La Madonna ha avuto qualche forma di scienza infusa oppure si è trovata nella nostra stessa condizione?

////La Madonna ha avuto qualche forma di scienza infusa oppure si è trovata nella nostra stessa condizione?

La Madonna ha avuto qualche forma di scienza infusa oppure si è trovata nella nostra stessa condizione?

Quesito

Caro p. Angelo,
come spiegare l’ignoranza della Madonna in relazione ai doni soprannaturali e preternaturali?
Un cordiale saluto
In Cristo.
Antonio


Risposta del sacerdote

Caro Antonio,
1. il pensiero pressoché unanime dei teologi è di avviso del tutto diverso dalla tua affermazione almeno per quanto concerne la conoscenza.
La Madonna già dal grembo di sua madre avrebbe goduto almeno per qualche momento di scienza infusa.
Invece è stata soggetta alla penalità della sofferenza, come del resto lo fu anche Cristo il quale proprio mediante la passione e la morte ha voluto compiere l’opera della redenzione.
Sulla conoscenza infusa di Maria ti riporto le motivazioni teologiche del grande domenicano p. Reginaldo Garrigou Lagrange.
Ho tradotto dal francese il passo in cui ne parla nel bel libro intitolato La Mère du Sauveur.

2. Egli scrive: “Tutti i teologi riconoscono che l’anima santa di Gesù Cristo fin dal primo istante della sua esistenza ha goduto della visione beatifica o visione immediata dell’essenza divina e il Sant’Ufficio il 6 giugno 1918 ha dichiarato che questa dottrina è certa.
Gesù, infatti, nella sua qualità di capo nell’ordine della grazia ha goduto fin dal primo momento della gloria che avrebbe dato agli eletti e questo era in lui era una conseguenza dell’unione della sua umanità col Verbo.
Egli aveva anche la scienza  infusa come angeli in un grado superiore a quello in cui questa conoscenza infusa c’è stata in alcuni santi, fra quelli per esempio che avevano il dono delle lingue senza averle imparate.
I teologi riconoscono che queste stesse due scienze sono state perfette in Gesù fin dall’inizio, perché il progresso non è avvenuto che per la sua conoscenza acquisita attraverso l’esperienza e la riflessione.
Per cui Gesù, sommo sacerdote, giudice e re dell’universo, fin dal suo esordio nel mondo si è offerto per noi, (Ebr 10,5-9) e ha conosciuto tutto ciò che nel passato, presente o futuro, poteva essere sottomesso al suo giudizio. (…).
Per Maria nulla permette di affermare che ebbe la visione beatifica qui sulla terra, in particolare fin dal primo momento.
Ma molti teologi sostengono che fin da quel momento ebbe scienza per se infusa almeno transitoriamente e altri dicono in modo permanente.
Così avrebbe avuto fin dal grembo materno almeno per alcune volte l’uso dell’intelligenza e del libero arbitrio e di conseguenza delle virtù infuse e dei doni che già possedeva a un grado molto elevato. Non lo si può negare senza affermare che in Maria l’intelligenza, la libertà e le virtù infuse siano rimaste un po’ addormentate come negli altri bambini.

3. Prima di tutto è molto probabile secondo la grande maggioranza dei teologi che Maria abbia avuto fin dal primo istante del suo concepimento l’uso del libero arbitrio per scienza infusa almeno in modo transitorio. Così pensano San Vincenzo Ferrer, San Bernardino da Siena, San Francesco di Sales, Sant’Alfonso e anche Suarez, Contenson, Justin Miechów e con loro comunemente i teologi moderni.
Le ragioni allegate a questo privilegio sono le seguenti:

1°- non conviene che Maria, Regina dei patriarchi, dei profeti, degli Apostoli e di tutti i santi sia stata privata di un privilegio che è stato concesso a Giovanni Battista.
Ora, in Lc 1,41 è detto di lui: “Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo” e in Lc 1, 44: “Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo”.
Sant’Ireneo, sant’Ambrogio, san Leone Magno e san Gregorio Magno avevano notato che la gioia di Giovanni Battista prima della sua nascita non era solo di ordine sensibile, ma che era stata causata dalla venuta del Salvatore di cui doveva essere il precursore. Ugualmente il Gaetano aggiunge: questa gioia di ordine spirituale presupponeva una conoscenza e l’uso del libero arbitrio spirituale; ora qui non poteva trattarsi di conoscenza acquisita ma di conoscenza infusa. La Chiesa dice anche nella sua liturgia nell’inno dei Vespri di San Giovanni Battista: "Senseras Regem talamo manentem … Suae regenerationis cognovit auctorem” (tu hai riconosciuto il tuo re che sedeva sul talamo e l’autore della tua rigenerazione).
Se dunque Giovanni Battista ebbe prima della sua nascita l’uso della sua intelligenza e il libero arbitrio, come precursore di Cristo, non lo si può negare che a Colei che doveva essere la Madre di Dio.

2°- Poiché Maria ha ricevuto fin dal primo istante la grazia, le virtù infuse e i doni a un grado superiore a quello finale di tutti i santi, ha dovuto essere giustificata come avviene per gli adulti, e cioè con l’uso del libero arbitrio disponendosi con una grazia attuale alla grazia abituale e perciò meritando fin dall’istante in cui l’ha ricevuta.
Ciò vale a dire che nella misura della sua conoscenza, si era già offerta a Dio come avrebbe fatto suo Figlio il quale "entrando nel mondo quando disse a suo Padre: ecco io vengo a fare la tua volontà e non la mia" (Eb 10,5-9).
Maria certamente non sapeva che un giorno sarebbe diventata la Madre di Dio, ma ha potuto offrirsi a tutto ciò che il Signore voleva da lei e che le avrebbe chiesto in seguito.

3°- La pienezza iniziale di grazia delle virtù infuse e dei doni, che superava la grazia finale di tutti i santi, non ha potuto rimanere inattiva e inoperante in Maria all’inizio della sua vita. Perché sarebbe stata inattiva e sterile per un periodo abbastanza lungo nella vita della Vergine.

4. Così quasi tutti i teologi ora riconoscono che è molto probabile che Maria abbia avuto ben presto il grembo l’uso del libero arbitrio e della conoscenza infusa fin dal grembo di sua madre almeno in modo transitorio.
Essi riconoscono ugualmente che ebbe l’uso di questa scienza infusa in alcune circostanze più notevoli, come nel momento dell’Incarnazione, nella Passione e nella Resurrezione del Salvatore, nella sua ascensione, e anche una conoscenza più perfetta delle perfezioni divine e del mistero della Santissima Trinità.
Se la scienza infusa è stata concessa agli apostoli nella Pentecoste quando ricevettero il dono delle lingue e una conoscenza più profonda della dottrina di Cristo e se santa Teresa arrivata alla settima dimora del Castello interiore godeva sovente di una visione intellettuale della Santissima Trinità, e questo non si spiega se non per scienza infusa, non si potrebbe rifiutare questo favore alla Madre di Dio nella sua pienezza iniziale di grazia che sorpassava già la grazia finale di tutti i santi insieme.
In questo modo parlano generalmente i teologi, anche quelli che sono più attenti a non andare oltre se non basandosi su ragioni molto serie.
Certo il minimo che si possa dire è che la Madre di Dio ha goduto dell’apparizione dell’arcangelo Gabriele, della santa familiarità col Verbo fatto carne, che è stata costantemente illuminata da lui durante tutta la sua vita nascosta, che ha ricevuto prima e dopo la Passione delle rivelazioni speciali e al giorno della Pentecoste ha ricevuto l’abbondanza dei lumi dello Spirito Santo più degli apostoli tutti insieme” (La Mère du Sauveur, pp.75-80)
Così dunque il padre Garrigou, che è stato maestro di Giovanni Paolo II quando questi, giovane sacerdote, frequentava l’Angelicum, l’università dei domenicani a Roma.

5. Anche S. Francesco di Sales è di questo avviso.
Ne parla in due sermoni.
Il primo: “La Santa Vergine ebbe l’uso della ragione dall’istante della sua concezione e nel medesimo istante Ella vide come la divina bontà la preservò dal precipizio del peccato originale, ove andava a cadere se la sua mano onnipotente non l’avesse trattenuta. Come riconoscenza di
questa grazia, Ella si dedicò fin d’allora così assolutamente al Suo servizio, che la parola che diede alla divina Maestà fu irrevocabile. Ma nonostante questo, tenne per lo spazio di tre anni lei sua risoluzione chiusa e coperta sotto le apparenze dell’infanzia. Io dico sotto le apparenze, poiché in realtà Ella non era punto una infante, ma avendo l’uso della ragione conduceva una vita puramente contemplativa; era un’infante sì saggia che non se ne può immaginare simile, ad eccezione del suo Figlio amatissimo” (Per la festa della Presentazione, sermone 26).

6. Ed ecco il secondo: “Siccome questa gloriosa Vergine doveva nascere da padre e da madre come tutti gli altri fanciulli, così sembra che, come essi, doveva essere affetta dal peccato originale; ma la Divina Provvidenza dispose tutto al contrario, e stendendo la sua mano santissima, la trattenne, affinché non cadesse in questo precipizio. Essa le donò l’uso della ragione e della fede, con la quale Nostra Signora conobbe Dio e credette tutto ciò che era della verità, di modo che riempita di questa chiarezza Ella si dedicò e consacrò tutta alla divina Maestà, ma in un modo perfettissimo.
I teologi ci assicurano che Nostro Signore, gettando un raggio della sua luce e della sua grazia nell’anima di S. Giovanni Battista allorché era ancora nel sesto di S. Elisabetta, lo santificò e gli donò l’uso della ragione con la fede, per cui avendo riconosciuto il suo Dio nel seno della SS. Vergine Egli lo adorò e si consacrò ai suo servizio. E se il Salvatore fece una tale grazia a Colui che doveva essere il suo Precursore, chi potrà dubitare che non solo abbia fatto il medesimo favore, ma che abbia favorito con privilegio ancora maggiore e tutto particolare Colei che aveva scelto perchè fosse sua Madre? Perché non l’avrebbe santificata dal seno materno, come S. Giovanni?
È dunque cosa dei tutto sicura che dall’istante della sua Concezione Dio la rese tutta pura, tutta santa, con l’uso perfetto della fede e della ragione in un modo dei tutto ammirabile e che non può abbastanza essere ammirato; poiché Egli aveva concepito questo pensiero da tutta l’eternità, siccome i suoi pensieri sorto altissimi (Is 55,8-9), e ciò che non era mai potuto entrare nella comprensione degli uomini, Dio l’aveva meditato prima di tutti i tempi. Oh, quanti favori, grazie e benedizioni la divina Bontà versò nel cuore della gloriosa Vergine! Ma erano grazie così segrete e interiori che nessuno ne poteva venire a conoscenza all’infuori di chi le esperimentava e anche della sua madre S. Anna: poiché è credibile che nel momento in cui il Signore versò tanta grazia nell’anima di questa benedetta Infante, la madre ne ebbe sentore e partecipò delle grandi dolcezze e consolazioni spirituali, a causa della sua Figlia che ne era stata ricolma” (Per la festa della Presentazione, sermone 37).

Sono contento che con la tua mail mi hai dato l’opportunità di riportare il pensiero di un “probato autore” come il padre Garrigou Lagrange e di un grande dottore della Chiesa come San Francesco di Sales.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo