Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo A., ho 20 anni e già ti ho scritto in precedenza due volte. Scusami se ti do del tu ma penso che infondo, essendo tutti fratelli, è bello ogni tanto “andare in tasca” ai formalismi!
Come forse ti ricordi, mi sono convertito non molto tempo fa, ad aprile, dopo un’adolescenza travagliata e lontana dal Signore. E’ successo così che l’incontro inaspettato con Lui ha messo nel mio cuore una gioia vera, non di questo mondo, così che ha iniziato a pervadere ogni mio pensiero e desiderio tanto da sentire che, sulle orme di San Francesco, dovevo seguire il Cristo povero, umile, obbidiente e casto.
E nel mio cammino di discernimento vocazionale, ho sentito sempre di più la sete di Lui, il desiderio di non accontentarmi, perchè la mia vita sentivo che doveva interamente essere indirizzata a Lui.
Ecco che, dopo aver gustato le prime consolazioni spirituali che mi donava durante la preghiera, improvvisamente sono calate le tenebre.
Un buio fitto e inaspettato come inaspettato del resto era stato il mio incontro con Lui. Una nebbia fitta mi avvolge, così che mi rende quasi impossibile pregare ed essere fiducioso. E cosa che mi sta sconvolgendo, ho continue ed insistenti tentazioni contro la Fede, tanto che alla domanda: ” Chi è Gesù per me?” io non saprei dare risposta…l’unico appiglio per me è la mia forza di volontà che mi impone di non mollare; penso spesso: ” Infondo prima eri così convinto, e lo eri con ragionevolezza, perchè ora non dovresti più esserlo?” ma non riesco nemmeno più a capire dove vado, mi sembra davvero di aver perso la Fede…ma la mia volontà è ferma e sicura che non posso lasciare perdere così il tesoro trovato nel mio campo…
Ancora cerco di fronteggiare l’angoscia attraverso dimostrazioni sull’esistenza di Dio ed effettivamente le trovo senza pecca…e allora cosa mi impedisce di fare questo salto? il salto della fede?
In che rapporto sta il fatto che da una parte sono sicuro della mia fede e la voglio difendere a tutti i costi, mentre dall’altra parte si desta continuo il sospetto e la sensazione di non poter trovare via d’uscita?
E’ una situazione che non mi lascia tregua, non mi permette di concentrarmi su altro…Gesù Cristo era tornato ad essere la mia vita, perchè mi devono venire sospetti sulla Sua Divinità?
L’unico aspetto che mi dà conforto è aver trovato molte testimonianze di santi che definiscono questo terribile tormento come la “notte oscura della fede”, comune a San Giovanni della Croce, Santa Teresa D’Avila, Santa Faustina Kowalska, Madre Teresa e chissà quanti altri….
Ti prego caro Padre Angelo, dammi uno dei tuoi luminosi consigli, è impossibile nella mia umana limitatezza far fronte al paradosso di voler donarmi in totalità a Cristo e contemporanemente sospettare e dubitare di Lui.
Per quanto adesso possano aver valore le mie preghiere, chiederò che il tuo servizio al prossimo venga benedetto e chiedo invece una preghiera da parte di chiunque lo desideri.
Un saluto, un abbraccio e aspetto con ansia la tua risposta,
A.


Risposta del sacerdote

Caro A.,
1. mi stupisco che così in fretta sia calata la notte oscura nella tua vita.
In genere Dio all’inizio trae con legami di bontà e dolcezza. Solo in seguito porta ad unione più stretta che passa attraverso l’esperienza della notte oscura.
Mi son detto: può darsi che il Signore con A. voglia bruciare le tappe!
E non sarebbe affatto male.
Del resto non ha fatto così anche con la tua conversione?

2. La cosa più bella che posso dirti però è questa: che stai rispondendo come si deve al Signore che ti chiede di passare attraverso la notte oscura.
Perché la costante che vediamo nei santi è stata questa: il desiderio bruciante di Dio, senza provare tuttavia nessun fervore sensibile. E nello stesso avevano un’adesione assoluta alla sua volontà.
Per questo ti dico di andare avanti così: stai facendo, senza accorgertene. grandi guadagni nel progresso della vita spirituale.
A te, forse, pare di perdere tutto. Invece è tutto il contrario (questo a condizione che non compaia il peccato grave nella tua vita. Ma non mi pare che sia così).

 

3. Il riferimento alle certezze che hai avuto precedentemente è provvidenziale. Il Signore ti preparava ad avere una fede solida in vista del momento presente, perché non fossi provato al di là delle tue forze.

 

4. Ti consiglio di fare delle buone letture che senz’altro, almeno sul momento, risvegliano qualcosa.
Ma se si tratta di notte oscura, nel senso in cui se ne parla in teologia spirituale, queste consolazioni durano poco perché ben presto si dimentica tutto a motivo delle prove.
La lettura del Diario di Santa Faustina Kowalska ti può aiutare molto. Quello che il Signore dice o fa sperimentare a lei è quanto nel momento in cui leggi vuole dire a te perché sia la tua esperienza.

 

5. Nello stesso tempo non mettere in discussione la chiamata che il Signore ti ha fatto sentire. Continua a dirgli che vuoi essere tutto suo, anche nella radicalità della vita, seguendo Lui vergine, povero, obbediente.
È un grande onore per te essere chiamato ad un’intimità simile. Stai certo che il Signore tiene nel debito conto tutte le tue preghiere e vuole realizzare alla perfezione quanto sta suscitando in te nelle aspirazioni e nelle opere.

 

Adesso scendo per la Messa nella quale occuperai un posto tutto singolare.
Ci tengo molto alla tua  vita e alla tua chiamata.
Sono molti quelli che hanno bisogno di te per non perdersi eternamente.
Ti assicuro anche la mia costante preghiera e ti benedico.
Padre Angelo


Quesito

Caro Padre Angelo,
Vedi caro Padre, se c’è una speranza che mi anima è solo quella di poter gustare un giorno la piena intimità con Dio, anche se probabilmente non potrà mai avvenire in questa vita. E questa speranza però porta una sofferenza indicibile nell’anima, perchè non è appunto un dolore sensibile a cui si può dar sfogo, ma è un senso di smarrimento, di abbandono in cui non si può che rimanere passivi. E mi dà profondo dispiacere desiderare Gesù con tutto me stesso ed essere tentato di non credere a lui.
Ma sia fatta la Sua volontà. Spesso però riesco seppure in minima parte a penetrare con la mente in questo processo: forse il Signore vuole davvero purificarmi e farmi passare da un fervore sensibile ad un fervore spirituale… e questa notte è indispensabile, forse anche perchè vuole rendermi più umile e più fiducioso nel suo disegno, dal momento che mi capita spesso di voler avere sempre il controllo razionale della mia vita…ma la vita spirituale si svolge nella dimensione sovrarazionale.
Beh scusami per questo ulteriore piccolo sfogo.
un saluto nella preghiera,
A.


Risposta del sacerdote

Caro A.,
1. è bello notare che in tanta oscurità il Signore ti ha lasciato una luce provvidenziale: quella di aver capito perché ti ha voluto tirar via la consolazione, il gusto o fervore sensibile della fede per portarti più in alto (anche se a te potrebbe apparire tutto il contrario).

2. Spogliandoti di questa consolazione, per la quale correvi il rischio di cercare Dio più per la tua consolazione che per i suoi amorevoli disegni, sta ponendo le premesse per un’unione più alta.
È vero che la perfetta intimità con Dio si raggiunge solo di là. Ma già di qua Dio sa realizzare con alcuni cose che gli uomini neanche si sognano.

3. Rimani fedele alla sua volontà. Continua a cercarlo, a pregare, ad essere fedele in tutto alle sue ispirazioni.

4. Non so quanto tempo possa durare questa prova dolorosa, che è paragonata ad un autentico purgatorio.
Un grande autore spirituale (il Cardinal Bona) dice che in S. Francesco di Assisi questa prova durò dieci anni, in S. Teresa diciotto, in S. Chiara di Montefalco quindici, in S. Caterina da Bologna cinque, in S. Maddalena de’ Pazzi, dapprima cinque e poi sedici anni.
Ma sii certo, sotto il profilo spirituale è il periodo dei più grandi guadagni, altamente meritori per te e per la Chiesa tutta.
Sii generoso nell’accettarli dalla mano del Signore. Abbiamo tutti bisogno di te, a cominciare dal sottoscritto.

Ti assicuro un particolare ricordo nella preghiera e nella S. Messa e ti tutto cuore ti benedico.
Padre Angelo