Quesito

Caro padre Angelo,
Vorrei porLe una domanda che purtroppo rivelerà tutta la mia ignoranza in materia, ma è da parecchio che mi gira per la testa.
Sia in teologia fondamentale che in teologia morale sento spesso parlare che dopo il peccato originale abbiamo perso i doni soprannaturali, preternaturali e si sono offuscati anche i doni naturali. Ma quali sono i beni soprannaturali, preternaturali e naturali?
La ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrà dedicare a questa risposta e augurandoLe un sereno 2011 nel Signore.
Con affetto
Antonella


Risposta del sacerdote

Cara Antonella,
1. I doni soprannaturali sono costituiti dalla grazia santificante che opera in noi mediante le virtù infuse e i doni dello Spirito Santo.
La grazia è un bene del tutto gratuito, di ordine soprannaturale, che Dio ha aggiunto, per così dire, alla natura umana.
Essa consiste nella comunicazione di ciò che Dio ha di più specifico. E proprio questo dono ci rende amici e figli di Dio.
Per mezzo della grazia Adamo ed Eva sperimentarono l’amicizia con Dio, anzi, l’intimità con Dio. La loro intelligenza e il loro cuore si riempivano e si inebriavano di Lui.
Questa intimità nella tradizione cristiana venne chiamata col nome di Paradiso.
Per questo diciamo che il peccato originale ha escluso l’uomo dal Paradiso: da quello terrestre e conseguentemente anche da quello celeste.

2. È dottrina comune, anche se non definita (tranne che per l’immortalità), che la natura umana di Adamo sia stata arricchita di altre doti gratuite, che le conferivano delle proprietà che essa, per sé, non avrebbe avuto.
Queste doti, chiamate anche doni preternaturali, sono state l’esenzione da ignoranza, da concupiscenza, da malattia e da morte.

3. Mentre la grazia trasferisce la natura umana su un piano diverso, addirittura sul piano divino, queste doti rimangono nel piano della stessa natura, portandole una perfezione maggiore.
Le facoltà conoscitive vennero fortificate contro l’errore.
I sensi furono fortificati e resi perfettamente obbedienti alla ragione.
Il nostro corpo, inclinato a indebolirsi e a morire, venne reso immune dalla malattia e dalla morte.

4. Questa dottrina dei doni preternaturali si è sviluppata dalla descrizione del paradiso terrestre e, in modo particolare, dai cenni riguardanti la scienza di Adamo (Gn 2,19-20), la sua innocenza sessuale (Gn 2,25), e il tranquillo dominio sulle forze cosmiche, su animali e piante (Gn 1,8).
L’immortalità è annunciata chiaramente nel testo in cui la morte è presentata come pena della trasgressione, è minacciata prima del peccato (Gn 2,16), ed è subita dopo il peccato (Gn 3,19).

5. I beni naturali sono costituiti dal corpo e dall’anima e dalle loro inclinazioni.
Prima del peccato questi beni erano integri e orientati al bene.
Col peccato, l’uomo – diventato ribelle a Dio – cominciò a sperimentare una ribellione in se stesso. I sensi sono diventati ribelli alla ragione, la ragione stessa è offuscata dall’ignoranza, e la volontà diventò incline al male, alla malizia.
Per questo si afferma che col peccato originale l’uomo ha perso l’amicizia con Dio, e con essa ha perso i doni soprannaturali e preternatutali.
Inoltre si è trovato indebolito nelle sue stesse facoltà naturali, subendo una quadruplice ferita: quella dell’ignoranza, quella della malizia, quella della debolezza d’animo e quella della concupiscenza.

Ti ringrazio del quesito che mi hai posto. Mi auguro che la risposta torni utile a molti.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo