cose della Chiesa Cattolica che non corrispondono al Vangelo, che la Chiesa Cattolica è nata nel terzo secolo dopo l’imperatore Costantino ecc.
Il dibattito è andato avanti fino ad arrivare all’Eucaristia per cui lui chiaramente ha detto che siamo idolatri, che si tratta solo di un simbolo. Io gli ho fatto presente che nostro Signore nell’ultima cena ha usato il verbo essere “Questo è il mio corpo”, e lui ha continuato che nostro Signore ha anche detto io sono la Via, ma mica lui è una strada materialmente. E ha anche aggiunto quando Giovanni Battista indica Gesù dicendo “Ecco l’Agnello di Dio” che Giovanni Battista non intendeva dire che Gesù è un agnello, un animale, e chela Sacra Scrittura non sempre si deve leggere letteralmente.
Ora vorrei solo capire perché abbiamo dato questa interpretazione sull’ultima cena? Cos’è che distingue le parole di nostro Signore da quelle di Giovanni il Battista?
Attendo la vostra risposta e vi ringrazio del vostro apostolato. Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. per la prima domanda avresti dovuto chiedere al tuo interlocutore protestante chi ha fondato la chiesa cattolica dopo l’imperatore Costantino, morto nel 327. Certamente sarebbe rimasta con la bocca aperta!
Alla morte di Costantino di fatto la Chiesa era diffusa dappertutto con tanto di comunità locali presiedute da vescovi e presbiteri, con a capo il successore di Pietro da tutti riconosciuto fin dal I secolo (cf. la comunità di Corinto che si appella al terzo successore di Pietro (papa Clemente) quando dall’altra parte del mare Egeo era ancora vivente l’apostolo Giovanni).
2. Per la seconda domanda non dovevi rimanere sorpreso.
Innanzitutto perché le parole usate da Gesù per l’istituzione dell’eucaristia e per la proclamazione di essere la via la verità e la vita sono diverse.
Nell’istituzione dell’eucaristia ha detto: “Questo è il mio corpo”. Mentre parlando di se stesso come Via non ha detto: “Questa strada è il mio corpo”. Quanto meno l’ha detto prendendola per mano o anche solo indicandola.
3. Inoltre Gesù Cristo ha detto in tutta la pienezza della verità le parole: “Io sono la Via”. Non si tratta di un simbolo perché è la Via nel medesimo senso per cui subito dopo ha soggiunto: “Io sono la Verità e la Vita”.
Gesù Cristo non è forse la Vita, anzi la sorgente di ogni vita? Non ne è forse il creatore?
Non dice forse il Vangelo di Giovanni: “In lui era la vita” (Gv 1,4) e “tutto è stato fatto per mezzo di lui”.
4. Dice inoltre “Io sono la Via” nel medesimo modo in cui dice “Io sono la Verità”.
Infatti nel Vangelo si legge che dopo le parole “in lui era la vita” viene detto: “La Vita era la luce degli uomini”. E che cos’è la luce se non la verità?
Si noti ancora che Gesù non ha detto simbolicamente “Io sono la luce del mondo (Gv 8,12). Perché la luce di questo mondo, come ad esempio quella del sole, è una pallida e lontana immagine della vera luce, di Lui, come giustamente ha notato San Francesco quando ha detto che essa “de Te altissimu porta significatione”.
Non è Gesù ad essere ad immagine della luce del sole. Ma è la luce del sole un’immagine della luce di Gesù”.
5. Così come analogamente le vie o le strade di questo mondo sono una pallida e lontana immagine della vera via, quella che conduce alla vita. Questa via è l’umanità di Gesù Cristo.
Nessuno, se non si congiunge a Cristo mediante la fede e la carità, può trovare la vita.
Lo Spirito Santo per bocca di San Pietro ha detto che “in nessun altro c’è salvezza” (At 4,12).
6. Venendo all’altra obiezione, le parole di Giovanni: “Ecco l’agnello di Dio” non stanno ad indicare che Gesù è un animale, un agnello materiale, ma che gli agnelli materiali (gli animali) che ogni mattina e ogni sera venivano offerti in sacrificio erano un simbolo del vero agnello che Dio aveva promesso per il mondo.
Erano segno di colui che il profeta Isaia aveva indicato con queste parole: “Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca” (Is 53,7).
L’agnello, sì, era simbolo di Cristo.
Ma Gesù Cristo non ha mai detto per l’agnello le parole pronunciate sul pane nell’ultima cena: “Questo è il mio corpo”.
7. Come si vede, i ragionamenti del tuo interlocutore sono sofismi. E cioè sono ragionamenti che in apparenza sembrano lineari e coerenti. Ma, appena ci si sofferma e li si analizza, si vede subito l’inganno.
Non voglio mettere in discussione la buona fede del tuo interlocutore, ma la mancanza di logica, sì.
Con l’augurio di essere più attento ai ragionamenti fallaci, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo