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Quesito

Le scrivo per chiedere informazioni su cosa voglia dire e intendere quando si parla di “confessione generale”? Come già la Chiesa ci insegna ogni confessione assolve i peccati commessi; quindi, perché ci sarebbe il bisogno di ripetere al confessore peccati già assolti?
Inoltre, Le chiedo una delucidazione sulla possibilità di avere l’indulgenza plenaria con la recita del Santo Rosario è possibile sempre? 
Nel ringraziarLa per il suo prezioso contributo di aiuto alla cresciuta della nostra fede, le auguro un profondo cammino d’avvento! 
Alessio 


Risposta del sacerdote

Caro Alessio, 
1. per confessione generale si intende la ripetizione di tutte o di molte confessioni fatte nella vita precedente.

2. La confessione generale a seconda dei casi può essere nociva, utile o anche necessaria.

3. È nociva alle persone scrupolose. Ad esse va impedito di farle. Anzi lo si deve esplicitamente proibire.
Non lo si deve concedere neanche una volta perché per loro sarebbe dannoso. Aprirebbe un vortice di disperazione.

4. La confessione generale in alcuni casi può essere utile. Non già per mettere in discussione la validità delle confessioni precedenti, ma per stimolare una contrizione più grande e per un atto di umiltà nel considerare i molti peccati e le tante incorrispondenze alla grazia.
In genere viene suggerita per quelli che iniziano uno stato nuovo di vita come ad esempio il matrimonio, la vita consacrata oppure prima di ricevere l’ordine sacro (diaconi, sacerdoti e vescovi).
Il vecchio codice di diritto canonico la prevedeva secondo il giudizio prudente del confessore per i postulanti e per coloro che iniziano il noviziato.
Il codice attuale non dice nulla.

5. Può essere fatta anche in altre circostanze particolari come ad esempio negli esercizi spirituali.
Quando si fa durante gli esercizi la confessione generale può essere limitata al tempo degli ultimi esercizi spirituali.
Alcuni la fanno anche in occasione di alcuni anniversari come il 25º di matrimonio o di sacerdozio, oppure per il raggiungimento di una determinata età. Papa Giovanni ne fece una quando compie ottant’anni.
Può essere fatta anche quando si vede che la vecchiaia avanza e che si potrebbe essere chiamati a comparire davanti a Cristo da un momento all’altro.

6. La confessione generale è necessaria invece quando si è di ritorno da una vita sacramentale disordinata, nella quale tante confessioni potrebbero essere state un sacrilegio perché volontariamente si sono taciuti peccati gravi.
Oppure anche in occasione della conversione da una vita di fede mediocre o pressoché nulla ad una vita più fervente.

7. Anche per la confessione generale vale il criterio che non deve andare per le lunghe. I teologi medievali dicevano che deve essere “accelerata”.  Diversamente può capitare che il sacerdote debba interromperla a motivo delle urgenze del suo ministero e anche perché non diventi un supplizio per il confessore o anche per il penitente.

8. Cerca il Rosario e l’indulgenza plenaria ha detto che questa si prende solo a determinate condizioni: se il Santo Rosario viene recitato in un oratorio oppure in famiglia.

Ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera. 
Padre Angelo