Quesito

Caro Padre Angelo,
Le confesso che sono molto angosciato e spero di riuscire a spiegare e a raccontare la mia situazione.
Il 2 marzo ho perso in un incidente stradale la mia amata compagna.
Lei sedeva accanto a me e in una galleria un autoarticolato ha invaso la nostra corsia.
Ho evitato l impatto frontale andando io ad occupare la sua corsia ma c è stato inevitabile urto contro il rimorchio.
Lei , il grande amore della mia vita è morta sul colpo ed io, bloccato nelle lamiere sono stato a vegliarla e ad urlare il suo nome fino all’arrivo dei soccorsi.
A tutt’oggi io sono immobilizzato in quanto mi sono rotto il piatto tibiale e ne avró per altri mesi.
La nostra relazione durava da 8 anni .
Siamo entrambi separati e nonostante ci ritenessimo delle persone buone non professavamo più e non partecipavamo più alla vita della chiesa.
Il nostro amore era comunque talmente grande che chiunque veniva a contatto con noi non poteva che prendere atto e riconoscere la nostra felicità.
Lei era tutta la mia vita e io ero lo stesso per lei: forse di più.
Finalmente eravamo felici dopo le nostre precedenti esperienze matrimoniali.
Lei durante la sua vita ha sofferto parecchio in quanto il marito la tradiva e respingeva il suo amore.
Più volte lo aveva perdonato e riaccolto fra le sue braccia ma si erano resi conto di non essere più in grado di essere una famiglia.
Assieme a me invece aveva ritrovato la voglia di vivere.
Era una persona solare che sapeva regalare a tutti un sorriso e una parola di conforto.
La mia vita dopo il suo incontro aveva finalmente iniziato ad avere un senso: il mattino appena sveglio non importava quanto gravosa potesse essere la mia giornata: sapevo di avere lei a fianco!
E ció mi bastava.
Ero e sono profondamente innamorato di una persona che io reputo un angelo che incontrandomi mi ha amato con tutta se stessa e sopratutto ha insegnato a me ad amare !
Si perchè io prima ero bloccato e come mi piace rappresentare : lei mi ha insegnato a tenere aperte le porte del mio cuore.
Nei mesi precedenti la disgrazia purtroppo delle situazioni si erano aggravate ed in particolare la situazione di mio figlio minore che abitava con la mia ex moglie.
Persona che io frequentavo regolarmente per poter fare fronte ai bisogni di mio figlio.
Io vivevo nell’abitazione della mia compagna e lei visto l’aggravarsi della situazione mi aveva dato la disponibilità ad accogliere permanentemente mio figlio per potergli stare vicino.
Questo era infatti il nostro intento.
Poi la disgrazia
Ora io sono andato a vivere con mio figlio, io e lui soli, perchè questa è stata oltre che una mia scelta un modo per poter fare rivivere la volontà della mia amata compagna.
Io sono angosciato dalla sua perdita.
Non mi importa di cosa sarà la mia vita futura.
La mia vita ora è dedicata a mio figlio.
Prego
Prego tanto
Ma la paura è che le mie preghiere siano vane
Penso abbia capito ció che le voglio dire: la mia amata compagna ,nonostante molte persone che la conoscevano mi dicano che lei stà bene ed è salita in cielo per quanto l avessero conosciuta per la sua solarità e bontà d animo, dove è realmente?
Io prego Dio che abbia guardato nel profondo del suo cuore e lo ringrazio di avermi risparmiato la vita perchè io possa rimediare ai miei errori dedicando il resto del mio tempo a mio figlio e affinchè possa pregare per poter scontare i peccati della mia compagna che spero in purgatorio.
Non le nego che solo ora ho capito che il dolore della sua mancanza non è NULLA in confronto all angoscia di sapere che la sua situazione di peccato quando è sopraggiunta la sua morte improvvisa non mi possa in alcun modo permettere di alleviare le sue colpe tramite qualsiasi mio sacrificio su questa terra!!!
E sopratutto pensare che alla fine dei miei giorni terreni non la possa reincontrare.
Cosa che, oltre a sperare di sentirla vicino a me come spirito ancora qui nella mia vita per consigliarmi e starmi vicino desidero più di qualsiasi cosa.
Mi creda padre : ci amavamo veramente ed eravamo una cosa sola.
In una sua borsa ho trovato un immagine di un beato (beato Bonaventura da Potenza)
Lo prese a mia insaputa a Ravello quando ci recammo in ferie e facemmo una visita.
Non sapevo di questo suo gesto.
Ma credo da allora che fosse un gesto della sua fede
Dal suo ritrovamento prima di recitare il rosario alla sera recito la preghiera sul retro perché interceda per lei, per noi.
Confido in una sua risposta
Grazie

 


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. leggendo quanto mi hai scritto non posso non essere coinvolto dal tuo dolore per la perdita di una persona che amavi tanto e che ti è stata tolta all’improvviso senza la possibilità di guardarla in volto per un’ultima volta.
Penso che anche i nostri visitatori, leggendo la tua mail, siano presi dai miei stessi sentimenti.
Per cui siamo in tanti a condolerci con te, ad esprimere le nostre condoglianze.
Da parte mia ti assicuro fin d’ora l’offerta del tuo dolore a Dio durante il santo sacrificio della Messa e la preghiera di suffragio per la tua compagna.

2. Ti ringrazio per quello che mi hai scritto e anche per avermi dato la possibilità di dirti una parola che non sia di illusoria consolazione.
La perdita drammatica della tua compagna è stata la stessa cosa che aprirti di nuovo di Dio, amarlo e possederlo nel tuo cuore.
Anche se nella tua mail non accenni alla confessione e alla Comunione confido che nel frattempo ti sarai accostato a questi santi sacramenti.
O forse non hai ancora potuto perché impossibilitato per i postumi dell’incidente.
Tuttavia mi scrivi: “Prego. Prego tanto”.
E in fondo alla mail dici: “prima di recitare il rosario alla sera recito la preghiera”.
Sono certo che del Rosario e di quella preghiera non riesci più farne a meno. È un momento di grande comunione con Dio e di supplica per colei che ha condiviso con te 8 anni di vita.

3. Venendo adesso alla tua domanda: “dove è realmente?”
Nessuno può dire con certezza dove si trovino le anime dei defunti, a meno che la Chiesa nei loro confronti non abbia pronunciato una sentenza di canonizzazione proclamandoli santi. Solo in questo caso siamo certi della loro presenza in Paradiso.
Degli altri lo speriamo.
E di qualcuno, come ad esempio per coloro che sono stati proclamati beati o sono morti in concetto di santità, possiamo dire qualcosa di più e cioè che abbiamo la quasi assoluta certezza che si trovino in paradiso. È una certezza che viene poi confermata dalla canonizzazione.
Per gli altri l’unica parola che possiamo dire è: spero, mi auguro, ho il presentimento che sia siano salvati.

4. Sappiamo bene che la condizione per poter entrare in Paradiso è il possesso della grazia santificante, che è significata dalla veste nuziale di cui parla il Signore in Mt 22,11.
Non è la solarità o la bontà il motivo principale che ci permette di entrare in paradiso, ma la grazia santificante.
Ora la grazia santificante opera attraverso la carità che è una certa amicizia soprannaturale e una certa consuetudine di vita con Nostro Signore.
Certo, ci si augura che chi è in grazia di Dio sia anche solare e buono. Dovrebbe essere così. Tuttavia fin che siamo di qua siamo impastati di tante imperfezioni e talvolta anche di contraddizioni.
Ma, almeno in teoria, dovrebbe essere così.
Tuttavia non tutti quelli che sono solari e buoni sono in grazia di Dio.
Infatti solarità e bontà sono un criterio naturale, umano.
La grazia di Dio invece è un criterio soprannaturale, divino, che sana la natura, la eleva e la perfeziona.

5. Venendo alla tua domanda la risposta è chiara: la tua compagna si è salvata se al momento di presentarsi davanti a Dio era in grazia.
Ma questo chi lo può sapere?
Certo, come mi dici, allo sguardo umano aveva cessato di professare la fede e di frequentare i sacramenti di Cristo.
Ma al momento in cui è morta, al momento in cui si è presentata davanti a Cristo era priva della grazia?

6. Noi conosciamo la volontà salvifica di Dio “il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4).
Se “vuole che tutti gli uomini siano salvati” è logico pensare che offra a tutti i mezzi ordinari e i mezzi straordinari per salvarsi.
La tua compagna non ha potuto fruire dei mezzi ordinari, che sono costituiti dai sacramenti.
Ma il Signore le avrà negato i mezzi straordinari?
I mezzi straordinari sono quelle azioni o attrazioni invisibili a noi sconosciute con cui il Signore sa trarre a sé le persone e comunica loro la sua grazia.
Per questo abbiamo molta fiducia che anche le persone non battezzate e non cristiane possano salvarsi.

7. Noi abbiamo motivi per dire che il Signore abbia sottratto questa grazia alla tua compagna quando si è trovata nell’estremo della sua vita.
Tra la cosiddetta morte cerebrale e la morte reale passa del tempo.
In passato si diceva che era lecito dare l’assoluzione sacramentale (almeno sub conditione) a quelli che erano appena morti, entro l’arco più o meno di un quarto d’ora.
Ebbene, in questo lasso di tempo – che per noi non è quantificabile – la grazia di Dio lavora ancora. Dio fa ancora di tutto fino all’estremo per renderci partecipi della sua vita per l’eternità.
Quello che il Signore abbia potuto fare in extremis con la tua compagna lo potremo sapere solo quando andremo di là.

8. Sappiamo però che il Signore per comunicarle la grazia può aver tenuto conto delle preghiere e dei suffragi che si sarebbero fatto per lei.
Del resto il Signore non ha salvato i giusti dell’antico Testamento e non ha donato loro la sua grazia in previsione dei meriti di Gesù Cristo, vissuto dopo di loro?
Ebbene, non possiamo dire anche noi qualche cosa di analogo sull’efficacia delle nostre preghiere e dei nostri suffragi?
Allora abbiamo dei motivi per sperare nella salvezza eterna della tua compagna, sebbene fosse convivente e non più praticante.
A scanso di equivoci, sperare nella salvezza non significa che sia già in Paradiso, ma che sia almeno Purgatorio.
Per questo ti esorto a continuare a pregare. Le tue pregare non  sono vane.

9. Adesso però , con la voce molto sommessa, posso dire di avere ulteriori motivi per pensare alla sua salvezza: il tuo quasi immediato ricupero alla fede e alla vita di preghiera.
Questo è un bel dono che ti è stato dato.
E non potrebbe essere un segno che il Signore ti ha dato per dirti che in virtù dei tuoi meriti e delle tue preghiere lei ha ricevuto in extremis il dono della grazia e della remissione dei peccati?
E che il Signore ti abbia dato di nuovo la fede e il fervore per continuare una certa comunione con lei nonostante la morte?
Io amo sperarlo.

10. Ma c’è infine un altro motivo (anche questo lo dico con voce sommessa) che mi aiuta a sperare: quel santino che lei aveva preso e messo nella sua borsa.
Credo che il giorno in cui l’ha preso abbia rivolto una preghiera a questo santo. In ogni caso implicitamente ha invocato la sua protezione prendendone l’immagine e portandola con sé.
Ora quel santo era un religioso, un francescano conventuale, uno che aveva lasciato tutto per seguire il Signore.
Ebbene il Signore ha fatto una bella promessa a quelli che lasciano tutto per seguirlo.
L’ha fatta in seguito ad una domanda di san Pietro, come riferisce il Vangelo: “Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele” (Mt 19,27-28).
Dunque: saremo giudicati non solo dal Signore, ma anche dai santi che hanno lasciato tutto per seguirlo.
Penso allora che questo santo abbia speso una parola per la tua compagna e abbia detto al Signore: “La fiducia che ha riposto in me è la stessa cosa che la fiducia riposta in te. Perché io non potrei nulla senza la tua virtù che opera in me” e che il Signore abbia detto sì a questo suo amico fedele.
Forse il Signore ha voluto che tu trovassi quel santino anche per darti questa ulteriore fiducia.

10. Continua dunque così.
Le tue preghiere e i tuoi suffragi non sono vani.
Se non l’hai ancora fatto, appena puoi confessati e fa la Santa Comunione per lei.

Ti accompagno con le mie preghiere e insieme a te accompagno i tuoi cari vivi e defunti.
Ti benedico.
Padre Angelo