Quesito
Caro Padre Angelo,
volevo chiederLe una cosa che non ho trovato sul sito (o non ho saputo cercare, probabile, anche se non credo).
Oggi siamo stati a Messa e mia mamma, che si sta riavvicinando da poco, mi ha fatto una domanda sul Vangelo di oggi. Specialmente su questa parte: “Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse:Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! E ai colli: Copriteci! Perché, se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”.
Che cosa significano queste parole?
La ringrazio tanto del tempo che vorrà dedicarmi e la ricordo nelle mie preghiere.
Cordialmente
Salvatore
Risposta del sacerdote
Caro Salvatore,
1. Gesù chiaramente fa riferimento a ciò che accadrà a Gerusalemme quando i romani la cingeranno d’assedio e faranno fare agli abitanti di quella città una fine orrenda.
Tutto questo sia stato narrato da un testimone del tempo, un ebreo di nome Giuseppe che poi passo dalla parte dei romani assumendo il nome romano di Flavio.
Per questo viene chiamato Giuseppe Flavio. Nella sua opera intitolata “La guerra giudaica” descrive nei più minuti dettagli fatti raccapriccianti. Ridotta alla fame, quella gente mangiava la carne dei propri figli.
Questo avvenne nell’anno 70 dell’attuale era e pertanto 37 anni dopo la condanna a morte di nostro signore. Per questo Gesù fa riferimento non soltanto alle donne che si trovavano davanti a lui. ma anche ai loro figli.
2. Ti trascrivo il commento di Marco Sales, grande biblista domenicano: “Gesù non condanna il loro pianto, ma alla sua mente si presenta tutto l’orrore dell’eccidio di Gerusalemme ormai prossimo e inevitabile e le invita a piangere sulla sventura che sta per toccare sia ad esse sia ai loro figli.
Durante l’assedio di Gerusalemme verrà considerata come grande fortuna la sterilità, che ora è segno di obbrobrio: perché le sterili non vedranno accresciuto il loro dolore dagli strazi che subiranno i figli.
I mali che soffriranno saranno così gravi da far loro invocare una morte orrenda e repentina pur di esserne liberate.
Le parole che fanno riferimento al legno verde e al legno secco vogliono dire: se io (Gesù) giusto e innocente (il legno verde, ricco di foglie e di frutti e simbolo del giusto, come emerge dal Salmo 1,3 e da Geremia 17,8) vengo trattato così duramente e assoggettato a tanti mali, quali castighi non saranno riservati a voi Giudei (legno a secco) colpevoli di sì grandi delitti?”.
3. Ed ecco che cosa trascrive San Tommaso d’Aquino nell’opera intitolata Catena aurea, nella quale riferisce il pensiero di santi padri o di commentatori autorevoli:
“Egli invita coloro che piangono su di lui a rivolgere il loro sguardo ai mali futuri e a piangere su di essi (piangete se voi stesse e sui vostri figli). Significando che in futuro le donne sarebbero state private dei loro figli; infatti, con lo scoppiare della guerra nella terra dei Giudei molti periranno simultaneamente, sia piccoli che grandi.
Perciò segue: “poiché verranno giorni nei quali si dirà: beata le sterili e i grembi che non avranno generato e le mammelle che non avranno allattato”. Cioè, quando le donne in modo crudele, arrostiranno i loro figli e il ventre che aveva generato in modo doloroso, avrebbe ricevuto di nuovo il suo frutto.
Con questi giorni egli significa il tempo dell’assedio e della prigionia che piomberà su di loro da parte dei romani, dei quali in precedenza aveva detto “guai alle donne incinte e che nutriranno in quei giorni” (Mt 24,19).
Ora è naturale, sotto il pericolo imminente della prigionia da parte del nemico, cercare rifugio in luoghi alti e occulti in cui gli uomini si possono nascondere; per cui dice: “Allora cominceranno a dire ai monti: cadete su di noi e ai colli copriteci”. Infatti Giuseppe Flavio riferisce che mentre i romani premevano, i Giudei facevano a gara di rifugiarsi nelle caverne dei monti e nelle spelunche dei colli.
“Perché si trattano così legno verde, che avverrà del legno secco?”. Egli chiama se stesso legno verde e noi legno secco, perché egli ha in se stesso la forza della divinità, noi invece che siamo dei semplici uomini, ci chiamiamo legno secco.
Come se dicesse ai Giudei: se i romani si sono accaniti in modo così feroce contro di me legno fruttifero, sempre verde, che cosa non faranno contro di voi, un popolo che è un legno secco, privo di qualsiasi virtù vivificante e che non porta alcun frutto? Oppure, come se dicessi a tutti: se io che non ho commesso nessun peccato, chiamato legno della vita, non esco dal mondo senza il fuoco della passione, quale tormento aspetterà coloro che sono senza frutto?”.
Ti ringrazio per il ricordo nelle preghiere che contraccambio di cuore.
Ti benedico e ti auguro una Settimana Santa ricca di grazia e di buoni frutti.
Padre Angelo
