Quesito
Pace padre,
potrei chiederti un chiarimento sul soggetto che schiaccerà il calcagno al demonio in Genesi 3,15, in particolare perché alcuni padri attribuiscono questo atto a Cristo, la progenie, mentre altri alla Vergine santa.
I testi ebraici danno riferimento a lui, mentre i testi tradotti alla Vergine.
Potresti dare una spiegazione più esauriente di questa discrepanza e di come effettivamente rispondere senza risultare semplicemente dogmatici.
Ti ringrazio.
Martin
Risposta del sacerdote
Caro Martin,
1. il testo al quale fai riferimento viene comunemente chiamato il protovangelo e cioè il primo annuncio del Vangelo, della buona novella.
Riporta le parole di Dio dette al serpente, impersonificazione del demonio, subito dopo il peccato originale:
Eccolo nella traduzione italiana: “Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno»” (Gn 3,5).
2. Tutta la discussione nasce dal pronome “questa”. Secondo la lingua italiana questa è la stirpe della donna. E più precisamente è Gesù Cristo.
Nel testo latino questo pronome è al femminile: “Ipsa”.
Mentre nel testo ebraico è al maschile: “Ipse”.
“Ipse” (egli) fa chiaro riferimento alla stirpe di lei, cioè a suo figlio, Gesù Cristo.
“Ipsa” invece mette in maggiore evidenza l’azione della donna che viene annunciata e cioè la Madonna.
3. Secondo il biblista Marco Sales, che fu maestro del sacro palazzo, in altri termini colui che oggi viene chiamato il teologo della casa pontificia, “la questione non è grande importanza poiché sia la lezione della vulgata Latina sia la lezione del testo ebraico per il senso si accordano perfettamente. L’una e l’altra infatti annunziano la vittoria definitiva del redentore sul demonio; mentre però il testo ebraico mette maggiore evidenza l’azione di Gesù Cristo, la vulgata mette in maggiore evidenza l’azione di Maria Santissima, che con Gesù ha cooperato alla redenzione del mondo. Ad ogni modo è certo che se Maria Santissima ha schiacciato il capo del serpente, lo ha schiacciato per mezzo del suo Figlio Gesù, il quale è il vero debellattore e trionfatore di Satana, e se fu preservata dalla colpa di origine fu per i meriti di Gesù Cristo morto sulla croce”.
4. Il medesimo biblista va avanti e scrive: “Il serpente, strisciando per terra, può insidiare e mordere il calcagno dell’uomo, ma l’uomo, che cammina diritto, può ad esso schiacciare la testa.
Applicate a Gesù Cristo queste parole significano che egli vincerà il demonio con la debolezza e l’infermità della natura umana assunta. Il calcagno significa appunto la natura umana. Il demonio per mezzo dei suoi ministri farà mettere a morte Gesù Cristo, ma la morte di Gesù Cristo sarà la sconfitta del demonio e la liberazione dell’uomo.
Con Gesù Cristo e per mezzo di Gesù Cristo, anche il genere umano vincerà il demonio schiacciandoli il capo”.
5. Scrive ancora Marco Sales a proposito della “tua stirpe”: “Stirpe del serpente sono a tutti gli angeli perversi, i quali seguirono Lucifero nella ribellione contro Dio. Altri pensano che si debbano racchiudere anche gli uomini peccatori, ma ciò non sembra probabile.
Stirpe della donna non possono essere i semplici figli di Eva, i quali furono ben lungi dall’essere sempre opposti al demonio, ma solo Gesù Cristo, il quale, essendo stato concepito senza concorso di uomo, può essere chiamato per eccellenza stirpe della donna e per di più schiacciò veramente il capo al serpente”.
6. Prosegue Marco Sales: “Si osservi che tra la donna e il serpente viene annunciato lo stesso odio che c’è tra la stirpe dell’uno e la stirpe dell’altra; e perciò se tra Gesù Cristo e il demonio vi fu tale opposizione che escluse qualsiasi anche minima connivenza tra l’uno e l’altro, si dovrà dire che simile opposizione sia pure esistita tra la donna e il serpente, il che senza dubbio non sarebbe stato qualora Maria Santissima per i meriti di Gesù Cristo non fosse stata preservata immune non solo da ogni colpa attuale, ma anche dalla colpa originale”.
Qui viene fatto riferimento alla bolla Ineffabilis Deus con la quale il beato Papa Pio IX ha proclamato l’Immacolata concezione di Maria, e cioè che Maria fin dal primo istante della sua esistenza è stata liberata dal peccato originale.
7. La Bibbia di Gerusalemme in termini più stringati scrive: “La traduzione greca, cominciando l’ultima frase con un pronome maschile, attribuisce questa vittoria non alla discendenza della donna in generale ma a uno dei figli della donna: è così preparata l’interpretazione messianica già presente nella tradizione ebraica antica, ripresa poi ed esplicitata da molti Padri della Chiesa. Con il Messia, sua madre è implicata, e l’interpretazione mariologica della traduzione latina ipsa conteret (lei schiaccerà) è divenuta tradizionale nella Chiesa”.
Ringrazio di avermi portato su questo importante argomento.
Ti benedico, ti ricordo nella preghiera e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo
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