Quesito

Caro Padre Angelo,
volevo chiederle come l’assunzione di Maria al cielo, alla quale credo, si collega alla tradizione apostolica, poiché ho avuto modo di leggere che con la tradizione apostolica si chiude la rivelazione e niente può essere aggiunto, ma si può soltanto approfondire.
Inoltre, come la chiesa giunge a conoscenza delle tradizioni non scritte nella scrittura? Mediante altri scritti, forse, successivi ai testi ritenuti ispirati?
Grazie per l’attenzione.
Francesco


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
1. secondo la Munificentissimus Deus (MD), la bolla di Pio XII con la quale proclama il dogma dell’assunzione di Maria in cielo in anima e corpo,  questa verità è fondata sulla Scrittura, letta secondo l’interpretazione della tradizione ecclesiale.
Dice il papa: “tutte le ragioni e considerazioni dei santi e dei teologi (in proposito) hanno come fondamento ultimo la S. Scrittura”.
Essi “per illustrare la loro fede nell’assunzione, si servono con una certa libertà di fatti e detti della S. Scrittura: si servono, cioè, di testi scritturistici mostrando come questo privilegio concorda mirabilmente con le verità che ci sono insegnate dalla S. Scrittura”.

2. L’assunzione di Maria è postulata dalla maternità divina: Dio non poteva permettere la corruzione di quel corpo santissimo e immacolato che fu l’arca vivente del Figlio suo (cfr. Gv 1,14 e Gal 4,4).
Si potrebbe dire che lo Spirito Santo abbia suggerito alla Chiesa di leggere fra le righe ciò che la lettera della Scrittura non dice espressamente.

3. I passi invocati dai padri, dai teologi e dagli scrittori sacri sono i seguenti:
Gen 3,15: “Porrò inimicizia fra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe”.  Dio annuncia che questa donna sarà strettamente unita alla sua discendenza (Cristo) nella lotta vittoriosa contro il demonio: “Come la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la lotta che ha in comune col Figlio suo si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale” (MD).
Es 20,12: “Onora tuo padre e tua madre” (cfr. Lc 19,3). “Dal momento che il nostro Redentore è figlio di Maria, non poteva, come osservante perfettissimo della divina legge, non onorare, oltre l’eterno Padre, anche la madre. Potendo quindi dare alla madre tanto onore, preservandola immune dalla corruzione del sepolcro, si deve credere che lo abbia realmente fatto” (MD).
Is 60,3 nella Volgata:  “Glorificherò il luogo ove poggiarono i miei piedi”. Il corpo della Vergine è il sacrario ove il Signore pose il piede.
Sal 45,10.14-16:  “Alla tua destra la regina in ori di Ofir… la figlia del re è tutta splendore… è presentata al re in preziosi ricami… entrano insieme nel palazzo del re”. Il testo del salmo è applicato a Maria regina, che entra trionfalmente nella reggia celeste e si asside alla destra del divino Redentore, re immortale nei secoli.
– Sal 132,8 nella Volgata: “Alzati, Signore, verso il luogo del tuo riposo tu e l’arca della tua santificazione”. Padri, teologi e oratori sacri vedono nell’arca dell’alleanza, fatta di legno incorruttibile e posta nel tempio del Signore, quasi un’immagine del corpo purissimo di Maria vergine, preservato da ogni corruzione del sepolcro ed elevato a tanta gloria nel cielo.
Ct 3,6 (cfr. 4,8 e 6,9): la sposa dei Cantici “che sale dal deserto, come una colonna di fumo dagli aromi di mirra e di incenso per essere incoronata” è figura di quella Sposa celeste che insieme col divino Sposo è innalzata alla reggia dei cieli.
Lc 1,28 nella Volgata. I dottori scolastici considerano con particolare interesse le parole “Ave, o piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu fra le donne”, poiché vedono nel mistero dell’assunzione un complemento della pienezza di grazia elargita alla beatissima Vergine, ed una benedizione singolare in opposizione alla maledizione di Eva.
– Ap 12: I dottori scolastici videro adombrata l’assunzione non solo in varie figure dell’AT, ma anche in quella donna vestita di sole, che l’apostolo Giovanni contemplò nell’isola di Patmos.

4. La Tradizione cristiana (che emerge anche dagli scritti dei padri e dei pensatori cristiani) inizialmente non  dice nulla.
D’altra parte nei primi tempi del cristianesimo l’attenzione era focalizzata  sul nucleo centrale ed essenziale della predicazione: il Cristo, unico salvatore con la sua morte e risurrezione.
Sull’assunzione di Maria la Tradizione sembra silenziosa per un tempo abbastanza lungo tanto che la mancanza di espliciti passi scritturistici e patristici aveva fatto sorgere legittimi dubbi a qualche teologo sulla sua definibilità come verità divinamente rivelata.
La difficoltà fu felicemente superata, poiché il documento, più che su singoli e specifici testi biblici o patristici, liturgici o iconografici, definisce l’assunzione, come divinamente rivelata, basandola sull’insieme delle varie indicazioni contenute nella Tradizione e, non ultima, quella della fede universale dei fedeli, che prese in blocco testimoniano una sicura rivelazione dello Spirito Santo.

5. Con la proclamazione del dogma la Chiesa ha determinato ciò che appartiene al sentire di sempre.
Questo sentire di sempre appare anche dagli apocrifi, i quali attestano che il corpo di Maria non si è corrotto, ma è stato assunto in cielo.
Inoltre la Chiesa non ha mai tributato culto ad ossa o al altre parti del corpo di Maria come invece è attestato per tanti santi e martiri cristiani fin dai primi tempi.
Questa assenza di reliquie attesta a suo modo il convincimento che il cadavere di Maria non è rimasto di qua, ma è stato reso partecipe della risurrezione e ascensione di Cristo al cielo.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo