Quesito
Buonasera,
sono un cattolico da sempre e negli ultimi anni è cresciuta moltissimo la mia sete di spiritualità anche se contemporaneamente sono aumentati i dubbi e la paura di non avere compreso bene la parola di Dio e cosa si aspetta da me. Durante il periodo della pandemia si sono avvicinati alla mia famiglia dei testimoni di Geova che si sono proposti di illuminarci su quanto scritto nella Bibbia. Speravamo che questa fosse una buona occasione (anche perché mi sentivo forte della mia fede) ma sono arrivati soprattutto tanti dubbi e molta confusione. Vorrei conoscere meglio Dio e sono intenzionato a fare il possibile al netto delle mie capacità ma nel frattempo spero possiate fornirmi alcuni chiarimenti.
1) È vero che in nessuna parte della Bibbia si dice che Dio è uno e trino?
2) È vero che dalla Bibbia si può inequivocabilmente dedurre che dopo la morte, in attesa della resurrezione, siamo come addormentati e che il concetto di anima non compare nella Bibbia ma è un retaggio “pagano”?
3) È vero che Dio non vuole che si preghi nessun altro che Lui (quindi non gradisce le preghiere alla Madonna)? e che non è bene pregare dinanzi a un crocifisso perché si tratterebbe di idolatria?
Al momento mi vengono in mente queste questioni e spero in una vostra risposta. Nel frattempo vi ringrazio per tutto quanto fate e che percepisco come preziosissimo.
Cordialmente
Gianni
Risposta del sacerdote
Carissimo,
sono passati degli anni del termine della pandemia. Un po’ di attenzione ai testi sacri che vengono letti durante la Messa ti avrebbe aiutato a trovare la risposta.
Per le domande che mi hai posto sarebbe stato sufficiente cliccare sul motore di ricerca del nostro sito e avresti trovato abbondanza di risposte. L’abbiamo messo apposta proprio per facilitare i visitatori e anche per facilitare me.
In ogni caso, ecco la risposta.
1. Circa l’affermazione che in nessuna parte della Bibbia si dica che Dio è uno e trino non ti vengono in mente le ultime parole di Gesù prima di salire al cielo: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20)?
Il nome indica la persona e qui le persone sono tre.
2. Sulla divinità del Figlio non ti sono venute in mente le prime parole del Vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Gv 1,1)?
“È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9).
3. Sulla divinità dello spirito Santo: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità” (Gv 16,13). Si parla di una persona: “Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me” (Gv 15,26).
Egli è un pronome personale.
4. In termini molto più semplici, è sufficiente ricordare che il Figlio è la Sapienza di Dio e lo Spirito Santo è l’Amore di Dio.
Ora la Sapienza di Dio e l’Amore di Dio sono grandi quanto è grande Dio.
Sono lo stesso e unico Dio.
4. Nella seconda domanda chiedi: “È vero che dalla Bibbia si può inequivocabilmente dedurre che dopo la morte, in attesa della resurrezione, siamo come addormentati”.
In tutti questi anni non ti sono mai venute in mente le parole di Gesù al buon ladrone: “In verità ti dico oggi sarai con me nel paradiso”.
Gesù non gli ha detto: “Oggi sarai addormentato con me”.
Ugualmente non ti sono venute in mente le parole di Gesù nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro? Di quest’ultimo si legge: “Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo” (Lc 16,22).
Nel prosieguo della parabola si parla del dialogo tra Abramo e il ricco epulone che è finito all’inferno.
Ugualmente del ricco epulone non viene detto che si è addormentato, ma che è finito all’inferno e che era ben vigile tra i tormenti e riesce a dialogare con Abramo!
Sulla sopravvivenza dell’anima chissà quante volte andando in chiesa avrai sentito queste parole: “Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio,
nessun tormento li toccherà” (Sap 3,1).
Infine nell’Apocalisse si parla ripetutamente delle preghiere dei santi in cielo: cfr. Ap 5,8: “I quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi” e Ap 8,4: “E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme alle preghiere dei santi”.
5. Circa la terza domanda: il Signore stesso, nella Sacra Scrittura, comanda di rivolgerci ai santi: “Andate dal mio servo Giobbe…, il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinché io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza” (Gb 42,8).
Nella Sacra Scrittura viene attestata l’intercessione dei santi in cielo, come appare evidente da 2 Mac 15,13-14. Giuda il maccabeo riferisce di “un sogno degno di fede, anzi una vera visione. La sua visione era questa: Onia, che era stato sommo sacerdote, uomo onesto e buono, modesto nel portamento, mite nel contegno, spedito ed elegante nel parlare, occupato fin dalla fanciullezza in tutto ciò che è proprio della virtù, con le mani protese pregava per tutta la comunità dei Giudei. Poi, allo stesso modo, era apparso un uomo distinto per età senile e maestà, circonfuso di dignità meravigliosa e piena di magnificenza. Presa la parola, Onia disse: «Questi è l’amico dei suoi fratelli, che prega molto per il popolo e per la città santa, Geremia, il profeta di Dio». E Geremia stendendo la destra consegnò a Giuda una spada d’oro, pronunciando queste parole nel porgerla: «Prendi la spada sacra come dono di Dio; con questa abbatterai i nemici»” (2 Mac 15,11-16). La Bibbia di Gerusalemme commenta: “Questa è la prima testimonianza di una credenza nella preghiera dei giusti defunti per i vivi”.
Ma i testimoni di Geova, come i protestanti, hanno tolto dal novero delle Scritture i libri dei Maccabei.
E, indipendentemente dal libro dei Maccabei, questa era la fede degli israeliti.
6. Mi dici che Dio non gradirebbe le preghiere della Madonna: ma è Dio stesso che ci comanda di andare a lei dicendo: “Figlio, ecco tua madre” (Gv 19,27) e Maria: “Donna, ecco tuo figlio” (Gv 19,26). I figli non domandano aiuto alla madre? E la madre, che in questo caso è così potente presso Dio, si disinteressa delle preghiere dei figli?
Sulle preghiere davanti al crocifisso: ma tu quando hai pregato davanti al crocifisso hai pregato il legno o colui che è rappresentato nel crocifisso?
Ma va ricordato ai testimoni di Geova che è Dio stesso che ha comandato di fare le immagini quando ho detto a Mosé: “Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita” (Nm 21,8-9).
7. Ma aldilà dei versetti, quando si discute con i testimoni di Geova, è necessario ricordare che non è lecito interpretare le Sacre Scritture a proprio talento perché si è soggetti ad errore, ma vanno interpretate come è sempre state interpretate. San Pietro dice: “Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio”.
I testimoni di Geova, come del resto anche i protestanti, in nome di che cosa accettano le Sacre Scritture? Perché le ha consegnate la Chiesa, che ha custodito la Tradizione (ciò che le era stato affidato).
Ma essi negano l’autorità della Chiesa e della Tradizione che ha consegnato loro le Scritture.
Non è una contraddizione?
I testimoni di Geova sono la peggiore deriva venuta fuori dal protestantesimo.
I protestanti, riconoscendo la Trinità e la divinità di Cristo, sono cristiani. I testimoni di Geova invece non lo sono proprio perché negano la divinità di Cristo e la Santissima Trinità.
Ti benedico e ti ricordo nella preghiera,
padre Angelo
