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Quesito

Caro padre Bellon,
buon Natale!
Sono ormai alcuni anni che, durante la predicazione dell’Avvento, sento dire che Maria, al saluto e all’annuncio dell’Arcangelo, avrebbe avuto un momento di dubbio, addirittura di "resistenza", accettando però subito la volontà di Dio sopra di lei.
Ora, secondo un’interpretazione corretta del dogma del peccato originale, una delle conseguenze del peccato adamitico è il continuo dubbio, la confusione intellettuale, la debolezza della fede, la tortuosità interiore della mente umana.
Maria è però l’Immacolata Concezione. Dunque il peccato originale non ha avuto influenza sull’integrità intellettuale della sua persona, salvo restando i limiti e l’ignoranza strutturali, creaturali, dell’essere umano anche nello stato di innocenza.
Non mi ricordo esattamente in quali autori (dovrei cercarli ma sto scrivendo di notte), lo stupore di Maria, il suo "non conosco uomo" è, più correttamente, interpretato come un "ho consacrato la mia verginità a Dio ed intendo perseverare lungo questa strada; che il mio divenire madre non vada contro la volontà divina, infrangendo il voto di verginità. Sarà questo annuncio venuto dal Cielo o no?". L’accettazione dell’annuncio sarebbe dunque successiva alla rivelazione celeste che Dio non intende rompere il voto di verginità, anzi!
Dunque l’atteggiamento di Maria non sarebbe frutto di paura, opposizione od interessi personali bensì di un più profondo desiderio e bisogno di non andare contro Dio, di servirlo in modo rigoroso.
Mi sembra che le prediche odierne spesso usino un linguaggio, in buona fede, un pò confuso e pericoloso, il quale rischia di non rendere esattamente la natura e le conseguenze (anche soteriologiche) dell’Immacolata Concezione. Insomma i fedeli rischiano di non intendere in cosa Maria è veramente "piena di Grazia".
Cosa ne pensa?
Che Dio la benedica, auguri!
Francesco Gabriele


Risposta del sacerdote

Caro Francesco Gabriele,
1. le parole proferite da Maria non manifestano un dubbio, ma una domanda.
Se avessero espresso un dubbio, avrebbe dovuto essere punita come Zaccaria. Questi, all’annuncio dell’Angelo che avrebbe avuto un figlio, rispose dicendo che era vecchio e sua moglie sterile.
Maria, come ben osservi, aveva già da tempo espresso il suo proposito di verginità.

2. A questo era stata spinta, oltre che da un’ispirazione divina, anche dal suo ardentissimo amore per il Signore.
Se tante donne e tanti uomini nel corso della storia hanno voluto amare Dio con cuore indiviso e scegliere lo stato di verginità o castità consacrata, come non pensare che questo sia avvenuto anche in Maria, il cui desiderio di stare unita al Signore senza distrazione superava quello non solo di tutti i vergini della storia, ma anche di tutti i martiri e i santi?
La pienezza di grazia, come giustamente rilevi,  ha portato la Madonna a questa scelta che la Chiesa festeggia il 21 novembre nella festa della Presentazione.

3. Ma anche un altro motivo avrebbe spinto la Madonna al proposito di verginità: la sua umiltà.
Questa umiltà ineguagliabile era frutto anch’essa della pienezza di grazia e quindi anche dei doni dello Spirito Santo di cui fu adornata in maniera eccelsa fin dal primo istante dl suo concepimento.
Sapeva che il Messia venturo non sarebbe stato semplicemente un grande uomo o un grande profeta. Le parole di Isaia erano chiare: “Sarà chiamato consigliere ammirabile, Dio forte, Padre per sempre e principe della pace” (Is 9,5).
Proprio per questo si ritenne indegna di correre verso la maternità del Messia. Nella sua umiltà ha lasciato che le altre ragazze in Israele corressero.
Non solo, ma al proposito di verginità a motivo di umiltà, spinse anche il  suo futuro sposo, che del resto Dio stava già preparando.

4. Nelle catechesi su Maria Giovanni Paolo II ha espresso più o meno i nostri stessi convincimenti.
Ha detto testualmente: “Si deve ritenere che a guidare Maria verso l’ideale della verginità è stata un’ispirazione eccezionale di quello stesso Spirito Santo che, nel corso della storia della Chiesa, spingerà tante donne sulla via della consacrazione verginale.
La presenza singolare della grazia nella vita di Maria, porta a concludere per un impegno della giovane nella verginità. Colma di doni eccezionali del Signore dall’inizio della sua esistenza, ella è orientata ad una dedizione di tutta se stessa – anima e corpo – a Dio nell’offerta verginale.
Inoltre, l’aspirazione alla vita verginale era in armonia con quella « povertà » dinanzi a Dio, a cui l’Antico Testamento attribuisce un grande valore. Impegnandosi pienamente in questa via, Maria rinuncia anche alla maternità, ricchezza personale della donna, tanto apprezzata in Israele. In tal modo «Ella primeggia tra gli uomini e i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza» (LG, 55). Ma, presentandosi a Dio come povera, e mirando ad una fecondità solo spirituale, frutto dell’amore divino, al momento dell’Annunciazione Maria scopre che la sua povertà è trasformata dal Signore in ricchezza: Ella sarà la Madre Vergine del Figlio dell’Altissimo. Più tardi scoprirà anche che la sua maternità è destinata ad estendersi a tutti gli uomini che il Figlio è venuto a salvare (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 501).

5. Sottolineo l’affermazione del Papa, che coincide con la tua: “al momento dell’Annunciazione Maria scopre che la sua povertà è trasformata dal Signore in ricchezza: Ella sarà la Madre Vergine del Figlio dell’Altissimo”.
Non solo, ma il suo desiderio di maternità spirituale sarà appagato in maniera inenarrabile quando ai piedi della croce Cristo la costituisce madre di tutti gli uomini nell’ordine della grazia.

Ti saluto.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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