Quesito
Rev.mo Padre,
stante la Sua qualità di illustre esegeta delle Sacre Scritture, vorrei cortesemente sapere:
1) come, cronologicamente, sia possibile conciliare quanto si legge in Luca 23,43 : ” Gli rispose: in verità ti dico, oggi stesso sarai con me nel Paradiso” con quanto si legge in Giovanni 20,17: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Stante lo svolgersi degli eventi, i due assunti sarebbero cronologicamente inconciliabili.
2) Perché Gesù, prima di salire al Padre, è sceso agli inferi.
La ringrazio e la saluto con deferenza.
Gianni
Risposta del sacerdote
Caro Gianni,
1. il paradiso consiste nel vedere Dio faccia a faccia, nella visione beatifica come dice San Paolo in 1 Cor 13,12: “Allora invece vedremo faccia a faccia”. In altre parole, consiste nell’essere con Dio una cosa sola, nel possedere Dio.
L’accesso a questo paradiso era impedito dal peccato di Adamo.
Solo Cristo con la sua risurrezione l’ha aperto ed stato il primo ad entrarvi con la sua umanità.
Per questo Gesù disse alla Maddalena: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro” (Gv 20,27).
2. Prima della risurrezione di Cristo i giusti dell’Antico Testamento non potevano entrarvi.
Essendo tuttavia purificati da ogni peccato andavano nel cosiddetto “seno di Abramo”.
In questo seno di Abramo fu portato anche il povero Lazzaro della parabola evangelica.
Veniva chiamato seno di Abramo in senso figurato per indicare un luogo di riposo dove le anime dei giusti godevano della compagnia di Abramo, padre di tutti i credenti, aspettando che il Messia venisse ad aprire le porte del cielo.
Il seno di Abramo è quello che i teologi chiamano limbo.
3. A proposito delle parole dette da Gesù sulla croce al buon ladrone: “Oggi sarai con me nel paradiso” (Lc 23,43) M.J. Lagrange scrive: “Senza dubbio il buon ladrone aveva inteso, da ebreo, parlare del paradiso. Trasportando nel mondo superiore il paradiso terrestre i dottori ne facevano un luogo di delizie, dove le anime aspettavano l’estremo giudizio. Di fatto Gesù doveva ritrovarsi con ladrone perdonato tra i giusti dell’antico testamento, nel luogo chiamato dai cristiani il limbo” (L’Evangelo di Gesù Cristo, p. 561).
4. In questo limbo, detto anche seno di Abramo o paradiso, Gesù scese dopo la sua morte per consolare le anime degli antichi padri: “E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere” (1 Pt 3,19).
Lazzaro, poiché fruiva della divinità di Cristo, sotto un altro aspetto era già in paradiso, in cielo.
5. È questo il pensiero di San Tommaso: “Anche il buon ladrone quanto al luogo discese con Cristo negli inferi per essere con lui, poiché gli era stato promesso: “Sarai con me nel paradiso” (Lc 23,43).
Quanto al premioegli era già nel paradiso sin dall’ora, perché lì fruiva della divinità di Cristo come anche gli altri santi” (Somma teologica, III, 52,4, ad 3).
6. Del resto anche “gli altri santi” e cioè i giusti dell’Antico Testamento vedendo l’anima di Gesù unita alla sua divinità godevano della visione beatifica.
Scrive ancora San Tommaso: “Appena subita la morte, l’anima di Cristo discese immediatamente negli inferi e portò ai santi in esso racchiusi il frutto della sua passione: tuttavia essi non ne uscirono fino a che il Cristo vi rimase, poiché la sola presenza di Cristo portava al colmo la loro gloria” (Ib., III, 52,5, ad 3).
7. Per cui parlando del “paradiso spirituale che si identifica con la gloria di Dio” San Tommaso dice che “è di questo paradiso che il Signore parlò al ladrone, perché appena terminata la passione sia lo stesso ladrone, sia tutti coloro che erano nel limbo dei padri, videro Dio per essenza” (Commento alle sentenze di Pietro lombardo, III, dist. 22, q. 2, a.1, sol. 3).
Sicché, pur non essendo ancora in paradiso, già lo godevano.
8. Questo è il parere di San Tommaso. Non è tuttavia un dogma di fede.
Per cui non è sbagliato pensare che Nostro Signore abbia fatto vedere la gloria della sua anima, ma non ancora la sua divinità.
Così anche ciò che ha scritto M.-J. Lagrange è sostenibile sotto il profilo teologico.
9. Cristo poteva entrare direttamente in paradiso subito dopo la sua morte.
Ma volle prima andare a consolare quelli che lo attendevano “nel seno di Abramo” per portarli con sé in paradiso.
Con l’augurio di ogni bene e di un sereno proseguimento del tempo pasquale, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
