Quesito
Caro Padre Angelo,
La saluto e la ringrazio per l’incredibile lavoro che voi domenicani fate per tutto il mondo. Avrei milioni di ragioni per ringraziarvi, dato che diffondete cultura, amore, sapienza ecc… Ma vi ringrazierò principalmente perché grazie a voi e alla vostra rubrica ho scoperto la bellezza del Rosario, e con esso ho dato una vera scossa alla mia vita di fede.
Mi presento, sono uno studente (…) e sono sicuro che come me, molti studiosi vogliono approfondire tematiche di fede, e perciò vi sono immensamente grato.
Vengo al dunque, ho una prima di natura cristologica (credo).
Anzitutto le chiedo come sia avvenuta la resurrezione di Gesù, anche a livello cronologico. So che è morto di venerdì, ma poi non so quando sia sceso agli inferi. Poi dalla Sindone non appare che il suo corpo sia stato “vaporizzato”? In tal caso egli è risorto dentro il sepolcro o fuori? Oppure si è vaporizzato, è sceso agli inferi e poi è tornato dentro la Sindone? Se è risorto dentro il sepolcro, come mai nessuno lo ha visto, ma è “apparso”?
Grazie mille, padre Angelo, spero di poter portare la fede e l’amore in questo mondo sciapo della facoltà in cui studio, le chiedo di pregare anche per me.
Pregherò per lei e per tutto l’ordine domenicano durante il rosario in attesa della risposta.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. apparendo a San Giovanni e apocalisse Cristo ha detto: “Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi” (Ap 1,18).
Da queste parole noi comprendiamo che risorgendo da morte Gesù non è tornato alla vita precedente, per morire poi di nuovo, come avvenne per Lazzaro e per tutti gli altri che sono stato resuscitati.
È risorto per una vita nuova, immortale, anzi gloriosa.
Il suo corpo è diventato spirituale, come dice San Paolo in 1 Cor 15,44.
2. Se uno fosse stato presente al momento della risurrezione di Gesù che cosa avrebbe visto?
Avrebbe visto che il corpo avvolto dalle bende scompariva e che le bende si ripiegavano su se stesse.
Non c’era bisogno che qualcuno aprisse il sepolcro per la sua risurrezione, come invece ce ne era bisogno per Lazzaro.
3. Pertanto il corpo di Gesù non si vaporizzò perché vaporizzarsi significa assumere un altro modo di esistere ugualmente materiale.
Tantomeno è tornato nella sindone, né scese agli inferi.
È entrato direttamente nell’“Eterno”, sottratto pertanto a ogni esigenza fisica, allo spazio e al tempo.
4. È risorto dall’interno del sepolcro.
E poiché ogni movimento è caratterizzato da un punto di partenza e da un punto di arrivo, se uno fosse stato all’interno del sepolcro avrebbe visto solo il punto di partenza, ma non quello di arrivo.
Il punto di arrivo è stato il Cielo. Hanno potuto vederlo gli angeli. E proprio per questo la risurrezione di Cristo non poteva essere narrata ma soltanto annunciata da messaggeri celesti, perché ne erano testimoni.
5. Proprio perché il corpo di Cristo divenne glorioso e spirituale, ha potuto essere reso visibile e palpabile a seconda della sua volontà.
Ecco che cosa dice San Tommaso: “Ora, la condizione propria di un corpo glorioso è quella di essere spirituale, cioè soggetto allo spirito come insegna a San Paolo in 1 Cor 15,44.
Ma perché il corpo sia del tutto soggetto allo spirito si richiede che ogni atto del corpo sia sottoposto alla volontà dello spirito. (…). Perciò chi possiede un corpo glorificato ha in suo potere di farsi e di non farsi vedere a suo piacimento.
Questo potere però Cristo non lo ebbe soltanto in base alla condizione del suo corpo glorioso, ma anche in virtù della sua divinità, che può rendere invisibili miracolosamente anche i corpi non gloriosi. (…).
Perciò quando si dice che Cristo disparve dagli occhi dei discepoli, ciò va inteso non nel senso che il suo corpo venisse distrutto o si risolvesse in qualcosa di invisibile, ma nel senso che per sua volontà cessava di essere visibile a loro, o restando lì presente o anche allontanandosi all’istante mediante l’agilità propria dei corpi gloriosi” (Somma teologica, III, 54, 1, ad 2).
“E come era in suo potere di rendere il proprio corpo visibile o invisibile, così era in suo potere di far sì che la sua propria figura apparisse in forma gloriosa o non gloriosa, oppure in una forma intermedia, o in qualsiasi altro modo. Ora, basta una piccola differenza perché uno possa apparire sotto un aspetto diverso” (Ib., ad 3).
6. La risurrezione di Cristo era stata annunciata dai profeti.
Davide l’aveva annunciata in diversi passi, come ad esempio nel salmo 16: “Perché non abbandonerai la mia vita negli inferi, né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra” (Sal 10-11).
Gli antichi ebrei applicavano questa affermazione al Messia venturo.
Divenne facile per San Pietro nel giorno della Pentecoste applicarla al Signore, dichiarando che Davide aveva detto quelle parole non per se stesso per il suo corpo era ancora lì nel sepolcro, ma per colui che doveva venire.
Anche il salmo 132,8 fa riferimento alla risurrezione: “Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo, tu e l’arca della tua potenza”. Luogo del suo riposo è il suo corpo
Ugualmente il salmo 138,18 all’interno del quale si legge secondo la traduzione della Vulgata: “sono risorto e sono di nuovo con te”. L’attuale traduzione suona così: “Mi risveglio e sono ancora con te”.
7. Sul momento della risurrezione abbiamo un’indicazione indiretta nel Vangelo: le donne vanno al sepolcro al sorgere del sole (cfr. Mc 16,2) e trovano il masso già ribaltato.
L’aveva ribaltato l’angelo della risurrezione.
Da qui San Tommaso parte per dire che “Cristo risuscitò verso l’alba, quando comincia a spuntare il giorno, per indicare che con la sua risurrezione si avviava alla luce della gloria, così come era morto verso il vespro, sul calare delle tenebre, per indicare che egli con la sua morte avrebbe distrutto le tenebre della colpa e della pena” (Somma teologica, III, 53, 2, ad 3).
Ti ringrazio per la preghiera che hai assicurato per me e per l’Ordine domenicano al quale appartengono.
Augurandoti di irradiare attorno a te la luce della fede e del Signore risorto, ti benedico e a mia volta ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
