Quesito

Buonasera,
nella liturgia di alcuni giorni fa (sabato 1 giugno 2025) compariva, alla prima lettura, questo passo della Lettera di Giuda: Gd 1,17.20-25. Al di là della contestualizzazione, io vi chiedo cosa vuole insegnarci oggi una frase come quella dei vv. 22 e soprattutto 23: “Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore stando lontani perfino dai vestiti contaminati dal loro corpo”.
Grazie,
Elvira


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. a beneficio dei nostri visitatori riporto per intero il passo della lettera di Giuda Taddeo che ti ha colpito: “Ma voi, o carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo. Essi vi dicevano: «Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno secondo le loro empie passioni». Tali sono quelli che provocano divisioni, gente che vive di istinti, ma non ha lo Spirito.
Voi invece, carissimi, costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore, stando lontani perfino dai vestiti, contaminati dal loro corpo” (Gd 1,17-23).

2. Quest’ultimo versetto è presente in maniera diversa nei diversi codici.
La traduzione CEI li divide in due gruppi: “Gli indecisi” e “gli altri”.
La Bibbia di Gerusalemme li divide invece in tre e suona così: “Siate misericordiosi: gli uni, quelli che esitano, cercate di convincerli; gli altri salvateli, strappandoli al fuoco; gli altri infine portate loro una pietà timorosa, odiando perfino la tunica contaminata dalla loro carne”.

3. Seguendo tale classificazione il biblista Marco Sales, che è anteriore alla Bibbia di Gerusalemme, commenta nel seguente modo: “quelli che esitano tra la fede e l’errore (costituiscono il primo gruppo  e sono quelli che la Bibbia CEI chiama indecisi), convinceteli”.

4. Il secondo gruppo “comprende i cristiani che corrono il più grande pericolo di cadere nell’eresia e nell’apostasia. Essi sono come chi si trova in mezzo al fuoco dove certamente si brucia e si muore se non si viene soccorsi.
Con questi si deve tentare ogni mezzo per salvarli come si fa con una persona che è circondata dalle fiamme”.
Secondo la Bibbia di Gerusalemme questo fuoco è il castigo finale descritto da San Pietro in 2 Pt 3,7.10,12.

5. Il terzo gruppo è costituito “da quei cristiani che, benché già attaccati dall’errore, non sono ancora ridotti all’estremo come quelli del gruppo precedente. La loro colpa è dovuta più a ignoranza e a debolezza che non a malizia. Con questi si deve avere compassione e usare dolcezza e carità nel cercare di convertirli. La compassione però deve essere accompagnata dalla più grande prudenza, anzi dal timore di restare contaminati, e cioè sedotti, nel conversare con loro. Questa tunica degli eretici e carnale, o meglio è contaminata dalla carne, ossia dalla libidine e dalle passioni carnali. Giuda allude a quanto la legge prescriveva riguardo ai lebbrosi (Lv 13,47), le vesti dei quali dovevano essere bruciate per evitare ogni pericolo di contagio”.

6. Seguendo la traduzione della CEI il primo e il secondo gruppo si accorpano. Per questo gli indecisi non solo vanno convinti ma anche salvati con tutti i mezzi.

7. Nel frattempo Giuda esorta a costruire se stessi “sopra la santissima fede”, vale a dire a costruire l’edificio della propria vita spirituale sulla fede predicata dagli apostoli.
Questa fede viene detta santissima per il suo oggetto (le realtà salvifiche che ci sono state rivelate e comunicate), per il suo autore (Dio) e per l’obiettivo al quale tende (la salvezza e la vita eterna).
Per conservare questa fede è necessario pregare con l’aiuto dello Spirito Santo ed è ugualmente necessario conservare la carità.
Ti ringrazio avermi dato la possibilità di rendere più comprensibili le parole di Giuda Taddeo.
Ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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