Quesito

Caro Padre Angelo,
Le scrivo dopo tanto tempo per condividere una storia che mi ha colpito molto in modo positivo.
Sono, infatti, venuto a sapere della storia dei Reverorum ib Malacht, un gruppo dark metal svedese.
I membri della band, inizialmente atei, decisero di studiare il cattolicesimo per arricchire i loro testi blasfemi e i contenuti antireligiosi dei loro componimenti musicali. Ebbero l’idea di dedicare un periodo di immersione e approfondimento della dottrina, dei rituali e della storia cattolica tanto che questa scelta divenne un profondo viaggio spirituale piuttosto che uno strumento di sacrilegio. Lo studio intenso portò ad una vera crisi di fede al termine della quale i membri del gruppo abbracciarono il cattolicesimo, trasformando la loro posizione antireligiosa in devozione, accettando Cristo come Figlio di Dio.
Da quel momento in poi, la loro musica si è evoluta per incorporare la loro nuova fede, con brani nei loro album successivi incentrati su temi cattolici e sui santi.
Hanno creato una sorta di sub-genere che fonde elementi del black metal con la solennità e la struttura dei temi cattolici, compresi i canti e il linguaggio liturgico. Nonostante a mio parere il genere resti molto discutibile, trovo incredibile cosa accade alle persone quando iniziano a studiare la fede e penso al grado di ignoranza anche colpevole a cui siamo arrivati dove in molti posti il Cristianesimo non viene più insegnato da anni.
Quanti tesori l’uomo perde quando mancano le basi della formazione e quanti miracoli accadono per la bellezza della dottrina di Cristo.
Non potrò mai ringraziarLa abbastanza Padre per il Suo servizio provvidenziale.
La saluto con affetto,
Antonio


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. ti ringrazio per questa interessante segnalazione.
Assomiglia alla vicenda di Elisabetta Leseur di cui è incorso il processo di beatificazione.

2. Il marito, Felice Leseur, era riuscito a farle perdere il fervore.
Per spegnerlo del tutto, le diede da leggere la Vita di Gesù Cristo scritta dal razionalista Renan, che fece perdere la fede a molti, tra cui Bartolo Longo, che poi divenne addirittura satanista. A suo tempo, Bartolo Longo si convertì e, come tutti sappiamo, sarà canonizzato il 19 ottobre 2025.

3. Quando Elisabetta si accorse che quanto che Renan affermava non corrispondeva al Vangelo, cominciò a prendere in mano il testo sacro. E a forza di confrontarsi con il Vangelo, si ravvivò la fede, ricuperò il fervore e divenne una donna di altissima spiritualità.
Di lì qui a qualche anno Elisabetta, ancora giovane, morì.
E successe quello che lei desiderava sopra ogni cosa: la conversione del marito, che avvenne leggendo, dopo morte della moglie, il suo diario.

4. Elisabetta poi fece il resto dal Cielo perché il marito non solo si convertì, ma si fece domenicano prendendo il nome di padre Alberto. Veniva chiamato da tutte le parti, non solo in Francia, ma anche in Italia, in Inghilterra, in Svizzera e in Germania a parlare della spiritualità della moglie.

5. Come importante il confronto con il Vangelo. È la stessa cosa che confrontarsi con Cristo. E a questo proposito non dobbiamo dimenticare la grande sfida che Cristo ha posto a tutti gli uomini quando ha detto: “Chi di voi può dimostrare che ho peccato?” (Gv 8,46).
San Tommaso commenta: “Come nota il Crisostomo, nessun uomo ha potuto dire con sicurezza: “Chi di voi può accusarmi di peccato?” all’infuori del nostro Dio, il quale non commise peccato. Nei Proverbi (20,9) si legge: “Chi può dire il mio cuore è puro, io sono mondo da ogni peccato?”. Nei Salmi (13,3) ha detto “tutti hanno traviato, tutti sono corrotti: non c’è uno che faccia bene, non ce n’è che uno” cioè Cristo”.
Al posto di non ce n’è che uno” nella traduzione corrente della CEI si legge: “non ce n’è neppure uno”.
Ma il testo latino lascia la possibilità di tradurre come ha fatto San Tommaso.
In tal caso il testo è profondamente profetico in riferimento a Cristo.

6. “Chi di voi può dimostrare che ho peccato?”.
Ne segue che se in Cristo non si trova se non la verità nelle parole e nei fatti perché allora non si deve prestare fede al suo insegnamento? Egli ha detto infatti: “Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre” (Gv 8,37-38).

7. Questo fa capire che tanta acredine contro la religione cristiana nasce dall’ignoranza dei Vangeli e delle Sacre Scritture.
Qualcuno potrebbe obiettare che l’acredine non è contro Cristo ma è contro gli uomini di Chiesa. Ma è pur vero che quando la fede è fondata su Cristo, il cattivo comportamento di alcuni uomini di Chiesa, per quanto sia oggetto di profonda amarezza, non scuote la fede.
Al contrario, talvolta, può spingere a pregare Dio come fece Santa Caterina da Siena che chiedeva a Gesù Cristo di prendere il cuore e di spremerlo sul volto della Chiesa perché apparisse davanti agli uomini come Cristo l’ha voluta “tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata” (Ef 5,27).
Pregando Dio perché molti abbiano la possibilità di venire a contatto con i Vangeli, e cioè con Gesù, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile anche in: Russo