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Quesito

Buonasera Padre,
Le scrivo poiché mi trovo in un momento particolare della mia vita. Sono un uomo nell’Età "del mezzo del cammin di nostra vita" e sto attraversando un periodo in cui tutto è in discussione.
Sarò sincero nel dirle che non sono mai stato particolarmente attento al mio lato spirituale e cristiano al quale sto cercando di avvicinarmi con più attenzione.
Nella mia vita professionale e di studio mi sono sempre impegnato ottenendo risultati precoci e positivi. Questo ha portato ad una veloce indipendenza e totale gestione della mia vita in autonomia privilegiando la libertà individuale a valore assoluto. I rapporti con persone che mi circondano ed amicizie sono sempre stati curati e rispettati.
Il problema sono stati i rapporti con l’altro sesso, ovvero da quando poco più di adolescente ad oggi, tra storie più o meno lunghe e avventure ho collezionato una lunghissima lista di relazioni, degne del don Giovanni di Byron. I tentativi di costruzione di rapporti veri e sinceri con finalità di costruzione di un futuro sono sempre stati goffi e malriusciti, ovvero con mia breve soddisfazione iniziale e scarsissima soddisfazione successiva, poiché avevo sempre la sensazione che mancasse qualcosa e che le richieste della controparte (in alcuni casi forse anche legittime) per me fossero sempre assurde e soffocanti, la conseguenza: momenti sofferti per entrambi tra menzogne e recriminazioni.
Oggi mi trovo a riflettere più di prima su questo argomento e mi chiedo se forse è arrivato il momento di cambiare qualcosa in me ed avvicinarmi di più all’idea di una relazione che abbia un progetto di famiglia e matrimonio per il futuro.
Ma mi trovo privo di capacità di discernimento. Le donne che conosco sembrano sempre avere delle caratteristiche e delle richieste che non mi hanno mai fatto sentire tranquillo, la visione di un futuro insieme diventava per me una prigione e una preoccupazione, con la conseguenza di sfibrare la mia capacità di gestione del rapporto.
Gentilmente e convinto di poter trovare uno spunto di riflessione anche attraverso le linee guida religiose le chiedo se la famiglia può davvero essere una meta per tutti, me compreso.
Come valutare la scelta di una buona compagna e moglie e se la scelta va costruita comunque sulla base di un sacrificio necessario o se deve arrivare in modo naturale.
Un sentito ringraziamento per il tempo che mi dedicherà.

 


 

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. probabilmente il tuo passato contrassegnato da capacità, precocità e autonomia ti condiziona troppo.
Capacità, precocità e autonomia sono tre caratteristiche molto belle, ma tu – per usare il tuo stesso linguaggio – le hai esercitate secondo lo stile del don Giovanni, che equivale a dire: sullo stile del divertimento, del godimento e del prendere.

2. Adesso ti trovi in un momento in cui si richiede la capacità di amare e cioè di donare.
E ti pare che questa prospettiva ti coarti e ti faccia perdere autonomia e libertà. Sicché ti spaventa.

3. Che cosa ti è mancato?
Potrei dire che ti è mancata l’educazione all’amore, al farti dono, a quell’esperienza di vita in cui si trova più gioia nel dare che nel ricevere (At 20,35).

4. Nella tua mail hai confessato umilmente che non sei “mai stato particolarmente attento al lato spirituale e cristiano”.
Probabilmente deduco che non c’è stata pratica sacramentale, in particolare quella della confessione.

5. Il divieto del peccato può sembrare un limite arbitrario alla libertà.
In realtà è il divieto all’egoismo. È uno stimolo a permanere nella grazia e nel suo principio attivo che è la carità, che si esprime anche nel concepire la propria vita come un farsi dono costante per amore del Signore.

6. Adesso senti l’esigenza di cambiare.
Questo cambiamento ha un nome particolare: conversione.
Hai bisogno di trovare il vero orizzonte della tua vita, che è la santità.
Ti consiglio di iniziare con una buona confessione.
Ti sarebbe utile una confessione generale.
Hai poi bisogno di riordinare la tua vita e viverla secondo Dio.
Hai bisogno di ritrovare la presenza quotidiana del Signore nella tua vita attraverso la preghiera e la lettura della sua parola, attraverso la confessione regolare e frequente, attraverso la santificazione delle feste e la partecipazione alla Messa.
Sono certo che in breve tutto cambierebbe e ti renderebbe disposto a sacrificare volentieri quegli angoli di vuoto e di spensierato divertimento che finora hai cercato come scopo della tua esistenza.
In cambio di essi troveresti un tesoro nascosto nel campo, per usare il linguaggio evangelico, che ti spingerebbe a buttare via tutto quello che prima di teneva legato.

7. Rimane un ultimo problema ed è quello di trovare la donna che condivida i tuoi stessi ideali.
Finora non l’hai trovata perché hai frequentato ragazze che vivevano nel tuo medesimo orizzonte e con queste ti veniva paura di pensare ad una vita insieme.
Ma ci sono anche oggi ragazze che tendono alla santità di vita e sono contente di dedicarsi a rendere felici le persone che il Signore loro assegna: lo sposo e i figli.
Tornando in Chiesa ed entrando in un giro nuovo di persone ne troveresti.
In ogni caso il Signore te le farà incontrare.

8. Intanto domanda al Signore come somma grazia di darti un cuore nuovo, un cuore che sia capace di amare.
Comincia a chiederlo a Colei che nella Sacra Scrittura viene presentata come “la madre del bell’amore e del timore, della conoscenza e della santa speranza” (Sie 24,18).
Ti consiglio di compiere un gesto umile e carico di speranza: vai in Chiesa e cerca l’altare della Madonna. Accendi un cero davanti a Lei. Sarà la tua richiesta, la tua preghiera alla Madre del bell’amore e della santa speranza.
È tua madre. Non ti lascerà senza risposta.

Ti accompagno con la mia preghiera, ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo