Quesito

Carissimo Padre Angelo,
Quando vedo le domande di tante persone che sono in difficoltà,perché hanno bisogno della Verità ,che la cercano disperatamente, e poi le sue illuminanti risposte mi è venuto in mente che se non ci fosse stata l’opportunità di questo sito e della sua partecipazione,a quest’ora molti di quelli che le scrivono,e mi identifico con loro, saremmo ancora nell’ignoranza assoluta e saremmo sulla via della perdizione ,invece Lei ci ha svegliato da questo torpore spirituale e ci ha condotti verso Gesù la vera Via,Verità e Vita.
Quindi in conclusione le dico grazie di cuore per tutto quello che fa per noi.
Però le chiedo ancora un favore.
Mi potrebbe per favore rispondere a due domande che quasi tutti dei miei compagni me le pongono.
E sono queste:
a) la Chiesa nei secoli ha sbagliato tante cose dalle crociate all’inquisizione contro gli eretici.
Mi viene in mente la crociata contro i catari per esempio.
Questa è una domanda che mi faccio anch’io, perché nel Credo si afferma "credo la Chiesa,una,santa,cattolica e apostolica…"
Perché si dice santa?
Dicono anche che la Chiesa è stata la prima società mafiosa a nascere (mi dispiace tanto sentirli parlare in questo modo)
Come posso controbattere?
b) in classe certe volte mi metto a discutere con un mio compagno che si definisce ateo.
Questo ragazzo afferma che è favorevole all’aborto in casi gravi come per esempio (ragazza violentata…)
Allora io gli rispondo che in natura mai una mamma di qualsiasi animale uccide il suo piccolo.
Però mi risponde che se dovessimo seguire questa logica dovremmo essere favorevoli all’omosessualità perché certe specie animali la praticano.
Come posso controbattere?
La ringrazio ancora infinitamente e la saluto
Lorenzo


Risposta del sacerdote

Caro Lorenzo,
1. ti ringrazio anzitutto per quanto hai scritto all’inizio della tua mail e certamente sarebbe bello se il Signore ti chiamasse a metterti al suo servizio per il bene dei compagni e degli amici ai quali sinceramente vuoi bene.

2. Per quanto riguarda la prima domanda va ricordato che la Chiesa è santa non perché sono santi e perfetti i suoi membri.
Finché siamo di qua, siamo tutti peccatori, in via di purificazione e di santificazione.
La Chiesa invece viene detta santa perché santa è la sua origine (viene da Dio), santa è la sua dottrina (il Vangelo), santi sono i beni che offre agli uomini (i sacramenti), santo è il suo insegnamento perché assistito da Cristo e dal suo Spirito di verità, santo è l’obiettivo al quale vuole portare tutti gli uomini: la partecipazione alla vita santa di Dio.

3. Le crociate non fanno parte dell’insegnamento della Chiesa. Sono state indicazioni o direttive date a suo tempo per difendere e contrastare quanto gli eretici o i musulmani facevano nei confronti dei cristiani.
La crociata nei confronti dei catari e degli albigesi nel secolo XIII è stata l’ultima misura nei confronti di eretici che non erano tali sono per il loro modo di pensare, ma soprattutto per le devastazioni che compivano nei confronti delle istituzioni della Chiesa (edifici sacri) e dei beni dei cristiani.

4. Humbert Vicaire, in una monumentale storia di San Domenico, rievoca la drammaticità del momento in cui soldati di ventura conniventi con l’eresia compivano ogni scempio: “La violenza era ovunque così profondamente radicata e diffusa da non rispettare nemmeno le tregue: colpi di mano, confische di beni, soprusi e brigantaggio si moltiplicavano anche nei giorni di pace.
L’inconsistenza e l’incertezza del vincolo di vassallaggio, riducendo pressoché a nulla la potenza militare dei signori feudali, li costringeva al reclutamento di mercenari per portare a termine le loro imprese; e ciò forniva occasione alle masnade di venturieri – aragonesi, navarresi, guasconi e persino brabantini – di esibirsi in quelle gesta brutali di cui parlano abbondantemente i documenti del tempo. Guidati dal principe che li assoldava o abbandonati a se stessi quando erano licenziati, questi soldati di ventura non ponevano limiti alle loro bravate: «Essi compiono tali crudeltà nei confronti dei cristiani dichiarava il III Concilio Lateranense – che non rispettano né chiese né monasteri; non risparmiano né vedove, né orfani, né vecchi, né bambini; non badano né a età né a sesso. Come orde di pagani tutto distruggono e devastano».
Insieme alla povera gente, di cui prendeva le difese, la Chiesa veniva così ad essere la prima vittima di questa soldataglia che nel sacrilegio trovava un gusto sadico e un incitamento alle proprie efferate ribalderie. L’odio cordiale verso il clero la rendeva solidale in questo con gli eretici. La Chiesa con una medesima azione li osteggiava entrambi illudendosi che, strappata di mano ai feudatari l’arma mercenaria, li avrebbe costretti alla pace mettendoli in condizioni favorevoli per meglio assolvere alle loro funzioni di autorità cristiane a favore della fede.
Ma la Chiesa parlava a vuoto. Al principio del secolo XIII i feudatari continuano ad assoldare bande di ventura, a cominciare dallo stesso Raimondo VI, il quale non si accontentava di trasgredire la proibizione della Chiesa, ma era il primo a servirsene contro di essa. Quando egli entrò nella provincia di Arles alla testa dei suoi Aragonesi distruggendo tutto ciò che incontrava sul suo cammino, vide farglisi incontro il vescovo di Orange che lo scongiurava di risparmiare i monasteri e di astenersi dal devastare il territorio almeno nei tempi riservati e nei giorni festivi. «Raimondo, prendendo allora la destra del vescovo, giurò per quella mano che non avrebbe rispettato né tempi riservati, né domeniche, né avrebbe risparmiato luoghi santi, né membri della Chiesa. E questo giuramento o piuttosto questo spergiuro – soggiunge Innocenzo III – egli lo osservò con una scrupolosità che non aveva mai avuto quando si trattava di una causa giusta». Saccheggi e devastazioni, terre e diritti usurpati, chiese derubate, bruciate o trasformate in fortezze, monaci e chierici molestati, un vescovo spogliato e scacciato dalla sua sede, un altro imprigionato col proprio clero mentre venivano demoliti il suo palazzo e la sede del capitolo: ecco le violenze contro la Chiesa di cui nel 1209 egli doveva sentirsi colpevole; del resto ne aveva compiute molte altre” (H. Vicaire, Storia di san Domenico, pp, 140-141).
La difesa della povera gente, oltre che dei propri beni, non era non solo un diritto, ma un dovere per la Chiesa.

5. Per quanto concerne la riappropriazione dei luoghi santi le cose sono ugualmente chiare.
Alla luce dei fatti legati all’ISIS e al califatto islamico di oggi si comprende meglio la storia di ieri.
I cristiani erano vessati in ogni modo: se volevano rimanere lì nelle loro case e nelle loro terre, dovevano pagare tasse esorbitanti che evidentemente non sarebbero riusciti ad assolvere, oppure avrebbero dovuto convertirsi all’Islam, oppure andarsene via oppure vedersi tagliata la gola.
Queste erano le scelte che si imponevano e che si impongono tutt’oggi.
Ebbene, bisognava stare a guardare?
Questi poveri cristiani non avevano diritti di stare nelle loro case, nelle loro terre e di essere difesi?

6. Si organizzarono dunque le crociate, che erano di per sé doverose.
Ma qui purtroppo si incrocia un altro elemento: tanti approfittarono delle spedizioni e cioè delle crociate per fare tutt’altro.
Possiamo dire che all’interno dei crociati c’era anche tutto quello che si mescolava con l’eresia catara e albigese. E allora qui si è passati dalla parte del torto.
Ecco, questa è la storiografia che si dovrebbe fare, distinguendo la doverosità dell’intervento dal modo in cui esso nel più dei casi si è realizzato.

7. Al tuo compagno che afferma che la Chiesa sarebbe stata la prima società mafiosa, bisognerebbe ricordare ugualmente la storia: il cristianesimo non si è diffuso con la violenza, caratteristica della mafia, ma subendo la violenza per ben tre secoli.
Mi piace ricordare la storia di San Pacomio, pagano. Fu coinvolto contro la sua volontà in una campagna di reclutamento dell’esercito romano all’età di vent’anni, un evento comune durante i tumulti e le guerre civili del periodo, e con diverse altre reclute fu messo a bordo di una nave che scendeva lungo il Nilo.
Arrivato a Tebe, ha visto che i cristiani locali portavano cibo e generi di conforto ai detenuti.
Questo fece un’enorme impressione su Pacomio al punto che promise di studiare il cristianesimo. E così avvenne, si convertì e fu battezzato.
Non fu convertito con la violenza, ma vedendo la testimonianza della carità.
Questa è la storia della Chiesa di tutti i tempi, anche di oggi.
La Chiesa soccorre i bisognosi da qualunque parte vengano senza domandare la carta d’identità religiosa.
In ognuno del prossimo è stata ammaestrata a vedere l’immagine di Dio.

Ecco dunque come stanno le cose.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo