Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo C. ed ho 31 anni; le scrivo per avere alcuni chiarimenti, scusandomi anticipatamente per la mia ignoranza.
1: qual è la differenza tra “grazia santificante” donataci nel Battesimo e lo Spirito Santo?
2: se non vi è alcuna differenza, allora ogni battezzato porta in sè lo Spirito Santo fin quando non cade in peccato mortale (in tal caso basterebbe confessarsi per far ritornare lo Spirito Santo dentro di lui)
3: se lo Spirito Santo risiede stabilmente in ogni battezzato in grazia di DIO, allora perchè esistono preghiere d’invocazione dello Spirito Santo? in altre parole, se lo Spirito Santo risiede in me (battezzato in grazia di DIO), perchè mai dovrei chiedere allo Spirito Santo di scendere su di me, visto che risiede già dentro di me? se mai dovrei chiedere di “manifestarsi” con i suoi doni, ma non di scendere su di me.
Spero di essere stato chiaro nelle mie domande.
la saluto cordialmente e la ringrazio anticipatamente per la risposta


Risposta del sacerdote

Caro C.,
1. sotto un profilo squisitamente teologico potrei dirti che la differenza tra la grazia e lo Spirito Santo è questa: la grazia è un dono soprannaturale e creato; tant’è che viene chiamata anche “grazia creata”.
Lo Spirito Santo, invece, poiché è Dio, è la grazia increata.

2. La grazia santificante è quella realtà di ordine soprannaturale che ci fa entrare in relazione con Dio, anzi di possedere la presenza personale di Dio nel nostro cuore.
La grazia può essere paragonata alle antenne che permettono di captare le mozioni delle tre Persone divine.
Si tratta di un’attrezzatura soprannaturale di cui Dio vuole dotare la nostra anima perché possa entrare in intimo e personale dialogo con Lui.
Nella misura in cui cresce la grazia santificante cresce anche la comunione con Dio.

3. Proprio in virtù della grazia santificante, noi continuiamo ad essere i soggetti attivi della nostra vita spirituale.
Se lo Spirito Santo abitasse direttamente nei nostri cuori, senza la mediazione della grazia, non sapremmo chi sia il soggetto dell’attività: se noi o lo Spirito Santo.
Ebbene: il soggetto operativo siamo noi. Lo Spirito Santo agisce e ispira mediante la grazia.
Ma chi agisce ed è soggetto di merito o di demerito siamo noi.

5. Se uno pecca mortalmente, perde la grazia di Dio e nello stesso tempo rimuove dalla sua vita queste antenne di ordine soprannaturale che lo mettono in personale comunione con Dio, e pertanto perde anche la presenza personale dello Spirito Santo. La ricupera solo tornando in grazia.

6. Le preghiere di invocazione allo Spirito Santo fatte da chi è in grazia non gli chiedono di venire ad abitare in noi, perché vi è già, ma di intensificare quella grazia santificante che permette di sentire in maniera più forte e più viva la sua presenza e i suoi doni.
Pertanto è corretto invocare lo Spirito Santo perché venga su di noi: perché può e deve venire in maniera più forte e più intensa.
Se non ci fosse la grazia, come potrebbe venire in maniera più forte?
Se Dio abitasse in noi senza la mediazione della grazia, non si potrebbe parlare di crescita nella santità.
L’intensità della sua presenza è direttamente legata alla quantità della grazia santificante.

Ti assicuro una preghiera allo Spirito Santo perché accresca in te la grazia e ti faccia sentire in maniera forte la sua presenza.
Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo

Quesito

Caro padre Angelo,
vorrei esporle un dubbio riguardante la Madonna e l’Assunzione.
Il primo Gennaio si celebra la festa di Santa Maria madre di Dio, l’8 Dicembre l’Immacolata Concezione ed il 15 Agosto l’Assunzione di Maria.
Esiste un giorno in cui si ricordi Maria sempre vergine?

Il profeta Elia fu assunto in Cielo?
La ringrazio per la sua disponibilità.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il giorno che ricorda la volontà di Maria di rimanere sempre vergine è il 21 novembre, giorno in cui si celebra la festa della sua presentazione al Tempio.
Il Vangelo non dice che la Madonna sia stata presentata al Tempio da bambina. Questa notizia si trova nei vangeli apocrifi.
Tuttavia la Chiesa, anche dopo la recente riforma del Calendario, ha conservato questa festa perché ricorda la volontà della Madonna di donarsi totalmente al Signore, di stare unita a Lui senza distrazioni e di essere santa nel corpo e nello spirito.
Del resto se tanti uomini e donne, a motivo del loro forte amore per il Signore, hanno abbracciato lo stato di verginità, come non lo deve aver desiderato Maria il cui amore per Dio superava quello di tutti gli angeli e i santi messi insieme?

2. Il testo sacro dice che Elia salì al cielo su un carro infuocato in un turbine (2 Re 2,11).
In Mal 3,23 si legge che Dio “manderà il profeta Elia prima che venga il grande e terribile giorno di Iahvé”.
Da qui deriva la credenza popolare che Elia non sia morto, ma che torni costantemente sulla terra, spesso senza essere riconosciuto, per portare aiuto ai fedeli bisognosi.
Su questo sfondo di credenze è facile comprendere quanto si legge nel Vangelo di morte circa la morte di Gesù: “Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia»” (Mt 27,46-47). Alcuni pertanto temevano che Elia gli venisse in soccorso.

3. Ma Gesù nella sua predicazione disse chiaramente che Elia era già venuto e che quell’Elia che doveva venire era Giovanni Battista.
Ecco il testo: “Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è gia venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista” (Mt 17,9-13).

4. Molti hanno detto che tra i santi morti che risuscitarono al momento della morte di Gesù e che apparvero nella città santa vi era anche Elia.
In realtà non risuscitarono perché Cristo è il primogenito dei risorti dai morti. Ma Dio miracolosamente fece vedere la loro anima che per la passione di Cristo veniva liberata dal limbo. Queste anime, tra cui quella di Elia, avrebbero poi accompagnato Gesù nel suo corteo trionfale mentre entrava in Paradiso.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

Quesito

Caro Padre Angelo,
Le domando: che cosa significa precisamente che Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza?
Grazie per una sua gentile risposta e GRAZIE per tutti i buoni consigli che ci dà.
Rosa


Risposta del sacerdote

Cara Rosa,
1. In Gen 1,26 si legge: “E Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza”.
Immagine e somiglianza esprimono il medesimo concetto e riunite insieme danno più forza alla realtà che si vuole indicare.

2. La somiglianza consiste principalmente nel fatto che l’uomo ha un’anima spirituale e immortale, dotata di intelletto e di volontà, e quindi capace di conoscere e di amare Dio.

3. Dal momento che Dio è purissimo spirito, solo gli essere spirituali gli possono somigliare.
San Tommaso dice che le realtà materiali sono un vestigio, un’orma di Dio. Ma immagine, tra le realtà di questo mondo, è solo l’uomo, proprio perché è dotato di spirito.

4. Poiché Dio nella sua essenza è Padre, Figlio e Spirito Santo i Santi Padri e i dottori della Chiesa hanno voluto vedere nell’anima spirituale l’immagine della SS. Trinità.
Sant’Agostino (che considerava l’anima umana dotata di tre facoltà spirituali: memoria, intelletto e volontà) ha detto che nella memoria siamo ad immagine del Padre, nell’intelligenza siamo ad immagine del Figlio e nella volontà siamo ad immagine dello Spirito Santo.
Per San Tommaso la memoria spirituale s’identifica con l’intelligenza e per questo riduce a due le facoltà dell’anima: intelletto e volontà.
E allora dice che nella sostanza dell’anima siamo ad immagine del Padre, nell’intelligenza siamo ad immagine del Figlio e nella volontà siamo ad immagine dello Spirito Santo.

5. La teologia contemporanea giustamente sottolinea che dal momento che le tre Persone divine sono in perfetta relazione e comunione tra loro, anche noi viviamo bene il nostro essere ad immagine della SS. Trinità quando viviamo in perfetta comunione con tutti.
È un obiettivo molto bello. È l’obiettivo della santità.

Ti auguro di raggiungerlo e per questo ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione.
Ti saluto.
Padre Angelo