Quesito

le scrivo questo quesito perché avrei bisogno di aiuto. Se trovasse una soluzione ad alcuni miei problemi religiosi, gliene sarei davvero grato perché non so proprio come fare.
Innanzitutto le spiego brevemente le mie esperienze religiose nella mia vita. Purtroppo, sin da quando ero piccolo, non sono mai stato chissà quanto vicino alla Fede. Ma il peggio doveva ancora venire: con il passare degli anni, mi sono allontanato sempre più dalla Fede, per poi iniziare a ritrovarla piano piano per delle cose abbastanza inspiegabili che sono successe ad un mio amico. Questo mio amico (non so se dica la verità) dice che molte volte nella sua vita ha sognato Dio (il che mi lascia ancora dubbioso, poiché pensavo che solo chi andava in Paradiso lo potesse vedere). Poiché si era sognato la beatitudine “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”, indipendentemente se fosse vero o no, mi sono iniziato ad informare sulla religione e sull’impurità. E così ho iniziato a scoprire un mondo.
Mi sono però purtroppo reso conto che l’unica Comunione fatta nella mia vita era stata fatta male: ho commesso un sacrilegio perché mi sono confessato senza essere pentito dei miei peccati.
Mi ritrovo quindi a volermi confessare per liberare finalmente tutte queste mie colpe e ristabilire un’amicizia con Dio. Ma ho un problema (cioè quello che volevo chiederle):su alcune cose ho dei dubbi e ci sono peccati che non so come bloccare (e se mi confesso in queste condizioni finirò per ricaderci). 
Quindi volevo chiederle delle spiegazioni per essere così nelle giuste condizioni per fare una buona Confessione:
1. Non rimproverare un fratello che pecca, costituisce un peccato? Se sì, come potrei riuscire a superare la vergogna di farlo? Molto spesso quando vedo qualcuno peccare mi vergogno di dirglielo e non so davvero più dove sbattere la testa.
2. Quando mi vengono fatte domande scomode, come posso superarle senza mentire? Ci sono cose che se mi venissero chieste, attualmente mentirei a causa della vergogna. Quindi quando una bugia è peccato? Ci sono dei modi per non rispondere senza essere scortesi? Ad esempio, se mi chiedessero “hai mai insultato un amico?” e la risposta fosse “sì”, come potrei rifiutarmi di rispondere?
3. Se la risposta alla prima domanda è sì, come posso dire ai miei amici che stanno peccando quando lo fanno online? Mi capita che alcuni miei amici bestemmino sui gruppi Whatsapp e mi vergognerei di “sgridarli” lì (sia nel gruppo che nella chat privata).

La ringrazio in anticipo per il suo aiuto. Le rivolgo poi i miei più sinceri complimenti per l’iniziativa di rispondere alle nostre domande, serve davvero un sito così.
Infine mi perdoni per eventuali errori grammaticali e per l’ignoranza riguardo la Fede.
Cordiali saluti,
Matteo


Risposta del sacerdote

Caro Matteo,
1. sono contento che il Signore ti abbia di nuovo visitato e sia è venuto ad abitare nel tuo cuore.
Si è servito di un tuo amico perché tu avessi la forza di aprirgli la porta. Era da tempo che bussava e che desiderava che tu lo sentissi.

2. Dio si manifesta anche nei sogni. Alcuni sogni hanno un’origine soprannaturale. La Sacra Scrittura lo attesta.
Tra i più vistosi vi sono quelli di Giuseppe il patriarca e vi sono anche quelli narrati da San Matteo con riferimento a San Giuseppe, lo sposo di Maria.

3. Forse questo tuo amico voleva dirti che Dio si è manifestato presentandogli la beatitudine “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”.
Dio infatti è purissimo spirito e pertanto può essere visto solo in paradiso, con la mente separata dal corpo.
Finché la mente è congiunta con il corpo non può vedere Dio perché il il nostro corpo è proporzionato a vedere le cose materiali, le cose di questo mondo.
Per vedere Dio abbiamo bisogno di essere separati del corpo. Per questo Giobbe nella Sacra Scrittura dice: “Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro” (Gb 19,26-27).

4. Tuttavia non basta ancora che la mente sia separata dal corpo perché possa vedere Dio. Vi è infatti una sproporzione infinita tra l’ordine naturale (il nostro) e l’ordine soprannaturale, che è quello di Dio.
La Sacra Scrittura dice che abita in una luce inaccessibile (1 Tm 6,16). Da noi stessi non ci possiamo arrivare, proprio perché sorpassa del tutto le nostre capacità di conoscenza.
Di là la nostra mente avrà bisogno di essere sopraelevata per poter essere attrezzata a vedere direttamente nell’ordine soprannaturale.
I teologi dicono che verrà attrezzata da Dio stesso che infonderà nella nostra anima il lumen gloriae, la luce soprannaturale e divina che permette di vedere Dio nella sua essenza.
Per questo possono vedere direttamente Dio sono gli abitanti del paradiso.

5. Questo tuo amico nel sogno potrebbe aver visto Dio attraverso un’immagine, come ad esempio talvolta l’Eterno Padre viene raffigurato nelle nostre chiese.
Oppure potrebbe aver visto Gesù, ma sempre attraverso l’immagine.
L’immagine rimane sempre qualcosa di creato. Può metterci in contatto con Colui che è Increato (non creato) e cioè Dio, ma non si confonde mai con lui.

6. Ugualmente questo tuo amico potrebbe aver avuto nel sogno un dono particolare da parte di Dio che gli mostrava e gli faceva pregustare la beatitudine dei puri di cuore perché possono vedere Dio.
Questo potrebbe essere successo realmente.
Se così è avvenuto, ha ricevuto una grazia inestimabile. Si tratta di un talento preziosissimo da fruttificare per se stesso e per gli altri.
Forse gli è capitato proprio questo.

7. Venendo adesso alle domande specifiche che mi hai fatto ti rispondo così.
Per la prima domanda che ha come suo oggetto la correzione fraterna che rimando a diverse risposte pubblicate nel sito, come ad esempio le seguenti:

‪Le chiedo che cosa sia la correzione fraterna, quando vada fatta, se …

‪Come si concilia il parlare in maniera opportuna e non opportuna …

‪Se debba confessarmi di aver taciuto dinanzi a chi bestemmiava …

8. Mi chiedi poi come devi comportarti quando ti vengono fatte domande scomode. Dagli esempi che hai riportato, penso che riguardino la tua vita personale, i tuoi fatti privati.
Ebbene qui va ricordato che se abbiamo sempre il dovere di dire la verità, tuttavia ci sono verità che gli altri non hanno diritto di conoscere o di sapere.
In questo caso possiamo rispondere o attraverso una restrizione mentale (anche qui cfr. il significato di restrizione mentale cliccando queste due parole sul motore di ricerca del nostro sito) o dicendo semplicemente che sono domande troppo personali alle quali non ti senti di rispondere.
Talvolta, se ti domandano se hai commesso determinati peccati come ad esempio quello che mi hai riportato, puoi dire: per quanto mi pare di ricordare penso di no. In questo caso tu non sei tenuto a riferire gli errori o i peccati della vita, tanto più che potresti avere il timore di incitare gli altri a commetterli. Anche in questo caso si tratterebbe di restrizione mentale.

9. Che fare nei confronti dei tuoi amici che bestemmiano in WhatsApp?
Talvolta è necessario essere cauti per non provocarli a bestemmiare ancora di più.
Ma al momento opportuno forse potresti posizionare quest’affermazione della Sacra Scrittura: “Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano” (Es 20,7).
Dalla mia esperienza ho potuto notare che il semplice riportare queste parole di Dio è più efficace che le nostre parole. 
Sono parole che penetrano e che rimangono. E al momento giusto ritornano per far rinsavire.

Ti auguro ogni bene per il tuo cammino di vita in Cristo.
Per questo ti benedico e volentieri ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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