Faccio fatica a pensare che il legame della Madonna con Gesù sia solo un legame simile a quello di una madre con suo figlio

////Faccio fatica a pensare che il legame della Madonna con Gesù sia solo un legame simile a quello di una madre con suo figlio

Faccio fatica a pensare che il legame della Madonna con Gesù sia solo un legame simile a quello di una madre con suo figlio

Quesito

Gentilissimo Padre Angelo,
Vorrei sapere che tipo di legame o relazione c’è tra Gesù e sua Madre. Materno? Da madre e figlio? Ipostatico? Certamente faccio fatica a pensare ad un legame puramente umano. Per quello chiedo il suo aiuto.
La ringrazio e la benedico.
Lorenzo


Risposta del sacerdote

Caro Lorenzo,
1. il rapporto di Maria con Gesù non è semplicemente identico a quello di un figlio con la propria madre, ma lo supera all’eccesso.
Questo perché Gesù non è una persona umana, ma divina.
È una persona divina che ha preso da Maria una natura umana.
Prendendo carne da lei e pertanto preesistendole, l’ha chiamata ad essere unita alle tre Persone divine non semplicemente nella maniera più alta di tutta, ma in maniera singolare, unica, con una vocazione particolare.
Cristo infatti, il nuovo Adamo, ha voluto che Maria fosse con Lui all’inizio di un’umanità nuova, quella rigenerata dalla grazia.
Ha voluto che sua Madre fosse nello stesso tempo la nuova Eva e che cooperasse con Lui nell’opera della redenzione.

2. In ordine a questa vocazione, come si legge nella Bolla Ineffabilis Deus di Pio IX, “Dio, fin dal principio e prima di tutti i secoli, scelse e preparò per il suo unico Figlio la
Madre nella quale avrebbe dovuto incarnarsi e dalla quale sarebbe nato.
Amò di più lei sola che l’universo intero e di un amore tale da riversare in lei, in maniera singolare, le sue compiacenze più grandi. È per questo che, attingendo dai tesori della sua divinità, egli la colmò in modo meraviglioso e in misura maggiore di tutti gli spiriti angelici e di tutti i santi, perché fosse sempre completamente esente da ogni peccato e, tutta bella e perfetta, apparisse in una pienezza di innocenza e di santità tale che non se ne può concepire una più grande dopo quella di Dio e nessun altro pensiero, se non quello di Dio stesso, può comprenderne la grandezza”.

3. Per questo Maria non solo fu più santa di
qualsiasi altro grande santo giunto al vertice della sua santità, ma è più santa ancora di tutti i santi messi insieme.
Insegnandoci che «Dio amò lei sola più che l’universo intero e di un amore tale che la colmò in modo meraviglioso e più di tutti gli spiriti angelici e di tutti i santi», Pio IX ci invita
a pensare che fin dal momento della sua immacolata Concezione la santità di Maria supera la santità cui giungerà la Chiesa intera alla consumazione dei secoli.

4. Certo, la santità di Maria rimane una santità limitata.
Ma ci appare così grande da sembrare
infinita.
Il nostro spirito non può neppure concepirne le dimensioni. Solo Dio lo può fare.

5. Questa è stata la santità iniziale di Maria.
Ma poi la Madonna ha sempre risposto all’Amore infinito di Dio con un amore sempre più grande e più fedele.
Ogni atto di Maria è stato una risposta più perfetta dell’atto precedente.
Sicché la grazia e la santità di Maria sono aumentate senza tregua e con moto accelerato.
Lo Spirito Santo non ha mai incontrato ostacoli nella sua anima e poteva sviluppare all’eccesso in lei la carità, la santità.

6. Una tale pienezza di grazia le è stata donata perché doveva essere Madre di Dio.
La sua missione accanto a Cristo esigeva una così eminente santità,
dice S. Tommaso (Somma teologica, III, 7, 10, ad 1).

7. Non divenne Madre di Dio per i suoi meriti.
Ma una scelta da parte di Dio (i teologi chiamano questa scelta predestinazione) le valsero di essere tale.
E Dio la predestinò ad essere sua Madre in vista dell’incarnazione e della redenzione.

8. La Bolla «Ineffabilis Deus» dice che «con un unico decreto, fin dall’inizio e prima di tutti i secoli, Dio scelse e preparò per il suo Figlio unico la Madre dalla quale sarebbe nato nella pienezza dei tempi».
Così la predestinazione di Maria alla maternità divina è un tutt’uno con la predestinazione di Cristo perché il decreto di Dio Padre sull’incarnazione del suo Figlio implicava il decreto (la predestinazione) di Maria ad essere la Madre di Dio.

9. Questo insegnamento della Chiesa è sufficiente per farci intravedere l’eminente dignità della Madonna.
Se la grandezza di un essere è valutata in ragione della sua unione con Dio, possiamo dire che nessuna creatura è più grande della Vergine Maria perché secondo l’espressione del cardinale Gaetano, grande commentatore di san Tommaso, «ella giunge ai confini della divinità» (In II-II, 103, 4, n. IV).

10. Ecco come giunge ai confini della divinità.
Con Dio Padre Maria coopera alla missione divina dell’incarnazione, dal momento che Lei è Madre di colui del quale Egli è Padre.
Maria è associata alla fecondità del Padre.
Tuttavia con l’infinita differenza che Lei genera nel tempo e secondo l’umana natura, mentre il Padre genera eternamente e secondo la natura divina.
Qualche autore spirituale ha chiamato Maria sposa del Padre, «sponsa Patris».
Ma è un’espressione che rischia di lasciar credere che la Madonna cooperi all’eterna generazione del Verbo. Sicché sembra preferibile astenersi dal parlare in questo modo.

11. Con il Figlio Maria contrae uno speciale legame in quanto è Madre di Dio, Madre del Verbo incarnato e non soltanto dell’umanità di Cristo.
La sua maternità, come del resto ogni maternità, si conclude nella persona del figlio.
Ora poiché la persona di Cristo è una persona divina e non umana (è infatti la seconda persona della SS. Trinità) Maria è Madre di Dio, Madre del Verbo che si fa carne.

12. Infine anche con lo Spirito Santo contrae dei legami particolari in quanto è Madre di Colui dal quale congiuntamente al Padre procede lo Spirito Santo, la terza Persona della SS. Trinità.

13. Per questo la grandezza di Maria deriva dalla sua particolare e singolarissima unione alle tre Persone divine.
I teologi dicono che si tratta di una grandezza che tocca il piano ipostatico.
Si è ricordata in proposito l’affermazione del Cardinale Gaetano, maestro generale dei domenicani: “ella giunge ai confini della divinità”.
È da questa predestinazione e da questa scelta divina che emerge la grandezza e la missione di Maria, chiamata a svolgere in maniera del tutto singolare la sua cooperazione all’opera della redenzione.
Non è dunque una maternità riconducibile semplicemente a quella di qualsiasi altra mamma.
Per mezzo di questa maternità Maria veniva elevata e unita all’ordine ipostatico, e cioè alle tre Persone divine.

14. Per la precisione dei termini e per non generare confusione si badi bene alle parole usate.
Non si è detto che Maria ebbe l’unione ipostatica, il che sarebbe un’eresia e farebbe della Madonna una persona divina.
L’unione ipostatica l’ebbe solo Gesù, perché la sua natura umana era direttamente unita alla persona (ipostasi) divina del Verbo.
Si è detto invece che per il piano della predestinazione o scelta divina è stata elevata ad un’unione singolare con le Persone divine, e cioè all’ordine ipostatico.

15. Ci sarebbe ancora da dire sul modo cui Maria cooperò alla redenzione.
Basti ricordare questo: redenta Lei stessa in maniera singolare, in maniera altrettanto singolare Cristo l’ha associata a sé nella redenzione come nuova Eva, volendo che diventasse per tutti gli uomini madre della loro rigenerazione alla grazia.

Ti ringrazio di avermi attirato su questo tema che esalta la grandezza di Maria e che ci consente di conoscerla meglio e di apprezzarla ed amarla di più.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo