Quesito

Salve, padre Angelo.
La ringrazio per il tempo che in passato mi ha dedicato, e che spero mi dedicherà ancora.
Come lei ben sa, ho serie tendenze scrupolose. Ho trovato un direttore spirituale che mi aiuta molto.
Oggi sono tornato in crisi pensando a quel verso nella morte di Epifane: “Quindi quello scellerato cominciò a pregare quel Signore che non avrebbe più avuto misericordia di lui” (2 Mac 9,13).
C’era un mito di alcune donne costrette a riempire una giara bucata sul fondo per l’eternità. Sembra davvero qualcosa di molto simile alla mia situazione. 
So che lei non risolverà il mio problema, né potrà agire direttamente per aiutarmi, ma la ringrazio, per aver almeno letto tutto questo.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la misericordia di Dio è infinita. Anzi Dio stesso è misericordia. È misericordia verso tutti.
La Sacra Scrittura dice che è “ricco di misericordia” (Ef 2.4). E la Chiesa aggiunge “verso tutti quelli che lo invocano”.

2. L’espressione che hai riportato è tipica dell’Antico Testamento ma è molto significativa.
È riferita ad Antioco Epifane, re e condottiero greco, che aveva deciso di depredare il tempio di Gerusalemme ed impadronirsi della città.
Non solo, ma aveva anche detto: “Farò di Gerusalemme un cimitero di Giudei appena vi sarò giunto” (2 Mac 9,4).

3. Il testo prosegue dicendo: “Ma il Signore che tutto vede, il Dio d’Israele, lo colpì con piaga insanabile e invisibile. Aveva appena terminato quella frase, quando lo colpì un insopportabile dolore alle viscere e terribili spasimi intestinali, ben meritati da colui che aveva straziato le viscere altrui con molti e strani generi di torture. Ma egli non desisteva affatto dalla sua alterigia, anzi era pieno ancora di superbia, spirando fuoco d’ira contro i Giudei, e comandando di accelerare la corsa” (2 Mac 9,5-7)
Il linguaggio è evidentemente metaforico e sta significare che con la sua arroganza nei confronti di Dio di fatto si era messo nelle mani di Satana, il quale, quando viene, “viene per rubare, per uccidere e per distruggere” (Gv 10,10).
Per usare linguaggio di Santa Caterina da Siena, i demoni anche qui si comportavano come ministri di Dio per spingere Antioco alla conversione.

4. Ma questi perserverò nella propria arroganza e ostinazione.
Il testo sacro continua: “Ma egli non desisteva affatto dalla sua alterigia, anzi era pieno ancora di superbia, spirando fuoco d’ira contro i Giudei, e comandando di accelerare la corsa. Gli capitò perciò di cadere dal carro in corsa tumultuosa e di rovinarsi tutte le membra del corpo nella violenta caduta. 8Colui che poco prima, nella sua sovrumana arroganza, pensava di comandare ai flutti del mare, e credeva di pesare sulla bilancia le cime dei monti, ora, gettato a terra, doveva farsi portare in lettiga, rendendo a tutti manifesta la potenza di Dio, 9a tal punto che nel corpo di quell’empio si formavano i vermi e, mentre era ancora vivo, le sue carni, fra spasimi e dolori, cadevano a brandelli e l’esercito era tutto nauseato dal fetore e dal marciume di lui. 10Colui che poco prima credeva di toccare gli astri del cielo, ora nessuno poteva sopportarlo per l’intollerabile intensità del fetore” (2 Mac 9,7-10).

5. Il Signore permetteva tutti quei mali perché Antioco diventasse più umile e si convertisse.
“Allora finalmente, malconcio a quel modo, incominciò a deporre gran parte della sua superbia e ad avviarsi al ravvedimento per effetto del divino flagello, mentre senza tregua era lacerato dai dolori. Non potendo più sopportare il suo proprio fetore, disse: «È giusto sottomettersi a Dio e non pretendere di essere uguale a Dio, quando si è mortali!»” (2 Mac 9,11-12).

6. Ed è a questo punto che si incontra la frase che tu hai riportato: “Quindi quello scellerato si mise a pregare quel Signore che ormai non avrebbe più avuto misericordia di lui”  (2 Mac 9,13).
Antioco sperava di cavarsela promettendo di rispettare i giudei e di trattarli come gli ateniesi.

7. Cosa è mancato ad Antioco per non poter fruire della misericordia di Dio?
Gli è mancato l’aprirsi a Dio. Gli è mancata la conversione.
Senza avvedersene, ha voluto rimanere nelle mani dei suoi avversari, dei demoni.
Confidando di averti messo un po’ di serenità, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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