Quesito

Carissimo Padre Angelo,
le scrivo per domandarle aiuto e consiglio.
Sono un adolescente di 14 anni, ho sempre avuto un buon rapporto con amici e parenti, vado bene al liceo e, soprattutto, sono sempre stato un bravo fedele (prego, mi reco ogni domenica in chiesa per la Santa Messa, mi confesso regolarmente…). Ma, purtroppo, dallo scorso anno, compio un terribile peccato: la masturbazione. Tutto è iniziato quando, spinto dalla curiosità sentendone parlare con vanità dai miei compagni delle medie, decisi di provare a compiere questo terribile atto, e col tempo iniziai a praticarlo praticamente una volta alla settimana. Allora non sapevo nemmeno che fosse un peccato e, quando successivamente lo scoprii, ci rimasi malissimo, ma non smisi di farlo. Il peccato si insinuò sempre di più in me (passai a due volte alla settimana) ma la mia fede mi faceva stare male ogni volta e spesso mi mettevo a pregare a lungo subito dopo averlo commesso. Nel periodo di Pasqua di quest’anno feci un grosso sforzo per smettere, eliminando completamente ogni possibilità di visionare materiale hard con dei filtri (purtroppo ogni tanto entravo in quei siti) e sforzandomi di eliminare quell’orrendo peccato dalla mia vita. Nonostante tutta la mia forza di volontà, continuo a ricaderci, spesso con frequenza settimanale. Ora, io non le scrivo per presentarle l’apologia della masturbazione come fanno molti miei coetanei. Mi rendo perfettamente conto della gravità del mio gesto e non voglio giustificarlo in nessun modo. Ma voglio porle alcune domande. Innanzitutto le chiedo se, visto che di solito mi confesso ogni mese e non ogni settimana, io possa partecipare all’Eucarestia anche se sono nel peccato (desidero tanto sentire Gesù dentro di me). Poi mi piacerebbe domandarle qualche consiglio utile per aiutarmi a vincere la mia lotta contro la tentazione. Vede, io soffro, soffro molto per quello che faccio, spesso scoppio in lacrime sentendo di aver ferito Dio, che invece mi ama e mi ha donato una vita agiata, e faccio di tutto per reprimere la parte istintiva e animalesca della mia persona che vuole prendere il sopravvento (e che, ahimè, a volte ci riesce) quando qualche pensiero impuro, essendo nel pieno dell’adolescenza, mi coglie.
Verrò perdonato da Dio? Avendo commesso un peccato mortale, se dovessi per caso perdere la vita prima della Confessione, perderò la Vita Eterna? So che quando pecco non sono più nella Grazia di Dio, ma io lo sento accanto a me sempre e quando commetto autoerotismo, ho la sensazione che metta la sua mano sulla mia spalla e mi incoraggi a non farlo mai più. Infine, esiste qualche preghiera particolare per un peccatore come me?
La prego di rispondermi e soprattutto le chiedo di ricordarsi di me nelle sue preghiere e di chiedere a Dio di perdonarmi.
Grazie,
un adolescente peccatore.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il giorno in cui hai cominciato a visionare pornografia e a compiere atti impuri è entrata la devastazione nella tua anima.
Chissà quale progresso non avresti fatto se la tua vita da quel momento non fosse stata un sali-scendi, ma una salita continua!
Sai bene che cosa la pornografia comporti per la tua vita interiore. Ti devasta e ti priva anzitutto della grazia santificante.

2. Com’è bello questo aggettivo: santificante.
Quando sei in grazia, la tua anima è avvolta da un certo splendore di ordine soprannaturale, che talvolta si manifesta anche attraverso l’esterno, al punto che don Bosco poteva dire che “l’occhio è lo specchio dell’anima”.
Insieme con la grazia godi della presenza personale di Dio dentro di te, secondo la promessa del Signore: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).
Precedentemente il Signore aveva detto: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama” (Gv 14,21).

3. Scrivi: “So che quando pecco non sono più nella Grazia di Dio, ma io lo sento accanto a me sempre e quando commetto autoerotismo, ho la sensazione che metta la sua mano sulla mia spalla e mi incoraggi a non farlo mai più”.
Bisogna precisare: quando si commette un peccato grave, ci si allontana dal Signore.
Ma il Signore non si allontana dal peccatore: rimane in lui come realtà conosciuta mediante la fede e vi rimane anche come motivo della propria speranza, di aiuto, di provvidenza.
Tuttavia la fede e la speranza, in chi ha compiuto un peccato grave, vi rimangono in maniera informe, e cioè sono come morte, incapaci di unire a Dio e di far compiere successivamente atti di ordine soprannaturale.
La sensazione che tu provi quando commetti peccati di autoerotismo è di questo tipo. E giustifica anche la tua prima affermazione: “So che quando pecco non sono più nella Grazia di Dio”.

4. Mi dici che sei solito confessarti ogni mese e non ogni settimana e mi chiedi se, stante la tua condizione di cadere frequentemente nel peccato impuro (pornografia e autoerotismo), tu possa fare ugualmente la Santa Comunione.
La risposta è no. Non sarebbe vera comunione.
Dice lo Spirito Santo che parla attraverso la Sacra Scrittura: “La sapienza (Dio) non entra in un’anima che compie il male né abita in un corpo oppresso dal peccato” (Sap 1,4).
La pornografia, in modo particolare, devasta l’immaginazione, la rende schiava di se stessa.
Ho avuto occasione di citare altre volte quanto ha scritto un autore di teologia: “Un pasto indigesto si vomita, ma un’immagine perversa s’incide nella memoria. Ed è molto difficile, dopo, purificare la memoria” (P. IDE, I sette peccati capitali, p. 99) ed è per questo che la tradizione catechistica annovera la lussuria tra i sette vizi capitali perché sono all’origine di molti altri mali.
Non puoi dimenticare quello che ha detto il Signore: “Se uno vede una donna e la concupisce, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5,28).
La pornografia è un peccato grave, come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2354.

5. E la stessa cosa va detta dell’autoerotismo che porta un disordine l’intimo nucleo della persona, e cioè nel fondo di se stessi.
Solo il Sangue di Cristo, che viene versato sulla nostra anima attraverso le mani del sacerdote nella celebrazione del sacramento della confessione, l’anima torna pura e nella grazia santificante.
Penso che tutte le volte che ti sei confessato l’hai sperimentato tangibilmente.

6. Il consiglio che ti do è quello di passare dalla confessione mensile alla confessione settimanale, possibilmente sempre col medesimo confessore, anche se nel frattempo non fossi caduto in questi peccati.
La grazia che ti viene infusa in questo sacramento ti dà forza per prevenire le cadute.
È chiaro che se cadi e non ti rialzi subito, ti manca la forza per evitare altre cadute.
Dice San Gregorio Magno: “Il peccato non riparato subito con la penitenza, col suo peso trascina ad altri peccati” (In Ezechielis homilia, 11).

7. E San Tommaso: “In nessun modo l’uomo da sé può risorgere dal peccato, senza l’aiuto della grazia.
Infatti il peccato, pur essendo passeggero come atto, rimane come reato, secondo le spiegazioni da noi date in precedenza; e quindi risorgere dal peccato non è lo stesso che cessare dall’atto peccaminoso. Ma per l’uomo risorgere dal peccato equivale ad essere reintegrato nei beni perduti con la colpa.
Ora, l’uomo peccando incorre tre danni, come sopra si disse: la macchia, la corruzione dei beni di natura, e il reato della pena.
Contrae una macchia, in quanto viene privato dello splendore della grazia per la deformità del peccato.
Si corrompono i beni di natura, in quanto la natura dell’uomo cade nel disordine, quando la volontà umana non è soggetta a Dio: infatti eliminato quest’ordine, tutta la natura dell’uomo in peccato rimane disordinata.
Il reato della pena invece consiste nel fatto che l’uomo, peccando mortalmente, merita la dannazione eterna.
Ora, è evidente per tutte e tre queste cose che soltanto Dio può ripararle. Infatti la bellezza della grazia deriva da una illuminazione di Dio; e quindi tale bellezza non può tornare in un’anima, senza una nuova illuminazione da parte di Dio: ecco perché si richiede quel dono abituale che è la luce della grazia.
Anche l’ordine della natura, che implica la sottomissione della volontà umana a quella di Dio, non può essere riparato, se Dio non trae a sé la volontà dell’uomo, come abbiamo detto nell’articolo precedente. Così pure nessuno all’infuori di Dio può condonare il reato della pena eterna, essendo egli l’offeso, e il giudice degli uomini.
Perciò, affinché l’uomo risorga dal peccato, si richiede l’aiuto della grazia, sia in quanto dono abituale, sia in quanto mozione interiore di Dio” (Somma teologica, I-II, 109, 7).
E questa grazia ti viene data nel sacramento della confessione o, comunque, per la volontà risoluta di emendarsi e di confessarsi.

8. Per questo qualora dovessi cadere di nuovo, ti esorto come prima cosa a domandare perdono al Signore per averlo estromesso dalla tua vita e di proporti la confessione appena possibile.
Un tale pentimento, accompagnato dal proposito di confessarsi, porta in grazia prima ancora della confessione. La quale, a sua volta, accrescerà la grazia accordando anche la grazia sacramentale.
Nel frattempo se uno dovesse morire, in virtù di quel pentimento e del proposito della confessione, non è esposto alla perdizione eterna.
Ugualmente nel frattempo non si può ancora ricevere la S. Comunione perché la riconciliazione non è stata ancora perfezionata dal sacramento.

9. Mi chiedi dei consigli per non cadere.
Oltre a quello della confessione settimanale, ti consiglio la preghiera, e in modo particolare la preghiera del Santo Rosario.
Il Signore ha detto: “Vegliate e pregate per non cadere in tentazione” (Mc 14,38).
Senza la preghiera è impossibile resistere all’urto di tutte le tentazioni.
In particolare ti consiglio la preghiera del Santo Rosario perché questa preghiera tiene uniti ai vari eventi della vita di Gesù e ci accorda i meriti legati a quegli eventi che hanno un valore infinito.
In virtù di meriti acquisiti dal Signore e che Egli ti dona di nuovo mentre preghi perché siano la tua forza e il tuo prezzo davanti a Dio, ottieni tutti gli aiuti necessari per custodirti puro.
Ti consiglio il santo Rosario anche perché la Madonna, in tutte e sei le apparizioni a Fatima, ha chiesto a tutti di recitarlo ogni giorno.
Quando preghiamo con il Rosario portiamo nella nostra vita la presenza della Madonna, tra la quale e il comune avversario corre perfetta inimicizia.
Al continuo e devoto proferire le parole “Ave Maria” il nostro avversario fugge.

10. Ti consiglio anche l’iscrizione alla Milizia Angelica per metterti sotto il protettorato di San Tommaso d’Aquino, il quale nella sua vita ha ottenuto per grazia di Dio di vincere una violentissima tentazione.
San Tommaso è desideroso dal Cielo che altri facciano la sua stessa esperienza.
Che cosa comporti questa iscrizione lo puoi leggere cliccando “Milizia Angelica” sul motore di ricerca del nostro sito.
Per ottenere il cingolo benedetto e la preghiera puoi rivolgerti a me e sarò contento di farti pervenire tutto gratuitamente.

11. Infine parli di “qualche pensiero impuro, essendo nel pieno dell’adolescenza”.
A questo proposito voglio dirti che il demone dell’impurità non assale solo nel pieno dell’adolescenza, ma per tutta la vita.
Anzi, ti accorgerai in seguito che altre tentazioni saranno ancor più violente.
Ma munito della grazia e tenendo sempre presente l’obiettivo della santificazione potrai superare tutto senza particolare affanno.

12. Ti assicuro la mia preghiera a San Tommaso.
Tra breve scenderò per celebrare la S. Messa e chiederò al Signore e alla Beata Vergine di darti il dono della purezza perché con essa possa ricevere parimenti tutti gli altri beni (cfr Sap 7,11) e rendere molti servizi alla Chiesa e al mondo.

Ti benedico e ti auguro una felice conclusione del tuo anno scolastico.
Padre Angelo