Alcune espressioni usate dalla Madonna in apparizioni approvate dalla Chiesa mi sembrano quasi al limite dell’errore

////Alcune espressioni usate dalla Madonna in apparizioni approvate dalla Chiesa mi sembrano quasi al limite dell’errore

Alcune espressioni usate dalla Madonna in apparizioni approvate dalla Chiesa mi sembrano quasi al limite dell’errore

Quesito

Buonasera Padre Angelo,
le scrivo perché avrei dei dubbi da sottoporle. Innanzitutto voglio ringraziarla per la disponibilità e il tempo che dedica a questo sito, trovo sempre le sue risposte molto illuminanti!
Le parlo brevemente di me, mi chiamo Joseph, sono italo-inglese e sono cresciuto in una famiglia “ecumenica” padre anglicano, madre cattolica. Per lungo tempo sono stato indifferente alla Fede, anzi ostile, mi definivo ateo, pur rispettando chi credeva. Poi dopo un grave lutto familiare mi sono riavvicinato alla Fede…ora mi definirei un cattolico in formazione…ho anche un grande rispetto per la chiesa ortodossa, amo il suo approccio mistico (a volte forse la chiesa latina ha peccato di intellettualismo)…come sarebbe bello vedere i due polmoni tornare a respirare all’unisono!
Tornando ai miei dubbi, quelli che vorrei sottoporle riguardano rivelazioni private, apparizioni mariane, di conseguenza so che non sono cose in cui si debba credere…ma se la Chiesa le ha riconosciute devono pur essere allineate alla Dottrina o quantomeno non contraddirla. Ma alcune affermazioni mi sembrano false o quantomeno poco chiare per me:

1. Madonna di Fatima – come per le altre apparizioni mariane, non faccio fatica a credere che il Signore usi sua madre come ambasciatrice nel mondo e molti dei messaggi sono estremamente importanti secondo me. Quello che però mi ha stupito, anzi, mi ha fatto storcere il naso, è quando la Madonna avrebbe richiesto “sacrifici per la riparazione dei peccati”…ora un punto per me inamovibile è che il Sacrificio di Nostro Signore sia unico perfetto completo e irripetibile. Come interpretare allora questa richiesta di “sacrifici di riparazione”? Non solo mi sembra sminuire il Sacrificio di Gesù Cristo, ma in più come può il Signore volere la sofferenza degli uomini per essere smosso nella sua misericordia? Forse questi sacrifici devono essere intesi come penitenza, come dimostrazione a noi stessi e a Dio che solo lui conta per noi? Altri significati mi sembrano quasi blasfemi, immagini come quelle dei bambini che si facevano male con la corda come sacrifico (e la Madonna gli avrebbe detto SOLO di non usarla di notte) mi sembrano davvero bislacchi…li interpreto male io?

2. Madonna di Salette – qui Nostra Signora “avrebbe” affermato qualcosa che mi scandalizza quasi: "Se il popolo non si sottomette, sarò costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio, esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo” …quello che mi lascia perplesso è il fatto che da queste parole trasparirebbe che la Madonna FRENA il braccio di Gesù…ora la Madonna è la tutta Santa, perfetta, senza macchia, la creatura corona della creazione…ma qui sembra più misericordiosa di Dio, il che è per me un assurdo. Sicuramente Dio vuole che lo si preghi, ama l’intercessione di Sua Madre…ma non si può pensare che Dio sia meno perfetto di una sua creatura. La Madonna è la perfezione della Misericordia, Dio la Misericordia stessa…c’è una differenza tra loro comunque incolmabile…mi sembra quasi blasfemo anche qui affermare che Dio sia più pronto all’ira di una sua creatura. E’ una mia sbagliata interpretazione del contesto?

3. Signora di tutte le nazioni ad Amsterdam – qui Nostra Signora avrebbe richiesto addirittura la proclamazione di un nuovo dogma: “Provvedi all’ultimo dogma, l’incoronazione della Madre del Signore Gesù Cristo, della Corredentrice, Mediatrice e Avvocata!” Quasi tutte le parole di questa affermazioni non destano sorpresa, è quello che la Chiesa, cattolica e ortodossa, hanno sempre creduto, la Madonna come punto di intercessione per le nostre preghiera, come Avvocata presso l’Avvocato per Eccelenza ecc…quello invece che desta sospetto è la richiesta di essere definita “Corredentrice”…anche qui, mi sembra che la devozioni esageri, volendo rendere onore alla Madonna si finisce con farle danno…la Madonna merita la più grande devozione, amore e rispetto dai suoi figli, e il suo umile accettare la volontà di Dio fa di lei la nuova Eva, quella che ha “reso possibile” l’opera di redenzione…ma di Redentore ne esiste solo uno, vedo una Madonna corredentrice come un errore concettuale e una pessima scelta, immagino come la devozione popolare MALE interpreterebbe una cosa del genere. Non credo che la Madonna stessa voglia una confusione su chi è il Redentore, anche lei è stata salvata da Suo Figlio

Mi scusi se sono stato prolisso…ho cercato di spiegare i miei dubbi nel modo più chiaro possibile, nella speranza che lei con la sua conoscenza e spiritualità, li possa diramare.


Risposta del sacerdote

Caro Joseph,
1. mi compiaccio anzitutto per la famiglia “ecumenica” in cui il Signore ti ha fatto nascere e molto di più per la tua conversione, che al dire di Sant’Agostino e di san Tommaso è un’opera più grande della stessa creazione del mondo.
Sono convinto che anche tu, da “cattolico in formazione e pieno di entusiasmo” la consideri tale.
Vengo  adesso a dare risposta alle domande che hai fatto e che riguardano apparizioni approvate dalla Chiesa.

2. Per quanto riguarda Fatima sarebbe sufficiente far riferimento a quanto San Paolo dice nella lettera ai Colossesi: “Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).
Giustamente tu ti domandi: ma non è stato sufficiente il sacrificio di Cristo, che ha un valore infinito. Possiamo noi aggiungere qualche cosa a questo sacrificio?
Ecco la risposta della Chiesa nell’enciclica Mystici corporis di Pio XII:
Pio XII (29.6.1943): “Né tuttavia bisogna credere che Cristo Capo, essendo posto in luogo così sublime, non voglia l’aiuto del Corpo. Si deve infatti asserire di questo Corpo mistico ciò che Paolo afferma del composto umano: "Il capo non può dire… ai piedi: voi non mi siete necessari" (1 Cor 12,21).
Appare chiaramente che i cristiani hanno assolutamente bisogno dell’aiuto del divin Redentore, poiché Egli stesso ha detto: "Senza di me non potete far nulla" (Gv 15,5), e, secondo la dottrina dell’Apostolo, ogni incremento di questo Corpo mistico per la propria edificazione, dipende dal Capo Cristo (Ef 4,16; Col 2,19).
Tuttavia bisogna anche ritenere, benché a prima vista possa destar meraviglia, che anche Cristo ha bisogno delle Sue membra. (…) Il nostro Salvatore, governando da Se stesso la Chiesa in modo invisibile, vuol essere aiutato dalle membra del Suo Corpo mistico nell’esecuzione dell’opera della Redenzione. Ciò veramente non accade per Sua indigenza e debolezza, ma piuttosto perché Egli stesso così dispose per maggiore onore dell’intemerata sua Sposa. Mentre infatti moriva sulla Croce, donò alla Sua Chiesa, senza nessuna cooperazione di essa, l’immenso tesoro della Redenzione; quando invece si tratta di distribuire tale tesoro, Egli non solo comunica con la Sua Sposa incontaminata l’opera dell’altrui santificazione, ma vuole che tale santificazione scaturisca in qualche modo anche dall’azione di lei” (EE 6, 193).
A questo punto il Papa fa una grande affermazione: “Mistero certamente tremendo, né mai sufficientemente meditato: che cioè la salvezza di molti dipenda dalle preghiere e dalle volontarie mortificazioni, a questo scopo intraprese dalle membra del mistico Corpo di Gesù Cristo, e dalla cooperazione dei Pastori e dei fedeli, specialmente dei padri e delle madri di famiglia, in collaborazione col divin Salvatore” (EE 6, 193).
In una parola: è necessaria la collaborazione con Cristo non nel compiere l’opera della redenzione, ma nel distribuire i tesori della redenzione.
In questo senso la Madonna a Fatima il 13 luglio 1917 ha detto:: “Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte, specialmente quando farete qualche sacrificio: ‘‘O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore immacolato di Maria’!”.

3. Per la Salette trovi difficoltà in queste parole: “Sarò costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio”.
Tuttavia già nell’Antico testamento si trova un’espressione simile.
Quando il popolo d’Israele si costruì un vitello d’oro Dio disse a Mosé: “Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervice. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione»” (Es 32,9-10).
Le espressioni usate dal testo sacro sono particolarmente dure: “Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori”. In Dt 9,13 si leggono parole ancora più dure: “Lasciami fare: io li distruggerò e cancellerò il loro nome sotto i cieli e farò di te una nazione più potente e più grande di loro” (Dt 9,14).
Dio avrebbe potuto fare con una sola delle sue parole tutto quello che aveva in mente perché al suo comando si piega ogni cosa e nulla può resistergli né in cielo né in terra.
Ma dice: Lasciami fare.
Il linguaggio è evidentemente antropomorfico.
San Gregorio Magno commenta: “Dicendo a Mosè lasciami fare che altro faceva Dio se non dare a Mosè l’occasione di pregare?” (Moralia, lib. 9, cap. 2).
Mosè in seguito dirà al popolo: “Io avevo paura di fronte all’ira e al furore di cui il Signore era acceso contro di voi, al punto di volervi distruggere. Ma il Signore mi esaudì anche quella volta” (Dt 9,19).
Mosè si mise a supplicare il Signore (Es 32,11). Letteralmente sarebbe: si mise a carezzare il Signore” e ricorda tutte le opere d’amore da Dio compiute a favore del suo popolo.
A Dio che aveva detto “lascia che la mia ira…” Mosè replica: “Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona (lascia, metti da parte) il proposito di fare del male al tuo popolo” (Es 32,12).
La conclusione fu che “il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo” (Es 32,14).
Dio si fermò dinanzi alla preghiera di Mosé.
L’unica realtà che può fermare la mano di Dio e in qualche modo “vincere Dio” (se si può dire così!) è la preghiera.
Allora le parole della Madonna a La Salette, usate del resto anche  precedentemente come si legge per l’origine dell’Ordine dei domenicani, stanno a significare la potenza della preghiera di Maria e del suo ruolo di mediatrice.

3. Per la Signora di tutte le nazioni ad Amsterdam il termine di corredentrice è corretto se viene inteso bene.
1). Intenderlo bene significa anzitutto questo: che la Madonna stessa è stata redenta da Cristo.
Anzi, è stata redenta in maniera speciale, perché in previsione della passione e dei meriti di Cristo fu preservata dal peccato originale e ricolmata di grazia.
Inoltre Dio l’ha chiamata come nuova Eva non solo a dispensare a tutti i tesori della sua redenzione ma anche a cooperare con Lui nel riscatto dell’umanità: “Per questo è stata per noi la madre nell’ordine della grazia” (Lumen Gentium 61).

2). Dice il Concilio: “Redenta in modo eminente in vista dei meriti del Figlio suo e a lui unita da uno stretto e indissolubile vincolo, è insignita del sommo ufficio e dignità di madre del Figlio di Dio” (LG 53).
Dice ancora: “Maria non fu strumento meramente passivo nelle mani di Dio, ma… cooperò alla salvezza dell’uomo con libera fede ed obbedienza» (Lumen Gentium 56).

3). Va ricordato ancora la singolare partecipazione di Maria all’opera della redenzione “va inteso in modo che nulla sia detratto o aggiunto alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico Mediatore” (LG 62).
La Chiesa è consapevole che l’unico mediatore tra Dio e gli uomini è Gesù.
E sa bene che “ogni salutare influsso della beata Vergine… sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo, si fonda sulla mediazione di lui, da essa assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia” (LG 62).

4). Tuttavia “l’unica mediazione del Redentore non esclude, ma suscita nelle creature una varia cooperazione, partecipata da un’unica fonte»; e così «l’unica bontà di Dio si diffonde realmente in vari modi nelle creature” (LG 62).

5). Dice Giovanni Paolo II: “Nel proclamare Cristo unico mediatore (cfr 1 Tm 2,5-6), il testo della Lettera di san Paolo a Timoteo, esclude ogni altra mediazione parallela, ma non una mediazione subordinata.
Infatti, prima di sottolineare l’unica ed esclusiva mediazione di Cristo, l’autore raccomanda «che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini…» (2,1).
Non sono forse le preghiere una forma di mediazione? Anzi, secondo san Paolo, l’unica mediazione di Cristo è destinata a promuovere altre mediazioni dipendenti e ministeriali. Proclamando l’unicità di quella di Cristo, l’Apostolo tende ad escludere soltanto ogni mediazione autonoma o concorrente, non altre forme compatibili col valore infinito dell’opera del Salvatore” (2.10.1997).

6). Si potrebbe dire che per questa partecipazione subordinata, attiva e singolare di Maria alla Redenzione di Cristo ha meritato di diventare madre e dispensatrice di ogni grazia.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo