Quesito

Caro Padre Angelo,
nelle prime comunità cristiane l’eucarestia veniva celebrata senza l’intervento di sacerdoti consacrati,  come è avvenuto in seguito, bastante la guida di persone indicate dagli Apostoli o dalla comunità. E come ebbe a stigmatizzare San Paolo la condivisione del corpo e sangue di Cristo avveniva durante incontri conviviali in cui non si faceva risparmio di vino. Poi, evidentemente per evitare  banalizzazioni e profanazioni dell’Eucarestia, la Chiesa nel frattempo gerarchicamente e dogmaticamente costituitasi ha regolamentato tale sacramento indicando le norme sia per poterlo consumare che per poterlo compiere. Ora gentilmente le domando:
considerate le tante eresie che si sono succedute nel corso della storia, frutto spesso di superbia intellettuale e desiderio di protagonismo, ci sono stati teologi che hanno ipotizzato un ritorno alla consacrazione del pane e del vino operato da semplici laici senza l’intervento di un sacerdote e soprattutto è teologicamente certo che questo non avrebbe valore?
Sappiamo che Gesù ha indicato di volere una Chiesa e nella successione apostolica una guida per il popolo di Dio, ma sappiamo anche come alcuni pseudo-teologi siano bravi nell’interpretare i Vangeli secondo il proprio interesse speculativo.
La ringrazio e mi scuso per l’astrusità della domanda.
Federico


Risposta del sacerdote

Caro Federico,
1. È vero che nella prima lettera ai corinzi (1 Cor 10,16) non si parla della presenza dei sacerdoti o presbiteri, ma questa presenza non è esclusa.
In contrario abbiamo forti testimonianze sulla necessità della presenza di persone che avessero il potere di fare quanto Gesù ha comandato quando ha detto: “Fate questo in memoria di me”.

2. Questo potere infatti il Signore non l’ha affidato a tutti, ma agli apostoli.
Non a caso S. Paolo chiama gli Apostoli: “Ministri di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio” (1 Cor 4,1).
Non dà ad altri questi titolo di riconoscimento.

3. Secondo l’Epistola agli Ebrei, non tutti sono sacerdoti in senso gerarchico, ma solo chi è chiamato da Dio a questo compito.
Si legge infatti: “Ogni sommo sacerdote, infatti, è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo” (Ebr 5,1-3).
E anche: “Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della Maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda, che il Signore, e non un uomo, ha costruito. Ogni sommo sacerdote, infatti, viene costituito per offrire doni e sacrifici: di qui la necessità che anche Gesù abbia qualcosa da offrire” (Ebr 8,1-3).

4. La Didaché, che è uno scritto della seconda metà del primo secolo),  subito dopo aver parlato della celebrazione dell’Eucaristia, dà il seguente avvertimento: “Eleggetevi dunque vescovi e diaconi degni del Signore” (15,1).
Come vedi, questo testo dà per scontato che l’Eucaristia sia presieduta da vescovi o diaconi (a quei tempi venivano chiamati diaconi anche i presbiteri).

5. La Lettera di S. Clemente. che è papa sempre nella seconda metà del primo secolo, paragona i vescovi e i diaconi ai sacerdoti e ai leviti dell’Antico Testamento e riconosce che hanno funzioni ufficiali proprie e prescrive di esercitarle con ordine e nei tempi stabiliti (Lettera ai Corinzi, 41-42).

6. Sant’Ignazio d’Antiochia che è vescovo nella seconda metà del primo secolo (muore infatti nel 107) è chiarissimo: “Sia ritenuta valida quell’Eucaristia che si celebra dal vescovo o da chi ne ha ricevuto autorità da lui… senza il vescovo non è lecito né battezzare, né celebrare l’agape” (Lettera alla Chiesa di Smirne, 8, i-a).
E ancora: “Chi ne ha ricevuto autorità dal vescovo non può essere che il sacerdote, perchè il diacono è soltanto il distributore (Lettera alla Chiesa di Filadelfia, 4).

7. La tradizione della Chiesa è unanime in questo senso.
Sicché contro le tesi protestanti il Concilio di Trento ha fissato in termini dogmatici la seguente dottrina:  “Se qualcuno dirà che con quelle parole: "Fate questo in memoria di me", Gesù Cristo non costituì sacerdoti gli Apostoli; o non ordinò che essi e gli altri sacerdoti offrissero il suo corpo e il suo sangue, sia scomunicato” (DS 1752).

8. Se alcuni laici ripetono al posto del sacerdote le parole consacratorie, non consacrano nulla perché non hanno la potestas divina che permette loro di agire in persona Christi.
Consacrerebbero quanto consacrano i pastori protestanti, e cioè niente.
Che nella chiesa primitiva si celebrasse l’eucaristia senza il sacerdote è tutto da dimostrare. Mentre è dimostrato il contrario.
Lo conferma la Tradizione persuasa di questa fede: che con le parole dell’ultima cena (fate questo in memoria di me) Gesù Cristo fa conferito solo agli apostoli e ai loro successori il potere di consacrare il pane e il vino e di convertirli nel corpo e nel sangue del Signore.
Diversamente l’Ordine sacro a che cosa servirebbe?

Ti ringrazio del quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo