Buongiorno,
le scrivo per ricevere una risposta ai miei dubbi.
Mi sono sposato a 27 anni, ho avuto un figlio a 31 e sto per compiere 50 anni.
Pochi mesi dopo che nostro figlio è nato non ho più avuto rapporti sessuali con mia moglie, né ovviamente con nessun’altra partner.
Dopo il parto lei provava dolore durante l’atto, per cui dopo alcuni tentativi ho preferito aspettare che fosse lei a desiderarli, cosa che non è mai avvenuta.
Questa situazione mi ha procurato molte angosce in quanto non mi sentivo desiderato e perciò amato ed è stata molto difficile da sopportare, soprattutto intorno ai 40 anni.
Trovo consolazione nello sport, ma è in realtà una distrazione che mi permette di non pensarci e ritarda l’affrontare i problemi.
Preciso che io non credo che l’atto sessuale si debba fare solo per procreare, ma anche e soprattutto perché permette di entrare in comunione con l’altra persona ed è un atto di intimità.
Inoltre non ci sono troppi litigi, semplicemente l’argomento non viene affrontato ma ignorato.
Ora vorrei porle due domande:
1) Un matrimonio che non viene consumato da 18 anni contro il volere del marito si può ancora considerare tale? E’ annullabile? E’ ancora amore se l’altra persona non tradisce ma esige rispetto e pretende che il partner faccia altrettanto?
2) Sto pensando seriamente di fare voto di castità al compimento dei 50 anni. Lei che ne pensa, potrebbe aiutarmi a sopportare meglio la situazione? Avrebbe senso, o avrebbe senso rifarsi una vita e interrompere il matrimonio?
Grazie, saluti.


Carissimo,
mi spiace risponderti con così grave ritardo e te ne domando scusa.

1. Ma dopo averti domandato scusa, esprimo subito la mia ammirazione per il tuo comportamento.
Ci sono dei beni superiori all’interno della famiglia per cui vale la pena sacrificare altri beni che hanno pure la loro rilevanza.
Sono concorde con te nel ritenere che i rapporti coniugali non sono finalizzati solo alla procreazione.
Sono un elemento importante nella vita di coppia per sentirsi amati, accettati e desiderati sotto tutti gli aspetti.
Usando le tue stesse parole così precise, questi rapporti ravvivano la comunione e l’intimità.

2. Il Concilio Vaticano II, nella Gaudium et spes, parlando della moralità degli atti coniugali afferma che “questi atti, con i quali gli sposi si uniscono in casta intimità e per mezzo dei quali si trasmette la vita umana, sono spiritualmente belli e degni (honesti ac digni sunt), e compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano ed arricchiscono vicendevolmente in gioiosa gratitudine gli sposi stessi” (GS  49).
La traduzione “spiritualmente belli” è mia e su questo punto mi pare sia più esatta della traduzione ufficiale italiana dal testo latino che li definisce “honesti”.
Per gli antichi la honestas non s’identificava semplicemente con  l’onestà che nel linguaggio italiano è quasi sinonimo di giusto e di lecito.
Sant’Agostino scrive: “Intendo per honestas la bellezza intellettuale, che noi più propriamente chiamiamo spirituale” (Octoginta trium quaestionum, q. 30 ).

3. In questo senso ne parlava San Paolo quando scriveva: “sicut in die honeste ambulemus” (Rm 13,13), dove honeste traduce il greco ευσχημονως, che significa “dignitosamente, graziosamente, in bellezza” (Dal greco eu –  schma  ευ – σχημα (bella figura).
Su questo punto anche la nuova versione della Conferenza episcopale italiana non è felice perché traduce: “Comportiamoci onestamente come in pieno giorno”.

4. Commentando l’honeste ambulemus di Rm 13,13 Sant’Ambrogio scrive: “I Greci rendono honeste con ευσχημονως che significa propriamente ‘con bel portamento, con bell’aspetto’.
Dio dunque, creando il primo uomo, lo formò con un bel portamento, con un’armonica disposizione delle membra e gli diede un bellissimo aspetto” (De officiis I, c. 45, 221).
Dice anche che la honestas è per la persona quello che la bellezza è per un corpo.
Come la bellezza del corpo richiede una buona salute e un certo benessere, perché “se non ci fosse la buona salute non ci potrebbero essere bellezza e avvenenza”, così la honestas è “come il benessere di tutto il nostro operare e di tutti i nostri atti” e conferisce un “bell’aspetto” (De Officiis, I, c. 45, 220).
Applicando questo concetto all’intimità coniugale e usando le parole di sant’Ambrogio possiamo dire che gli atti casti di intimità conferiscono benessere al matrimonio e a tutta la vita famigliare. Gli conferiscono un “bell’aspetto”.

5. Tu hai accettato il sacrificio di questi beni per conservare un bene più alto, qual è quello della pace in famiglia e di una serena educazione del figlio.
Per questo dicevo che sei degno di ammirazione.
Il Signore certamente ne terrà conto, anche se – ne sono persuaso – la forza ti è arrivata tutta da lui.

6. Vengo adesso ai due quesiti.
Circa il primo: un matrimonio che non viene consumato da 18 anni contro il volere del marito rimane ancora vero matrimonio, sebbene alcuni elementi pure preziosi siano stati sacrificati.
Se il matrimonio è vero al momento del consenso coniugale rimane eternamente vero.
Non è la maggiore o minore frequenza dell’intimità coniugale che rende valido il matrimonio.
Il tuo matrimonio sotto l’aspetto dell’intimità non è stato vissuto nella sua pienezza.
Tuttavia va anche subito aggiunto che la pienezza non è tutta qui e che la vera bellezza del matrimonio sta nella condivisione degli animi e nell’unità della famiglia.

7. Circa il secondo: non è corretto fare il voto di castità senza il consenso della moglie, anche se probabilmente il prosieguo del matrimonio sarà come i 18 anni passati.
È vero che tua moglie per 18 anni non ti ha dato quanto ti spettava (se si può usare questo linguaggio).
Ma non sarebbe corretto da parte tua esprimerti ugualmente in maniera anarchica.
Sebbene tua moglie su questo punto sia stata anarchica, tuttavia da parte tua ci dev’essere la volontà di fare tutto insieme.
Pertanto se tua moglie è d’accordo potete fare il voto di castità, come alcuni coniugi cristiani hanno deciso di farlo ad un certo momento della loro vita matrimoniale.
Così ad esempio i coniugi Raissa e Jacques Maritain.
Raissa è stata un’anima mistica di alto livello.
Jacques è stato uno dei più grandi pensatori cristiani del XX secolo.

Auguro a te e ai tuoi cari i doni più belli da parte del Signore.
Vi benedico e vi ricordo nella preghiera.
Padre Angelo