Quesito

Carissimo e gentilissimo padre Angelo,
spero come sempre che questa mia mail ti trovi bene e sereno.
Due ragazze sono state convinte e confuse da un sacerdote che pubblicamente ha dichiarato che Papa Francesco non era vero Papa. E conseguentemente, immagino anche Papa Leone. 
Mi interrogavo se fossero cadute nello scisma e nella scomunica latae sententiae.
Questo sacerdote nel frattempo si è appellato ad un giudice superiore e dice che pertanto non può essere considerato scismatico o scomunicato fino a quando non ci sarà la risposta.
Io e altri ci domandiamo se queste due ragazze debbano essere considerate scomunicate perché sono state traviate e sono in buona fede mancano loro (per fortuna).
Noi abbiamo già detto loro che è peccato grave ricevere sacramenti da sacerdoti scomunicati. 
Loro sono e vogliono restare cattoliche, infatti avendogli accennato la questione “scisma” sono sorprese.
Ti garantisco la recita per tre giorni da oggi delle Litanie Domenicane, per il tuo bene e le tue personali intenzioni.
Che Dio ti benedica sempre e grazie per la benedizione che manderai su di me, e magari anche su di loro.
A presto,


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Il sacerdote di cui parli, indipendentemente dal fatto che sia scomunicato, tuttavia è sospeso a divinis.
Questa sospensione gli proibisce di celebrare la Messa.

2. Pertanto per ora il problema non riguarda il suo essere scomunicato o scismatico.
Finché non c’è una condanna definitiva non può essere considerato tale.
Di fatto però è sospeso a divinis per le affermazioni che ha fatto, di cui gli è stata chiesta la ritrattazione.

3. Tale sospensione impedisce ai fedeli di partecipare alla loro Messa qualora venisse celebrata.
Ne segue che i fedeli che partecipano alla loro Messa, consapevoli della pena comminata dalla Chiesa, commettono essi stessi peccato.

4. San Tommaso  si chiede se “se sia lecito ricevere la comunione da sacerdoti eretici, scomunicati o peccatori, e ascoltare la loro messa.
Il sacerdote di cui parli rientra tra i cosiddetti “peccatori”. È pubblico peccatore perché il peccato è manifesto ed è manifesta anche la pena che gli è stata comminata.

5. Ecco la risposta: “I sacerdoti che siano eretici o scismatici o scomunicati o anche peccatori, sebbene abbiano il potere di consacrare l’Eucaristia, tuttavia lo esercitano illecitamente e peccano esercitandolo. Ora, chiunque comunica con un altro nel peccato, ne viene a condividere la colpa, cosicché San Giovanni parlando dell’eretico afferma: “Chi lo saluta partecipa alle sue opere malvagie” (2 Gv 11). Quindi non è lecito ricevere la comunione dai suddetti sacerdoti né ascoltare la loro Messa” (Somma teologica, IIII, 82,9).

6. Illecitamente significa: compiendo peccato mortale. Si tratta infatti di una disobbedienza grave ad un precetto della Chiesa.
San Tommaso aggiunge che rifuggendo dall’ascoltare la Messa di tali sacerdoti o dal ricevere la Comunione dalle loro mani, non si rifugge dai sacramenti di Dio, ma piuttosto li si rispetta. Mentre non vi è alcun dubbio sulla validità della consacrazione, si rifugge però dalla colpa di chi celebra o amministra indegnamente il sacramento (cfr. Ib., ad 1).

7. Conseguentemente sono tenute ad accostarsi alla confessione sacramentale, accusando questo peccato, prima di fare la Santa Comunione.
Ti ringrazio di cuore per la preziosissima preghiera che hai fatto per me recitando per tre giorni consecutivi le litanie domenicale.
Con l’augurio di riportare queste due sorelle all’unità della Chiesa cattolica, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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