Quesito

Gentile Padre Angelo,
le lascio questa email sperando che mi risponda quando è libero.
Nel Rosario in inglese ci sono ancora le vecchie parole del Padre Nostro “don’t lead us into temptation”, cioè non indurci in tentazione. Anche in Chiesa ho notato che lo dice il prete con tutti i fedeli.
Nel Credo, dopo che il Cristo viene menzionato dopo la sofferenza sotto Ponzio Pilato, qui nel Rosario dicono “He descended into hell” che letteralmente può voler dire è disceso all’inferno come agli inferi.
Io sono un po’ ignorante in materia. Inferno ed inferi sono la stessa cosa? A me viene difficile dire che Cristo sia andato all’inferno, quindi cambio la preghiera in “He descended into the land of dead”, cioè “Discese nella terra dei morti”. Anche nel Padre Nostro, anziché dire “don’t lead us into temptation” dico “don’t abandon us in temptation”, cioè non abbandonarci alla tentazione.
Lei cosa dice a riguardo?
A chi mi devo rivolgere per farlo rettificare secondo i significati italiani?
Cordiali saluti.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il cambiamento della tradizione del Padre nostro non è stato normativo per tutta la Chiesa.
È stata la Conferenza episcopale italiana che ha voluto così.
La traduzione latina è rimasta intatta: et ne nos inducas in tentationem.
Gli inglesi non erano tenuti a cambiare la traduzione.
2. Nel Credo apostolico anche in italiano una volta si diceva: discese all’inferno.
Adesso invece si dice: discese agli inferi.
Le due parole: inferi e inferno non si identificano perfettamente, sebbene in passato venissero usate in maniera promiscua.
Ma è più esatta la dicitura: inferi.

3. Negli inferi c’erano tre stadi: il limbo, il purgatorio e l’inferno.
Gesù non scese tra i dannati dell’inferno.
Scese certamente nel limbo e qui liberò i giusti che attendevano la sua redenzione.
Probabilmente si è mostrato anche alle anime del Purgatorio, liberandone molte.
Ma non scese all’inferno.

4. Il Catechismo Romano del concilio di Trento commentando le parole: “discese all’inferno” scrive:
“Ma che cosa si intende qui con il termine inferno?
Inferno qui significa la sede in cui erano raccolte le anime di coloro che, morti prima di Cristo, non erano salite alla beatitudine celeste” (§ 68).

5. E prosegue: “Questa sede delle anime non era di un solo e medesimo genere.
C’era innanzitutto la prigione terribile e tenebrosa nella quale giacevano, immerse in un fuoco inestinguibile, le anime dei dannati insieme ai demoni. In questo senso si diceva pure Geenna o abisso o inferno propriamente detto.
In secondo luogo, vi era la sede del fuoco purificatore dove, soffrendo per un determinato periodo, le anime dei giusti subivano la dovuta espiazione prima di salire alla patria beata, da cui è esclusa ogni ombra di colpa. I Concili proclamano che questa dottrina è contenuta nella Scrittura come nella Tradizione apostolica.
In terzo luogo, vi era la sede che ospitava le anime dei santi in attesa della venuta di Cristo; un’attesa serena, immune da ogni pena e alimentata dalla beatificante speranza della redenzione” (§ 69).

6. “Furono appunto le anime di questi giusti in attesa del Cristo ad essere liberate da Gesù disceso all’inferno.
Né questa discesa va intesa nel senso che Gesù vi abbia fatto giungere solo la sua potenza o la sua efficacia liberatrice e non invece realmente la sua anima.
La fede ci impone di ritenere che Cristo è disceso effettivamente con la sua anima e con la sua presenza all’inferno.
La Scrittura lo afferma esplicitamente nella profezia di Davide: “Non abbandonerai la mia anima nel sepolcro” (Sal 15,10)” (§ 70).

7. “Frutto della discesa al limbo fu la liberazione delle anime dei giusti dal carcere – dove il demonio li teneva come sua preda – per condurli con sé in cielo. Cristo operò questo prodigio in modo mirabilmente glorioso.
Egli apparve sfolgorante alle anime dei prigionieri, le inondò di una luce splendente e le riempì al tempo stesso di un immenso gaudio; soprattutto elargì a esse la più sublime delle beatitudini conferendo loro la visione di Dio. Fu così adempiuta la promessa fatta sulla croce al buon ladrone: “In verità ti dico, oggi sarai con me in Paradiso” (Lc 23,43)” (§ 71).
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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