Quesito

Carissimo padre Angelo,
dopo esser stato cattolico solo a chiacchiere per anni,  ad un certo punto della mia vita ho preso coscienza del fatto che così non potevo continuare e mi sono chiesto “Cosa c’è di cattolico nella mia vita?
Sono davvero coerente con la mia fede?”.
Non potevo mentire a me stesso e la risposta a queste domande è stata “No”.
Allora ho cominciato a fare qualche passo in avanti nel cammino spirituale, partecipo alla messa tutte le domeniche, leggo testi di spiritualità, vite di santi, testi di mariologia, sto tentando insomma di capire cosa fare per essere davvero coerente, come può immaginare non è affatto facile; cadere in tentazione è facilissimo, le tentazioni appunto non mancano mai, io però mi sto impegnando nella preghiera desidero costruire un rapporto di sincera amicizia e confidenza con Dio, le domande che desidero formularLe sono queste:
– Come posso fare per procedere più speditamente?
– Proprio quando credo di aver fatto qualche progresso cado o rischio di cadere, come fare per evitare l’effetto “1 passo avanti 2 indietro”?
– So che la fede è un dono di Dio, desidero coltivarla, accrescerla, temo di perdere quel poco di fede che ho, cosa posso fare?
La ringrazio infinitamente per i consigli che vorrà darmi.
Gianni


Risposta del sacerdote

Caro Gianni,
devi essere grato al Signore per averti dato luce e forza.
In tal modo puoi dare alla tua vita cristiana un’andatura più coerente.
Il tuo problema è un pò quello di tutti noi: chi più, chi meno tutti abbiamo bisogno di essere coerenti per camminare più speditamente verso Cristo e conformarci ai suoi sentimenti.

1. La risposta alla tua prima domanda la trovo nella lettera agli Ebrei: “Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo” (Eb 12,1-3).
Tenendo fisso lo sguardo su Gesù: questo è il grande problema. Essere persuasi che Dio tutto dispone e tutto permette al fine di conformarci ai sentimenti di Gesù.
Angelo Giuseppe Roncalli (il futuro Giovanni XXIII) l’aveva capito bene, tanto che ancor seminarista si propone esplicitamente questo obiettivo: “Il mio gran libro, da cui qui innanzi dovrò attingere con maggior cura ed affetto le divine lezioni di alta sapienza, è il Crocifisso. Mi devo fare un abito di giudicare dei fatti e di tutta la scienza umana alla stregua dei principi di quel gran libro. È troppo facile lasciarmi ingannare dalle vane apparenze e dimenticarmi della vera fonte della verità. Guardando al Crocefisso sentirò sciogliermi tutte le difficoltà, le questioni moderne, teoriche e pratiche, nel campo degli studi. Solutio ommium difficultatum Christus” (Giornale dell’anima 1-10 aprile 1903, n.9).
È facile scriverlo. Più difficile metterlo in pratica. Ma qui sta il nostro combattimento. Dobbiamo giungere a vedere tutto come proveniente dalle mani del Signore che ci chiama a reagire, ad accogliere, ad accettare, a darsi da fare, ma sempre con l’intento di conformarci ai sentimenti del Signore.

2. Per evitare di fare un passo in avanti e uno indietro è necessario pregare e vigilare, come ci ha insegnato il Signore (Mt 26,41).
Un buon metodo per rimanere in uno stato di vigilanza è la confessione frequente.
Ti propongo la confessione settimanale, fatta possibilmente sempre col medesimo sacerdote.
Senti che cosa dice San Francesco di Sales: “nella confessione il fedele riceve non solo l’assoluzione dei peccati, ma anche una forza per evitarli nell’avvenire, una luce più viva a ben distinguerli e una grazia abbondante per rimediare ai danni causati. Inoltre fortifica le virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della semplicità e della carità; di modo che con una sola confessione si faranno più atti di virtù che in qualsiasi altro esercizio di pietà” (Filotea, cap. 19).

3. Per coltivare la fede continua nei tuoi attuali impegni: partecipazione alla messa tutte le domeniche, leggere testi di spiritualità, vite di santi, testi di mariologia…
Queste letture ti aiutano a formarti una mentalità di fede, a stare unito al Signore, ad aspirare di andare sempre più in alto.
Aggiungi anche alcune pratiche penitenziali, cominciando ad essere fedele a quelle prescritte dalla Chiesa.
Soprattutto esercita la carità: ogni azione compiuta per amore del Signore (la carità è questa) viene subito ben corrisposta dal Signore con una sua presenza in noi sempre più forte.

Ti auguro di far un buon cammino.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo