Quesito

Saluto in Cristo!
Caro Padre Angelo,
Sto adesso in Inghilterra dopo aver trascorso un pò di tempo in Italia. Ora vedo che i matrimoni misti e interreligiosi in questo paese sono molto comuni. Da cattolico vorrei aiutare i miei amici cattolici e incoraggiarli di sposarsi in Chiesa perche’ spiegando un pò di cose ho scoperto che tutti ricevono la comunione senza essere consapevole che sono in  peccato mortale.
Altri considerano che Dio sa bene la loro situazione e visto la difficolta’ di portare i loro mariti o le loro moglie in Chiesa per il sacramento di matrimonio, pensano di essere in grazia di Dio. Parlo sopra tutto di questa mia amica che e’ sposata in comune con un ateo. Lei da 20 anni, riceve la comunione perché pensava che era impossibile il matrimonio in Chiesa. Cosa devo fare per aiutarla? Lei vuole sposarsi in Chiesa ma non sa cosa fare per convincere il suo marito di fare questo sacramento in chiesa gia che lui non crede sui sacramenti, su Dio etc.  Intanto le ho detto di non ricevere piu’ la comunione ma di pregare molto per il suo marito. La ringrazio!
PS: (Chiedo di correggere la mia grammatica perche non sono italiano)
Giovanni


Risposta del sacerdote

Caro Giovanni,
1. la Conferenza episcopale italiana in un documento del 25 agosto 2000 ha approvato un testo condiviso con i valdesi sul problema dei matrimoni misti, e cioè di battezzati di cui uno non appartiene alla Chiesa cattolica.
Per estensione, quanto è stato approvato in questo documento, vale –almeno come linea ispiratrice – anche per i matrimoni contratti con cristiani di altre confessioni.

2. Di per sé la cosa migliore sarebbe quella di attuare un matrimonio in Chiesa con la dispensa dell’Ordinario del luogo secondo quanto prescrive il Codice di diritto canonico.
Ecco la normativa:
Can. 1124 – Il matrimonio fra due persone battezzate, delle quali una sia battezzata nella Chiesa cattolica o in essa accolta dopo il battesimo e non separata dalla medesima con atto formale, l’altra invece sia iscritta a una Chiesa o comunità ecclesiale non in piena comunione con la Chiesa cattolica, non può essere celebrato senza espressa licenza della competente autorità.
Can. 1125 – L’Ordinario del luogo, se è una causa giusta e ragionevole, può concedere tale licenza; ma non la conceda se non dopo il compimento delle seguenti condizioni:
1° la parte cattolica si dichiari pronta ad allontanare i pericoli di abbandonare la fede e prometta sinceramente di fare quanto è in suo potere perché tutti i figli siano battezzati ed educati nella Chiesa cattolica;
2° di queste promesse che deve fare la parte cattolica, sia tempestivamente informata l’altra parte, così che consti che questa è realmente consapevole della promessa e dell’obbligo della parte cattolica;
3° entrambe le parti siano istruite sui fini e le proprietà essenziali del matrimonio, che non devono essere escluse da nessuno dei due contraenti”.

3. Il Codice prevede anche il caso che questo non si possa attuare.
E allora dice:
Can. 1127
§ 2. Qualora gravi difficoltà si oppongano alla osservanza della forma canonica, l’Ordinario del luogo della parte cattolica ha il diritto di dispensare da essa in singoli casi, previa consultazione, però, dell’Ordinario del luogo in cui viene celebrato il matrimonio, e salva, per la validità, una qualche forma pubblica di celebrazione; spetta alla Conferenza Episcopale stabilire norme per le quali la predetta dispensa venga concessa per uguali motivazioni”.

4. La Conferenza episcopale italiana in riferimento a questi ultimi casi prevede che si possa celebrare il matrimonio in forma civile ad alcune condizioni.
Eccole:
“31. La celebrazione in sede o forma civile
La celebrazione in sede o forma civile di un matrimonio misto interconfessionale consiste nell’espressione del consenso non di fronte a un ministro dell’una o dell’altra Chiesa, bensì di fronte all’ufficiale dello stato civile.
32. Il matrimonio in forma civile per la Chiesa cattolica
Per la Chiesa cattolica, la suddetta celebrazione non è esclusa nell’ampia formulazione del can. 1127. n. 2, (…).
La possibilità della celebrazione in forma civile di un matrimonio misto interconfessionale tra una parte cattolica e una parte valdese o metodista è ora ammessa per tutte le diocesi italiane dal Testo comune (3.3 c).
La parte cattolica deve ottenere dall’Ordinario diocesano la prescritta dispensa, in modo che il matrimonio celebrato nella forma civile, in forza del battesimo, sia per essa valido e perciò stesso sacramento.
La parte cattolica viene esortata a prepararsi adeguatamente attraverso il sacramento della riconciliazione e la comunione eucaristica.
33. Precisazione
Per quanto attiene alla celebrazione del matrimonio davanti all’ufficiale dello stato civile è necessario precisare e quindi spiegare, specialmente ai fedeli cattolici, che questa forma di matrimonio non è matrimonio «civile» nel senso generalmente inteso dai cattolici, ma è un matrimonio «in forma civile».
Il matrimonio «civile», nel senso generalmente inteso dai cattolici, è quello contratto da due fedeli che non vogliono o non possono sposarsi «in chiesa» e quindi si sposano «in municipio», per cui questo matrimonio avviene in disaccordo con la loro Chiesa che non lo ritiene valido.
Quando, invece, il matrimonio «in forma civile» avviene con il consenso della Chiesa cattolica, esso è valido ed è sacramento”.

4. Allora alle persone sposate civilmente con un coniuge non cattolico devi dire come prima cosa che – prima di fare la Santa Comunione – vadano a confessarsi e di attenersi alle indicazioni che darà il confessore.
Probabilmente anche in Inghilterrra saranno analoghe a quelle disposte dalla Conferenza episcopale italiana nelle quali si richiede sempre il consenso dell’Ordinario del luogo.
Questo è necessario perché il matrimonio sia fatto nel Signore (1 Cor 7,39), cioè tra cristiani (cfr. BJ).
Sant’Ignazio di Antiochia (del secondo secolo) precisa: “È dovere degli sposi e delle spose stringere la loro unione con la approvazione del vescovo, affinché il matrimonio sia secondo il Signore e non secondo la concupiscenza” (Lettera a Policarpo, 5,2).

5. Non sarà difficile regolarizzare la loro situazione.
In tutte queste cose la Chiesa è per i suoi figli sempre madre e non matrigna.

6. Il trincio che deve orientare in tutta la discussione è questo: che la Santa Comunione deve essere sempre fatta in grazia di Dio.

7. Ora uno dei problemi più grossi che emergono dalla tua mail è che tutte queste persone non solo vanno tranquillamente alla Comunione, ma non si preoccupano minimamente di confessarsi.
Ma il primo passaggio deve essere fatto qui.
Per questo ti dicevo: esorta queste persone alla confessione. Lì, in confessione, dichiarando la loro situazione, finalmente si metteranno sulla strada per ricevere le indicazioni necessarie per fare tutto in maniera ordinata e secondo Dio.

Non ho corretto la tua mail perché  si comprende benissimo.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo