Quesito

Caro Padre Angelo,
leggevo un attimo fa una sua risposta riguardante l’estrema unzione.
Io gradirei sapere se questo sacramento che rimette i peccati rimette anche la pena.
Ossia dopo l’anima va in paradiso o in purgatorio.
Grazie per la sua gentile risposta.
Silvano


Risposta del sacerdote

Caro Silvano,
i teologi non sono tutti d’accordo su questo punto.

1. San Tommaso stesso  sembra dare una duplice risposta.
Da una parte infatti afferma che il sacramento “dispone l’uomo immediatamente alla gloria” (Somma teologica, Supplemento, 29, 1) e che “per questo sacramento la guarigione viene compiuta e l’uomo viene liberato dalla pena temporale in modo che niente in lui rimanga che impedisca la percezione della gloria nel momento in  cui l’anima esce dal corpo” (Somma contro i gentili. IV, 73).
Al suo seguito non pochi teologi hanno sostenuto la medesima tesi.

2. Tuttavia altri hanno sottolineato che San Tommaso ha pure affermato che questo sacramento “riduce la pena temporale, ma solo indirettamente, in quanto elimina la debolezza spirituale, e cioè l’inclinazione al peccato o le reliquie dei peccati” (Somma teologica, Supplemento, 30, 1, ad 2).

3. L’apparente diversità delle affermazioni è dovuta al fatto che San Tommaso è morto prima della stesura completa della Somma teologica e il suo pensiero è stato ricavato da opere giovanili e da altri scritti e ripresentato come Supplemento della Somma teologica dai suoi segretari.

4. Sembra che si debba dire questo: se da parte del Sacramento l’effetto porta infallibilmente alla visione della gloria, tuttavia da parte del soggetto si richiede che vi siano anche le disposizioni convenienti.
Anche per l’Eucaristia succede qualcosa di analogo: una sola Comunione è sufficiente per santificare del tutto una persona. Di fatto però la santifica nella misura della disposizione interiore del soggetto.
Può dunque succedere che qualcuno morendo dopo aver ricevuto l’Unzione degli infermi vada dritto in paradiso e che qualcun altro invece vada in purgatorio.

5. A questa soluzione induce a pensare anche la prassi della Chiesa, che raccomanda i suffragi anche per quelli che hanno ricevuto il sacramento dell’Unzione degli infermi.
Diversamente dovrebbe assimilare la condizione degli adulti morti con questo sacramento a quella dei bambini morti col Battesimo prima di giungere all’uso di ragione. Come saprai, la Chiesa non eleva suffragi per questi bambini, ma supplica questi bambini di pregare per noi, come i santi del Paradiso.

Ti ringrazio del quesito, ti porgo i più cordiali auguri di un felice anno nuovo, ricco di grazia e di benedizioni celesti.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo