Quesito
Buongiorno Padre Angelo.
Sono Fabrizio da Roma e le Scrivo perché vorrei chiederle una chiarificazione su un momento dei Vangeli Sinottici che non riesco a collocare:
non capisco il motivo per cui nei Sinottici Mt 26, Mc 14, e Lc 22 l’ultima cena di Gesù viene fatta il primo giorno degli azzimi, cioè già a Pasqua in corso, mentre successivamente ci parlano di Parasceve che in realtà dovrebbe essere prima della Pasqua: cronologicamente come si può leggere questo episodio storico? S
Se l’ultima cena viene fatta a Pasqua come fanno poi a parlare di Parasceve, tornando indietro nel tempo, e parlandone come se fosse il presente?
La ringrazio e le auguro un buon cammino di Quaresima.
Maranatà.
Fabrizio
Risposta del sacerdote
Caro Fabrizio,
1. per dirimere la questione è necessario tenere presente alcune cose.
La prima: gli ebrei computavano il susseguirsi dei giorni non dalla mezzanotte come facciamo noi, ma dal tramonto del sole.
Per cui, tramontato il sole, si era già nel giorno successivo.
2. La seconda cosa da tenere presente è che la Pasqua in quell’anno cadeva di sabato. Il Vangelo di Giovanni dice infatti che era grande quell’anno il giorno del sabato (Gv 19,31). Era grande perché coincideva con la Pasqua.
3. Stando così le cose la cena pasquale veniva celebrata quell’anno il venerdì sera, dopo il tramonto del sole perché coincideva già con la Pasqua.
4. Ma Gesù, la sera del venerdì, era già morto. Viene detto in maniera chiara che si trattava della Parasceve, parola che significa preparazione della festa, e cioè del sabato.
Morì alle 15 quando gli ebrei sgozzavano gli agnelli per consumarli nella cena pasquale che di lì a poco avrebbero celebrato.
5. Stando così le cose, tutti sono concordi nel dire che Gesù consumò l’ultima cena la sera del giovedì, cioè quando da poco secondo gli ebrei era iniziato il venerdì.
Pertanto Gesù celebrò la Pasqua anticipandola di un giorno.
Questo sarebbe stato giustificato dal fatto che “era lecito per i forestieri che venivano a Gerusalemme anticipare di un giorno la Pasqua per l’impossibilità in cui si era di immolare nello spazio delle tre ore del 14 Nisan i 250.000 agnelli che si richiedevano per i pellegrini. Gesù come Galileo seguì questo uso”. Questo è il parere del biblista Marco Sales e praticamente di tutti.
6. La Bibbia di Gerusalemme è della medesima sentenza. Scrive: “La cena di Gesù, che i sinottici pongono un giorno prima (alla sera del giovedì), deve spiegarsi con l’anticipazione del rito in una parte del popolo giudaico o piuttosto con un’anticipazione voluta da Gesù stesso: non potendo celebrare la Pasqua l’indomani se non la sua stessa persona sulla croce, Gesù avrà istituito il nuovo rito nel corso di un pasto che avrà ricevuto per riflesso i tratti della Pasqua antica”.
7. In conclusione: è vero che il primo giorno degli azzimi dava inizio ai sette giorni della solennità pasquale durante i quali si doveva mangiare pane azzimo e cioè non lievitato e che la Pasqua si doveva celebrare il 14 del mese di Nissan.
Quell’anno la Pasqua si celebrava di sabato e la cena pasquale si faceva la sera del venerdì.
Ma secondo le spiegazioni date, Gesù l’anticipò il 13. Mentre il 14, nella medesima ora in cui iniziava lo sgozzamento degli agnelli, Gesù la celebrò con la sua persona.
Con l’augurio che Cristo possa celebrare la sua Pasqua nella nostra vita purificando del tutto l’uomo vecchio per far risorgere il nuovo, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
