Quesito

Ho letto che secondo i Padri della Chiesa Lucifero si sarebbe ribellato a Dio perché non voleva adorarLo nell’uomo Gesù Cristo.
Ma se egli non si fosse ribellato non ci sarebbe stata l’incarnazione e il diavolo non avrebbe dovuto sottomettersi Cristo.
A meno che non si pensi, contrariamente a ciò che pensa Tommaso, che Cristo si sarebbe incarnato indipendentemente dal peccato di Adamo.
Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. di per sé non era necessaria l’incarnazione per portare l’uomo in cielo. Non era questa l’unica via per santificarlo.
San Tommaso scrive: “L’uomo, infatti, se non avesse peccato, sarebbe stato illuminato dalla luce della sapienza divina e perfezionato da Dio nella rettitudine della santità, per l’acquisto di ogni conoscenza necessaria” (Somma teologica, III, 3, ad 1).
2. Né era necessario che alcuni angeli si ribellassero.
Anzi, dobbiamo dire che Dio non l’ha voluto in nessun modo la ribellione degli angeli.
L’ha tollerata, a motivo di un bene più grande.

3. “Dio, infatti, permette il male per trarne un bene maggiore. Di qui le parole di S. Paolo: “Dove abbondò il peccato, lì anche sovrabbondò la grazia”. E nella benedizione del Cero pasquale si canta: “O fortunata colpa, che meritò di avere tale e tanto Redentore!” (Ib., ad 3).

4. Ugualmente Dio avrebbe potuto incarnarsi anche se l’uomo non avesse peccato. Non possiamo porre limiti alla volontà di Dio.
“Dio infatti avrebbe potuto incarnarsi, anche se non ci fosse stato il peccato” (Ib., III, 1,3).

5. Per sapere per quale motivo Dio si è incarnato è necessario apprenderlo da lui.
“Le cose infatti che dipendono dalla sola volontà di Dio, al di sopra di tutto ciò che è dovuto alle creature, non possono esserci note se non attraverso la Sacra Scrittura, nella quale la volontà divina viene manifestata.
Perciò, siccome nella Sacra Scrittura il motivo dell’incarnazione viene sempre desunto dal peccato del primo uomo, è meglio dire che l’opera dell’incarnazione è stata disposta da Dio a rimedio del peccato, di modo che, non esistendo il peccato, non ci sarebbe stata l’incarnazione.
La potenza di Dio però non è coartata entro questi termini: Dio infatti avrebbe potuto incarnarsi, anche se non ci fosse stato il peccato” (Ib.).

6. Dalla Sacra Scrittura però risulta che Dio si è incarnato per porre rimedio al peccato.
Dice San Tommaso: “Sant’Agostino spiegando le parole evangeliche, “Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”, dichiara: “Se l’uomo non avesse peccato, il Figlio dell’uomo non sarebbe venuto” (Sermone 74).
Inoltre a commento delle parole di San Paolo, “Cristo venne nel mondo a salvare i peccatori” (1 Tm 1,15), la Glossa aggiunge: “Nessun motivo ebbe di venire tra noi Cristo Signore, se non quello di salvare i peccatori. Togli le malattie, togli le ferite e non c’è più bisogno di medicina”” (Ib., III, 1,3, sed contra).

7. L’incarnazione di Dio dovuta al peccato ha mostrato ancor più la giustizia, la sapienza e la potenza di Dio.
Possiamo comprendere più a fondo le parole di San Paolo: “per il grande amore con il quale ci ha amati” (Ef 2,4).
Scrive San Tommaso: “È convenientissimo che le cose visibili mostrino le cose divine invisibili; per questo fine, infatti, il mondo è stato creato, come asserisce l’Apostolo: “Le invisibili perfezioni di Dio appaiono chiare dalle opere sue”. Ma il mistero dell’incarnazione, dice il Damasceno, “rivela insieme la bontà, la sapienza, la giustizia, la potenza di Dio: la bontà, perché non sdegnò la debolezza della sua creatura; la giustizia, perché fece sconfiggere il demonio dallo stesso che ne era stato vinto e non a forza strappò l’uomo dalla morte; la sapienza, perché trovò il saldo più generoso per il debito più insolvibile; l’infinita potenza, perché non c’è nulla di più grande di un Dio fatto uomo”. Era dunque conveniente che Dio si incarnasse” (Ib., III, 1, 1, sed contra).
Con l’augurio di corrispondere al grande amore con il quale il Signore ci ha amato e ti benedico e ti ricordo nella preghiera,
Padre Angelo

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