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Quesito

Caro Padre Angelo,
desidererei rivolgerle alcune domande su vari argomenti:
1)  cosa si intende precisamente per Tradizione?
2) i contenuti del Catechismo della Chiesa Cattolica sono soggetti all’infallibilità oppure alcuni di essi sono opinabili?
La ringrazio anticipatamente della disponibilità e della completezza con cui sono sicuro risponderà ai miei quesiti.
Che il Signore la protegga sempre.
Samuele


Risposta del sacerdote

Caro Samuele,
1. per Tradizione in senso teologico s’intende la trasmissione della Divina Rivelazione o della Parola di Dio in maniera non scritta.
Questa trasmissione può essere attuata a viva voce oppure può essere vissuta magari anche inconsapevolmente dalla comunità cristiana.

2. Quando si dice che non è scritta non s’intende dire che non vi siano opere che ne parlino, ma che non è scritta direttamente nella Bibbia.

3. Gesù vi allude in maniera chiara quando dice: “Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26).

4. I protestanti avendo stabilito come principio fondamentale che la Scrittura contiene tutta la rivelazione fatta da Dio, logicamente negano la Tradizione e si attengono alla Bibbia come ad unica regola di fede.
Se non che nella Bibbia non è scritto da nessuna parte che si deve attenere al criterio della sola Scrittura.
Anzi, il testo  di Gv 14,26 dice che lo Spirito Santo farà comprendere agli apostoli quanto Cristo ha detto.
Del resto Giovanni stesso, al termine del suo Vangelo dice: “Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (Gv 21,25).

5. Si parla di divina Tradizione se ci riferisce agli insegnamenti dati direttamente da Cristo oppure di Tradizione divino-apostolica se gli Apostoli non  l’appresero direttamente dalle labbra del Signore, ma da quanto lo Spirito Santo ha fatto loro capire.

6. Circa l’importanza della Tradizione il Concilio Vaticano II dice: “È la stessa Tradizione che fa conoscere alla Chiesa l’intero canone dei Libri Sacri, e in essa fa più profondamente comprendere e rende ininterrottamente operanti le stesse Sacre Lettere; così Dio, il quale ha parlato in passato, non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce dell’Evangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti a tutta intera la verità e in essi fa risiedere la parola di Cristo in tutta la sua ricchezza” (Dei Verbum, n. 8).

7. Inoltre afferma che “la sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti da non potere indipendentemente sussistere, e tutti insieme, secondo il proprio modo, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime” (Dei Verbum, n. 10).

8. Infatti la stessa accettazione dei libri Sacri non si rifà ad un criterio sancito dalla Bibbia stessa, ma alla Tradizione accolta e sancita attraverso l’autorevolezza del Magistero Chiesa.
Questo Magistero,  a sua volta, è fondato nella Sacra Scrittura e confermato dalla Tradizione.
Come vedi ci troviamo di fronte ad un circolo virtuoso. Ed è per questo che il Concilio dice che i tre elementi “sono tra loro talmente connessi e congiunti da non potere indipendentemente sussistere.

9. Sulla seconda domanda ti rimando ad una risposta già pubblicata col seguente titolo “Se tutto quello che c’è nel catechismo sia infallibile”, pubblicata il 05.11.2006.

Ti ringrazio, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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